Trattato del ribelle – Ernst Jünger

Titolo: Trattato del ribelle
Autore: Ernst Jünger
Data di pubbl.: 1990
Casa Editrice: Adelphi Editore
Genere: saggio
Pagine: 136
Prezzo: 11 €

In fondo tirannide e libertà non possono essere considerate separatamente, anche se dal punto di vista temporale l’una succede all’altra. È giusto dire che la tirannide rimuove e annienta la libertà – anche se non si deve dimenticare che la tirannide è possibile soltanto se la libertà è stata addomesticata e ormai ridotta a vuoto concetto.

Ci invita alla libertà, ad entrare nel bosco, ad essere veri ribelli rifiutando tutto ciò che è moderno. Non ci chiede di diventare vigliacchi o anonimi, accettando quello che accade. No, Ernst Jünger ci suggerisce di darci alla macchia, di riscoprire noi stessi nel bosco, luogo in cui possiamo ritrovare la nostra essenza sovratemporale.

L’autore tedesco scrive questo breve saggio nel lontano 1951. Lo fa come se di fronte a lui avesse una sfera di cristallo che gli mostra nitidamente l’evoluzione dei tempi. Parte dalle elezioni, da quel dire sì o no attraverso una scheda. In entrambi i casi siamo in trappola.

Il nostro sì darà forza all’oligarchia dominante; il nostro no la legittimerà ancora di più, perché la democrazia si nutre soprattutto del dissenso e proprio la presenza del dissidente giustifica la creazione dei meccanismi di difesa dello Stato.

Cos’è quindi la democrazia? Statistica, numeri attraverso cui l’oligarchia dominante compie delle scelte tese a difendere e ad organizzare il sistema. La concessione di qualsiasi diritto o di nuove libertà è solo una lieve scossa di defibrillatore ad un cuore che deve battere il meno possibile.

Per tanto, la terza via è il bosco. Un cercare se stessi lontano dai Titani, in particolar modo da quel tempo terreno che divora i suoi figli. Ernst Jünger rispolvera la figura del Waldgänger, che nell’antica Islanda indicava il rinnegato che si nascondeva nella foresta per vivere liberamente e in solitudine.

Nonostante tutto lo scrittore tedesco mette in guardia dai pericoli che bisogna affrontare. Il bosco non è il paradiso, ma il luogo della paura, della prova e della morte. Eppure, proprio la paura, la morte e la prova sono argomenti che l’uomo moderno non vuole più trattare. Ma se queste cose non esistessero o terminassero di avere effetto sulla vita delle persone, rimarrebbe solo un’esistenza di istinti, simile a quella degli animali.

L’umana grandezza va conquistata lottando. Essa trionfa quando respinge nel cuore dell’uomo l’assalto dell’abiezione. Qui è racchiusa la sostanza della storia. Nell’incontro dell’uomo con se stesso, o meglio con la propria divina potenza. Chi vuole insegnare la storia deve saperlo. Socrate chiamava il suo demone questo luogo segreto da dove una voce, che era già al di là delle parole, lo consigliava e lo guidava. Potremmo chiamarlo anche il bosco.

Queste sono le idee che Ernst Jünger lascia ai posteri. A distanza di sessantasei anni dalla pubblicazione, questo libro resta attuale. Siamo in presenza di un pamphlet anarchico di cui ci si innamora facilmente.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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