SPECIALE GIVEAWAY – Il gioco lugubre

SPECIALE GIVEAWAY
IL GIOCO LUGUBRE

Paco Roca torna in libreria con un graphic novel che gioca con il mito di Salvador Dalí e le suggestioni oniriche e bizzarre dell’arte surrealista

COME SI VINCE?
Basta rispondere alla richiesta sotto riportata entro lunedì 15 aprile alle ore 21 commentando questo post.
La redazione e la casa editrice Tunuè sceglieranno i vincitori tra i partecipanti, individuando chi ha formulato il post più originale e attinente alla richiesta (il giudizio è insindacabile). Dopo che avremo verificato l’iscrizione alla nostra newsletter, a questi sarà attribuita una copia de “Il gioco lugubre” di Paco Roca – Tunuè.

COSA SI VINCE?

  • 1 copia autografata del libro

* I libri in palio sono messi a disposizione dall’editore in forma di omaggio secondo la normativa prevista dal dpr 633 del 1972 che regolamenta i concorsi.

LASCIATEVI ISPIRARE DALLE IMMAGINI 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUALI PENSIERI E SENSAZIONI VI SUSCITA?

IL LIBRO

Nella Spagna degli anni Trenta, alle soglie della guerra civile – periodo di grande fermento politico e artistico – il giovane Jonás, in viaggio da Madrid alla ricerca di un posto più tranquillo, viene in contatto con il pittore catalano Salvador Deseo, un personaggio controverso e inquietante, misteriosa presenza in un piccolo e sperduto villaggio di pescatori. La frequentazione traccerà un segno indelebile nella vita e nell’animo di Jonás, una volta scoperti i terribili segreti dell’artista, da sempre ossessionato dalla morte.

L’AUTORE
Paco Roca (1969) è diventato uno degli autori di riferimento con Rughe unanimemente considerato un capolavoro del fumetto contemporaneo, apprezzato da critica e di pubblico in Francia, Spagna e Italia, e vincitore di numerosi premi tra cui: “Miglior opera” e “Miglior sceneggiatura” al Salone internazionale del fumetto di Barcellona, “Premio nazionale di Spagna al Miglior fumetto 2008” “Miglior fumetto spagnolo” per il Diario de Avisos di Tenerife, e poi “Miglior opera lunga” per il Gran Guinigi di Lucca Comics and Games 2008 e “Miglior libro” Gran Premio Romics 2009.

Artista eclettico, Roca si è dimostrato capace di disegnare e raccontare diversi tipi di storie – drammatiche, comiche, d’avventura – con la stessa intensità emotiva e passione. In Italia ha pubblicato con Tunué Il faro (2006, nuova edizione 2012), Le strade di sabbia (2009), L’inverno del disegnatore (2011), Emotional World Tour (2012) scritto insieme a Miguel Gallardo e Memorie di un uomo in pigiama (2012).

Dal pluripremiato Rughe è stato tratto il lungometraggio animato omonimo, per la regia di Ignacio Ferreras (Spagna, 2011) che, a un anno dall’uscita, continua a vincere prestigiosi premi nei più importanti festival d’animazione di tutto il mondo.


INFO
  •  http://store.tunue.com/il-gioco-lugubre-paco-roca.html
  • Tra le prime uscite Tunué nel 2013, presenta ai lettori italiani un volto inedito di Paco Roca, in un’opera che affonda nel lato oscuro dell’arte.
  • Il titolo stesso è ispirato ad un’opera del pittore spagnolo Salvador Dalí, uno dei primi quadri realizzati al suo ingresso nel gruppo surrealista. Una tela dal simbolismo oscuro e sensuale, dagli elementi inquietanti e deformati che abitano uno spazio costruiti secondo ardite prospettive, tratti caratteristici poi di tutta la sua produzione a seguire.

RASSEGNA STAMPA:

E IL VINCITORE E’… 

 

Marco Luoni

 

 

Il vincitore è pregato di contattare la redazione all’indirizzo concorso@gliamantideilibri.it entro e non oltre giovedì 18 aprile.

