Sono stato a Lisbona e ho pensato a te – Luiz Ruffato

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La Nuova Frontiera editore
Prezzo di copertina: 12,00 €
La storia, presentata come testimonianza raccolta realmente dall’autore, ha come protagonista Serginho, un giovane brasiliano che da subito evidenzia le caratteristiche di un moderno inetto. Non è colto nè ricco, anzi appartiene alla classe lavoratrice eppure sembra davvero costruito sul modello dello Zeno Cosini di sveviana memoria.

Tutto ruota infatti attorno alla fatidica ultima sigaretta, che innesca una serie di conseguenze tragicomiche: in poco tempo l’antieroe conquista numerose donne, ne mette incinta una che è costretto a sposare, poi lei diventa pazza e lui perde il lavoro. 

E’ così che Sergio riscopre la sua anima zingara e decide di emigrare in Portogallo, percorrendo al contrario la strada dei suoi avi. Parte da un Brasile giovane per andare in un Portogallo vecchio, che come tutti i paesi di immigrazione è ostile verso i nuovi arrivati. Vive depresso in una stanza squallida e la sua nostalgia non è solo la classica saudade brasileira ma anche un sentimento confuso di un uomo che non ha prospettive circondato da personaggi grotteschi, improbabili, dalle reazioni eccessive.

E’ un racconto lungo intenso ed illuminante ma non sempre scorrevole sulla condizione di chi, pieno di sogni e speranze, lascia il proprio paese: alla fine scopre che tanti uomini prima di lui hanno fatto lo stesso in un incessante scambio di ruoli tra popoli e luoghi.
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Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

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