Un uomo allegro – Marco Cassardo

Titolo: Un uomo allegro
Autore: Marco Cassardo
Casa Editrice: Miraviglia editore
Genere: Romanzo
Traduttore:
Pagine: 326
Prezzo: 16.50 €

Giorgio Boe è un antieroe moderno pronto a riscattarsi.
Il lettore “forte”, pagina dopo pagina, si accorge di star passeggiando su una superficie conosciuta, su un percorso assai familiare, su un itinerario che sembra apparire chiaro all’orizzonte. Ed è una convinzione che troverà concretezza nello sciogliersi dei fili che ne hanno intessuto la trama. Eppure, percorrendo questo sentiero, cresce la sensazione che, tutt’intorno, ci sia qualcosa di sconosciuto e che il paesaggio abbia contorni diversi, tratteggiati con una particolare cura e con un discreto stile narrativo.

Un uomo allegro di Marco Cassardo è un libro che trova, in queste poche righe, il suo spazio nell’ampio panorama della letteratura italiana contemporanea. Sono la caratura, lo spessore, l’originalità dei personaggi a dare sostanza ad una narrazione che cattura l’attenzione dei lettori grazie allo sviluppo e alla natura dei suoi attori.Il palco dove essi si muovono, allora, diventa trasparente, perde coordinate spaziali e temporali, scompare nello sfondo di una storia che pone al suo centro l’umanità e i suoi intrecci.

Giorgio Boe ha 48 anni, evidenti limiti relazionali, pochissimi motivi per gioire. Simbolo di una normalità solo apparentemente scontata e banale, possiede alcuni talenti che non è in grado di coltivare perché manca di autorità e personalità. L’assenza di una famiglia propria, i rapporti strani con le donne, la ricerca di una virtualità comoda e pericolosa sono le scorciatoie che ha deciso di percorrere e che descrivono in pieno la sua vita, quella di un uomo qualunque che ha scelto solo di costeggiarla. Un uomo allegro ma anche così comunemente sovrapponibile a tantissimi altri esemplari della sua specie. Almeno secondo quello sguardo superficiale con cui la società moderna è abituata ad osservarsi e giudicarsi.

Sarà proprio l’irrompere violento della realtà a rendere nuda una personalità abituata a nascondersi. Il confronto, doloroso e difficile, con fantasmi di carne pronti a esacerbare sicure passività e devastanti lacune, servirà a gettare luce sul suo stampo, fatto di tratti unici e particolari. La responsabilità, l’amore, l’amicizia, la paternità, il coraggio di vivere un sogno: ogni personaggio incarna un ruolo che Giorgio non ha mai interpretato ma che, ormai, non può più rimandare.

I quattro gli si erano stretti intorno, non dicevano nulla, lo guardavano con la deferenza che si deve ai giusti”: le frase del romanzo chiude il momento della rivelazione, quando tutti si accorgono che Boe ha davvero una splendida voce e dovrebbe cantare. A Cassardo, a sorpresa, scappa l’aggettivo “giusto”. “A quaranta, cinquanta anni non può essere finito tutto – ci dice. Bisogna reinventarsi, ma è meglio farlo senza raccontarsi balle, come Boe che non ha mai paura delle sue debolezze anche se le coltiva tutte con cura. Boe è un uomo pieno di pregiudizi, ma è capace di buttarli a mare quando capisce di avere incontrato un amico. È un uomo che sa mettersi in discussione. In questo senso, Boe è un uomo giusto. 

Il tempo del racconto (e la paura di non essere all’altezza di un’esistenza) sono ben rappresentate dal pericolo di una pandemia mondiale che colpisce il carattere ipocondriaco del protagonista. Il rischio di contrarre l’ovina scandisce il ritmo narrativo fin dalle prime battute, accelerando o rilassando la lettura. Un testo piacevole, scritto con uno stile maturo e controllato. Una storia che analizza uno scorcio di vita che, in questa società, è tanto comune quanto poco visibile.

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