Tarendol – René Barjavel

Titolo: Tarendol
Data di pubbl.: 2023
Traduttore: Claudia Romagnuolo
Pagine: 382
Prezzo: €25,00

René Barjavel è un romanziere ipnotico, La sua scrittura è talmente intensa che procura vertigini.

La lettura di Tarendol, romanzo pubblicato nel 1946 e scritto nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, è una storia d’amore e di sangue, come lo definisce lo scrittore stesso, ma prima di tutto è una storia d’amore perché «se il mondo può scomparire in una scintilla, allora dobbiamo amare ancora più forte».

Al centro della storia, ambientata nella Francia del 1943 durante l’occupazione nazista e con gli echi devastanti del conflitto bellico, la disperata e passionale storia d’amore tra Jean e Marie.

Tarendol è un grande romanzo d’amore in cui i sentimenti si intrecciano con le tragedie della storia, ma è soprattutto il libro di uno scrittore accattivante che sa conquistare e ipnotizzare il lettore con una prosa poetica, intensa e coinvolgente.

L’ottimo lavoro di traduzione di Claudia Romagnuolo ci consegna uno di quei libri in cui noi lettori entriamo e subito siano favorevolmente catturati da una scrittura incalzante che fino alla fine toglie il respiro.

Non si può non restare incantati dalla scrittura di Barjavel che mentre racconta la passione e l’amore che esplodono fra i due adolescenti non si dimentica di descrivere la Francia sconvolta dalla guerra, le atrocità della Gestapo e soprattutto l’inutilità, l’orrore e lo scempio di un conflitto che getta l’umanità in un baratro di sgomento.

Amore e sangue, ma soprattutto noi uomini incapaci di costruire il bene, ma bravissimi nell’andare verso l’estinzione, inventandoci guerre e catastrofi.

«Siamo penetrati nel cuore dell’infinitamente piccolo per sconquassarne l’universo turbinante, e la sua collera un giorno farà esplodere il nostro globo con un bagliore tale che gli abitanti del Sole saranno costretti a coprirsi gli occhi. Della Terra non resterà nulla, né macerie, né fumo. Non resterà nulla degli esseri umani e del loro dominio, né fantasmi, né un nome inciso in una pietra, né un ricordo in una memoria, né il lento oblio delle sabbie e c delle ceneri».

Barjavel attinge dalla sua vita per raccontare attraverso l’amore di Marie e Jean la guerra che gli uomini si portano dentro e la necessità di amare per concepire un barlume di salvezza.

Lo scrittore profeticamente sembra rivolgersi anche a noi che oggi siamo finiti nel cuore di un’altra guerra. Perché gli uomini sono capaci di inventare una guerra al giorno a discapito dell’amore e del bene.

Riuscirà Jean ad arrivare alla fine della guerra? Il loro amore trionferà sulle macerie?

«Quando le campane – scrive Barjavel –  suoneranno la fine della guerra, probabilmente l’umanità sarà già intenta a prepararne un’altra, ma ci sarà concesso qualche anno di tregua e potremo fingere di credere nell’avvenire, imbastire progetti per il futuro. Per ora navighiamo a vista».

Tarendol è una storia vera, una storia d’amore al perenne tempo del colera. Dentro ci troveremo la guerra in servizio permanente effettivo e riconosceremo personaggi che somigliano a noi stri vicini, ma soprattutto molto a noi stessi.

È una storia che sta tutta nella realtà, fatta di brandelli di verità e immaginazione, di finzione e di vita.

René Barjavel è uno scrittore più di oggi che di ieri. Il suo romanzo legge i nostri abissi che viviamo quotidianamente, sta tutto nelle macerie che lasciamo dopo il nostro passaggio.

Traendol è il resoconto veritiero di una caduta, la nostra tra tanto sangue e poco amore.

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