Triste come lei – Juan Carlos Onetti

Titolo: Triste come lei
Autore: Onetti Juan Carlos
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: SUR edizioni
Genere: Racconti
Traduttore: Angelo Morino
Pagine: 349
Prezzo: 16 €

Quarant’anni di racconti concentrati in una sola raccolta. Il mondo narrativo di Juan Carlos Onetti si è ramificato in più direzioni nel corso del tempo, ma offre sempre due possibilità: leggere ogni testo, lungo o breve che sia, indipendentemente dagli altri oppure in relazione alle altre opere. Santa María, già sfondo di altri romanzi dello scrittore uruguayano, alcuni dei quali ripubblicati da SUR, è una città immaginaria, un porto vicino a Montevideo, che prende corpo con il passare delle pagine.

Un luogo di passaggio dove approdano forestieri, che si muovono tra bar e pensioncine in cui si parla poco e si osserva molto, fra un bicchiere e una sigaretta. Ritornano, da una storia all’altra, alcuni personaggi (il dottore, il redattore del giornale locale) che sembrano portare sulle spalle il peso di un passato ignoto ma amaro, che li ha consumati prima del tempo. Non è solo una semplice questione di gioventù o di vecchiaia: da Santa María, come se fosse un posto di guardia per sentinelle, si vedono solo le piccole e grandi miserie degli uomini, più o meno assurde ma in fondo ricorrenti.

Ma il quadro non sarebbe completo senza le donne che compaiono e spesso scompaiono in questi racconti. Il loro nome, omesso in più di un’occasione, non è importante quanto il loro ruolo: sono incontri fatali, destinati a provocare conseguenze irrimediabili. Gli amori possono finire brutalmente e a distanza, come in L’inferno tanto temuto e Matías il telegrafista, oppure lentamente e di persona, come in Triste come lei, il racconto che dà il titolo alla raccolta (con una dedica dell’autore di una sincerità rarissima, devastante). «Dicevano cose, ma ormai non parlavano più»: così si riassume l’epilogo di una relazione contorta e difficile, come il giardino incolto intorno alla casa coniugale che il marito vuole disboscare per far posto a un suo folle e insensato progetto.

La moglie, privata delle sue amate piante, non trova pace nemmeno al di fuori della famiglia. Anche lei condivide lo stesso destino di tanti altri personaggi onettiani: la ricerca di una felicità irraggiungibile, al di fuori della propria portata. Santa María resta un mondo a parte in cui non c’è spazio per ripararsi dall’inevitabilità dell’insuccesso.

Alla fine della lettura, l’atmosfera di cui sono intessute queste pagine non potrà che avere un’unica, inconfondibile definizione: come un racconto di Onetti.

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Damiano Latella, classe 1985, piemontese, ama la Francia, la Spagna e gli accenti messi al posto giusto. Pur non traducendo, si tiene in allenamento collaborando con la rivista «tradurre». Non capisce chi si lamenta della mancanza di buoni libri.

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