TGLFF: il film “Test” e il libro “Diari” a confronto

Il film Test, diretto da Chris Mason Johnson, proiettato al TGLFF in anteprima nazionale, è stato molto apprezzato dalla critica. Infatti ha ricevuto diversi premi: speciale della giuria come miglior film drammatico americano e miglior sceneggiatura, all’Outfest di Los Angeles 2013; è stato presentato anche al Festival di Berlino 2014.

Ambientato a San Francisco, nel 1985 racconta la storia di Frankie, un giovane naive, che fa parte di una compagnia di danza moderna, che ha uno stile grintoso e dinamico. Sentendosi fuori luogo, trova nel prestante Todd, ai suoi occhi il classico bad boy, un alleato, un amico. Intanto, nella comunità gay, in piena epidemia AIDS, viene introdotto il test per l’HIV, una verifica concreta per sfidare un pericolo da cui nessuno è più immune. Scarpette rosa e virus letale: un film, diretto da un ex ballerino, che ha vinto l’OutFest di Los Angeles.

Abbiamo pensato di proporvi la lettura dei Diari di Keith Haring. L’artista ha tenuto un diario per tutta la sua vita, fino a un mese prima di morire, a causa dell’Aids, nel 1990. L’adolescenza, le prime esposizioni, i murales nelle metropolitane, l’amicizia con Warhol e Burroughs, fino alle grandi mostre e al successo. Un diario che mostra il lato personale e professionale dell’artista scomparso.

Sia nel film sia nel libro emerge con chiarezza l’ansia che creava la minaccia di questa malattia, non solo per se stessi, quanto per l’intera società.  Keith Haring infatti scrisse: “Non sono veramente spaventato dall’Aids. Non per me stesso. Sono spaventato dal dover guardare tante persone morire dinanzi a me. Vedere morire Martin Burgoyne o Bobby è stata una pura agonia. Mi rifiuto di morire così. Se arriva il momento, penso che il suicidio sia molto più dignitoso e più facile per gli amici e le persone che si amano. Nessuno merita di assistere a questo genere di morte lenta. Ho sempre saputo, sin da quando ero giovane, che sarei morto giovane. Ma pensavo che sarebbe accaduto in fretta (un incidente, non una malattia). (20 marzo 1987)”.

Sicuramente le tematiche dell’arte, fisica o pittorica, l’amore, le passioni, le amicizie e la paura, sono presenti sia nei Diari che nel film.

Riteniamo sia importante conoscere questa malattia, in quanto sebbene il periodo di terrore  sia superato, come afferma Jay A. Levy, nel libro HIV. Patogenesi dell’AIDS “L’epidemia da HIV è stata l’ultima vera pandemia del XX secolo e, purtroppo, rimane anche la prima vera pandemia del XXI secolo.” Per questo se siete interessati all’argomento vi consigliamo anche la lettura di quest’ultimo libro. Jay Levy lavora alla University of California in San Francisco (UCSF) dai primi anni ’70 e si trovò pertanto all’improvviso nell’occhio del ciclone quando la comunità gay di San Francisco fu investita dal disastro AIDS.

 

 

0

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?