Slow Journalism: il ritorno

10606012_567949899971794_7466683470726921561_nAl Salone Internazionale di Torino, nell’area di Book To The Future, è stata presentata la newsletter della “buona informazione”: Slow News. Esce due volte a settimana, di mercoledì e di domenica. Ogni numero contiene una selezione descrittiva di contenuti online, fatta dagli stessi autori (Alberto Puliafito, Alessandro Diegoli, Andrea Coccia, Andrea Spinelli Barrile, Gabriele Ferraresi). La newsletter filtra tutto ciò che circola sul web (dal video virale sul gattino al terremoto in Nepal), svariando tra la miriade di argomenti che circolano online. Lo scopo è quello di dare un taglio differente a questi contenuti, per far sì che il lettore sopravviva all’overload informativo a cui è sottoposto giornalmente. Ma non solo contenuti di attualità: verranno trattati anche argomenti di più ampio respiro e “senza tempo”. La promessa di SlowNews al lettore è la non banalità, invita il lettore a seguire i vari link proposti per trovare qualcosa di utile e sensato. Gli autori si propongono come “curatori di contenuti” personali. Con il modello slow, tipico del giornalismo approfondito, si vuole aggiungere valore alla miriade di articoli simili che fluiscono alla velocità della luce nel mondo attuale. Per questo motivo la newsletter necessita di tempao di riflessione prima di proporre i propri contenuti: pensare prima di agire. 

All’incontro si è parlato anche di filter bubble: i motori di ricerca (vedi Google) ci propongono contenuti che confermano la nostra visione del mondo affinchè la nostra prospettiva sul reale non cambi. Ad esempio Google personalizza i nostri risultati creando attorno a noi una bolla in cui non vengono contraddette le nostre certezze. I risultati delle nostre ricerche online tendono a confermare ciò che già sappiamo, senza darci nulla di nuovo. SlowNews vuole scoppiare questa bolla e toglierci i paraocchi. E’ una visione evoluta del giornalismo, che fa del filtro e della selezione il fondamento dell’attività.

Questo servizio è disponibile con soli 2 euro al mese o 18 euro per un anno. SlowNews dà così importanza al rapporto con i propri lettori che se ti abboni e non ti piace sarai subito rimborsato. Come reagirà il pubblico italiano, costantemente sommerso dal flusso informativo, a questo ritorno allo slow?

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