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  • Caterina

    Il “sinistro figuro” di queste vignette mi ha riportato alla mente un altro personaggio, a metà tra l’autentico e il leggendario: il diabolico barbiere che nella Londra ottocentesca sgozzava gole per sopravvivere, il famoso Sweeney Todd. E difatti il nome Sweeney significa “alto e ciondolante”, proprio come si mostra il nostro “cattivo”. Anche l’abilità con cui maneggia la lama è la stessa: “at last, my arm is complete again”.
    Per chi non è capace di vedere a fondo la vita, gli occhi sono un dono troppo grande.

  • Rosella

    Allora anche “L’occhio vuole la sua parte”… d’onirico surrealismo!

  • Ivan75

    Queste due vignette al di là dell’orrore che possono suscitare di primo acchito a me fanno pensare ad un genio pazzo alle prese con la sua opera d’arte, una sorta d’esperimento terribile e affascinante della sua follia. Queste scene mi fanno pensare a due grandi geni pazzi della letteratura: il primo il famoso dottore Victor Frankenstein del romanzo di Mary Shelley alle prese con la sua creatura e il progetto di vincere la morte; mentre per il secondo ho pensato subito al personaggio di Jean-Baptiste Grenouille tratto dal romanzo “Profumo” di Patrick Süskind (è stato fatto anche un film). Per certi versi la storia di questo secondo genio pazzo mi pare s’avvicini abbastanza alla trama del libro di Paco Roca. Anche qui abbiamo un personaggio inquietante che dotato di un’olfatto sovrumano, ma privo di un’odore proprio, è nato nella totale povertà nella Parigi del’ 700 e dopo anni di vita grama con l’aiuto di un profumiere decide di recarsi in un piccolo centro di provincia Grasse per apprendere in un laboratorio le tecniche dei profumi. Ma durante la sua presenza decide di uccidere 24 ragazze per carpirne il profumo e distillarlo riuscendo a creare un’essenza straordinaria, divina, in grado di portare gli uomini a perdere il controllo in una sorta di follia amorosa e lussuriosa. Ma come per il dottor Frankenstein il finale non è lieto è Grenouille incapace di provare amore ed emozioni userà proprio quel profumo per indurre i miserabili dello stesso quartiere di Parigi dove nacque per farsi uccidere e divorare. In conclusione le vignette, e credo anche la storia di cui sono un frammento, sono per me come i due casi dei romanzi citati l’espressione della paura che alberga dentro ogni uomo che tuttavia può portare anche ad una sorta di genialità artistica malata e ripugnante.

  • Stefania C.

    Geniale trasposizione, in chiave surrealista, di una storia spagnola, resa viva e forte in maniera alquanto originale.
    “L’arte nel suo senso più oscuro”, fusione tra storia e immagini forti. Risultato finale: un’originale libro dal forte impatto visivo.

    Stefania C.

  • Rosanna

    Avete presente quando state conversando con un interlocutore particolarmente espansivo? Di quelli che amano gesticolare a più non posso, magari anche avvicinandosi pericolosamente alla vostra faccia? Cosa fareste se un giorno qualcuno brandisse un foglio di carta a un centimetro dal vostro viso e lo sventolasse con forza, agitando l’aria davanti al vostro occhio sinistro? Ho il terrore di queste persone. A volte, la troppa esuberanza può rivelarsi tagliente.

  • Augusto

    Terrore, sorpresa, fascinazione, paura, desiderio, repulsione, eccitazione…in una parola: delirio!

  • anna lisa

    Percorri il ventre della balena, attraversalo tutto – scheletri, carcasse di navi, parole dei morti ammazzati dai falangisti spagnoli -, e troverai Jonás, profeta dell’incertezza. Il passo inclina, il ginocchio si piega dinanzi al maestro delle ombre: Salvador Deseo, il salvatore del desiderio, l’assassino della norma. Disseziona deliri, ritrae l’ultimo canto dell’anima.

