Turchia: cade la censura sui libri di Marx, Engels, Lenin e Stalin

 In Turchia è stato tolto il divieto di vendita di migliaia di libri che, da decenni, erano stati censurati dal governo.

Una legge entrata in vigore a Luglio, infatti, stabilisce che tutte le decisioni giudiziarie e amministrative adottate prima del 2012 e che riguardano il sequestro o il divieto di libri, perderanno di efficacia se non confermate entro sei mesi. Il presidente dell’Unione degli editori in Turchia (TYB), Metin Celal Zeynioglu, ha annunciato che la scadenza è giunta a termine il 5 Gennaio 2012 e nessuna decisione giudiziaria relativa al rinnovo di tale divieto è stata segnalata. E’ stato consentito, quindi, il ritorno di opere che fanno parte della storia e del pensiero comunista, tra cui: il “Manifesto Comunista” di Karl Marx e Friedrich Engels, la “Storia del Partito Comunista bolscevico dell’URSS” di Josep Stalin, “Stato e Rivoluzione” di Vladimir Lenin e i libri del poeta turco Nazim Hikmet.

Si calcola che siano almeno 23mila le opere interessate dalla riforma. Nella sola area di Ankara sono stati “riabilitati” 453 libri e 645 pubblicazioni periodiche.

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