Sulle strade del silenzio – Giorgio Boatti

Autore: Giorgio Boatti
Titolo: Sulle strade del silenzio
Editore: Laterza
Genere: diario di viaggio
Numero di pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: € 18,00

Giorgio Boatti, giornalista e scrittore, questa volta armato di “sacca da viaggio, zainetto con computer e libri e l’amatissimo sacco a pelo di piumino d’oca” (pag.14) si è trovato a viaggiare per monasteri, su e giù per montagne e colline, avanti e indietro con la Storia. Ne è nato un libro consigliato per una vacanza di meditazione: Sulle strade del silenzio, sottotitolo Viaggio per monasteri d’Italia e spaesati dintorni, che ha fatto parte della  top ten dei libri per l’estate 2012, quelli da mettere in valigia per far respirare il cuore e la mente.

Il viaggio, iniziato  piuttosto casualmente su consiglio di alcuni amici, prende il via non da una storia da raccontare, ma da un passaggio che l’autore lascia solo percepire, per una “Fuga di Natale” , “fuga da una casa diventata improvvisamente vuota e silenziosa… fuga da giornate che perdevano luce e non solo” (pag.3). L’inizio della narrazione è preceduto da una carta geografica dell’Italia senza confini regionali e nazionali, dove gli unici elementi che risaltano sono le acque del mare, dei laghi e dei fiumi e sono segnati i luoghi di questo viaggio tra spiritualità  e turismo religioso.

Con alle spalle una militanza politica  in Lotta Continua, a 63 anni Boatti si è messo in marcia fra le solitudini d’Italia, ha chiesto ospitalità nelle abbazie, ha bussato e gli hanno aperto. Obiettivo: capire se le nozioni del catechismo apprese da piccolo siano davvero cosa vera. Ma il suo diario rivela un viaggio laico e da laico dubita e prende le distanze. Il testo quindi, proprio per come è costruito, non sembra destinato tanto agli abituali visitatori di eremi e conventi, quanto a gente che mira a progetti terreni, ben concreti. L’autore, che non è credente né uomo in cerca di conversione, non veste neppure gli abiti del turista, ma vuole fare di quest’esperienza  un racconto. 

Perciò Sulle strade del silenzio non si rivela una guida, perché per essere tale dovrebbe avere informazioni che non vi si trovano, bensì un libro pieno di curiosità e di storie in cui il disegno della vita umana e quello del paesaggio vanno a confondersi. Riporta ad esempio la storia del certosino fra Paolo, ex campione nazionale di calcio portoghese, che vive nel monastero di Serra San Bruno, nel cuore della Calabria, la certosa delle leggende; c’è il racconto della vocazione di Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose, e le storie di sorella Marzia, laureata in medicina e specializzata in anatomia, e di Miguel Romualdo, fondatore di Camaldoli. Il lettore trova anche gli aspetti della simbologia dei monasteri, la bellezza dei luoghi non sempre di facile accesso, le biblioteche ricche di libri preziosi, i refettori, i tempi della vita dei monaci e le loro celle, le coltivazioni dei campi intorno… 

Questo di Boatti è un esercizio per “rimettersi in piedi” e riconquistare una propria dimensione; una ricerca interiore del sé e nel contempo osservazione dell’altro: uno sguardo al proprio io e uno sguardo al mondo circostante. Ma in questo peregrinare rifugge dai luoghi del mercato della fede in cui il sacro si è fatto sagra. Sulle strade del silenzio dunque è un respiro di vero silenzio, la ricerca di ancoraggi solidi non necessariamente religiosi. Il linguaggio è piano e poiché il libro è strutturato in capitoli, la lettura non deve essere obbligatoriamente sequenziale. Viandante curioso, Boatti struttura il libro come minuziosa inchiesta ma non di meno come reportage di un pellegrinaggio dove l’aspetto narrativo predomina su quello descrittivo. Dunque, libro anomalo ma di buon giornalismo da cui si evince la vera ricerca sul campo: andare, guardare, ascoltare, verificare e infine raccontare.

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