    Attorno al pennello – o alla lama, che è lo stesso – la densa oscurità della notte. La pelle tanto candida. La voce ebbra del sangue.
    Le nostre fantasie a colori impallidiscono di vergogna.

    E intanto un cane andaluso inventa occhi come falci di luna, per sognare un nuovo incubo.

  • Chiara B.

    Al di là della tecnica utilizzata e del surrealismo, queste immagini suscitano una forte impressione di terrore e di immobilità: infatti nonostante la paura che si prova guardandole è impossibile scollarsi dai disegni ed evitare di analizzarli centimetro per centimetro pur di trovarne il senso…ma quale senso? Forse era proprio questo il messaggio che voleva comunicarci l’autore. Paura, sgomento, paralisi e la sgradevole sensazione che l’osservatore sarà il prossimo soggetto a essere manipolato.

  • cristina

    Le due vignette mi fanno pensare a Guernica di Picasso. Una protesta contro la violenza, qui portata ai suoi massimi estremi, per scioccare, per colpire e parlare alle folle.

  • Gianluca D. T.

    Sono la testimonianza di un grande graphic novel in cui il grande Paco Roca, partendo da un semplice spunto, riesce a dare la sua originale interpretazione del pittore catalano Salvador Dalì.

    Queste pagine riflettono tutti i temi ricorrenti in Dalì: il sogno, l’amore come potere, la morte, gli incubi ricorrenti e mi trasmettono le stesse emozioni e sensazioni di un quadro di Dalì.
    Tensione e paura, desiderio ed eccitazione, tutto in chiave surreale.

    Gianluca D.T.

  • Sandra

    Come un creatore di anime, dall’oltretomba del suo guscio uscì il diabolico mentore Salvador Deseo con la sua lama di fuoco e ghiaccio. Doveva realizzare il suo surreale sogno. Vide quella donna invasata da un piacere dionisiaco misto a follia. Il maestro di anime si avvicinò a lei e inserì la sua lama nella cavità oculare estraendo il suo occhio perduto e assente. “Adesso avrò la tua anima”-le sussurrava dopo aver leccato il sangue grondante dalla ferita. Toccava adesso a Jonàs che impassibile sudava sentimenti di morte. Deseo adesso voleva la sua anima… e in qualunque modo l’avrebbe avuta.

  • MarcoLuoni

    Lo pseudo-Dalì di queste tavole mi terrorizza. Non trasmette il male che dovrebbe. Non appare come un pazzo violento. Non sembra che la sua condizione dipenda da qualche trauma o dalla rabbia. Sembra godersi ogni istante della violenza. Sembra perfettamente lucido e pare che la violenza sia una scelta consapevole e ragionata più che un atto istintivo. Sembra perfettamente a suo agio, come se fosse nato proprio per quello, ma senza malizia. Credo non percepisca la violenza come tale, ma la viva nella maniera più naturale possibile.
    E’ inquietante. Perché mi da l’idea di non sapere cosa sia il senso di colpa. E senza senso di colpa non c’è possibilità di cambiamento di prospettiva.
    E’ il male puro, dove “puro” indica esattamente la purezza e il candore.
    Mi fa sentire male perché mi spinge a essere dalla sua parte. Guardando le vignette mi sono ritrovato a pensare “beh, se quella è la sua natura non ha colpe, lo capisco”. E solo se sei un genio riesci a spingere i lettori a pensare cose del genere.

  • Francesco F.

    Occhi! Tanti occhi che mi fissavano. Io tentavo di sfuggire al loro sguardo inquisitore, ma non ci riuscivo. Dovevo distruggerli! Tagliarli via dai loro drappi disegnati. E rifarlo. Rifarlo ancora. Ti prego… salvami! Non posso sopportare a lungo tutti quegli occhi. Salvami! Ho bisogno di qualcuno che mi aiuti ad uscirne. Salvami! E liberami!

  • MarcoLuoni

    Non riesco a contattarvi con la mail con cui mi sono iscritto alla newsletter! E’ da mercoledì che ci provo. Vi ho scritto con un’altra mail e sulla pagina facebook!

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