Sinistre presenze – AA. VV.

Titolo: Sinistre presenze
Autore: AA. VV.
Casa Editrice: Bietti editore
Genere: raccolta di racconti horror
Pagine: 405
Prezzo: 20.00 €

Sinistre presenze è una raccolta, edita dall’editrice Bietti, di 17 racconti horror inediti, scritti da altrettanti autori italiani. Vengono definiti dal fontespizio“impegnati”, in quanto Bietti ha posto agli autori una sfida interessante: scrivere racconti dell’orrore basati su tematiche sociali, dove lo scenario reale sia sempre presente. La scelta è senza dubbio atipica, in quanto il genere horror si contraddistingue solitamente nell’agire sulle paure e l’inconscio dell’individuo, in una dimensione molto più personale. Questa raccolta costituisce quindi un mosaico ricco di tutti i sottogeneri dell’horror, dal noir allo splatter, confinando talvolta nel thriller e nel fantascientifico, comunque legati dal fil rouge della riflessione sociale.

Così nei racconti non mancano riferimenti a problematiche attuali, come l’immigrazione e l’instabilità politica, o a misteri e delitti della storia, come le vicende dei desaparecidos o la tragedia delle foibe. Scorrendo le pagine possiamo trovare scenari improbabili, come un governo costituito da vampiri, o interpretazioni storiche tanto fantasiose quanto accurate nella loro descrizione.

Il merito degli autori è senza dubbio quello di fornire visioni della realtà diversissime l’una dall’altra, a cominciare dagli scenari, talvolta collocati in Italia e altre volte all’estero, ad esempio in America Latina. Alcune ricostruzioni sono presentate e descritte talmente bene che quasi viene da chiedersi se non si nasconda un fondo di verità. A volte è proprio impossibile stabilire il confine tra fantasia e realtà, come nel racconto “Escuela de Mecànica”, dove viene narrato il destino di alcuni desaparecidos e la logica che guidava queste sparizioni, visto che ancora oggi aleggiano numerosi misteri intorno a questo drammatico capitolo. Ma come possiamo essere certi che in questo caso l’immaginazione dello scrittore non si sia avvicinata davvero alla realtà? Non mancano racconti invece più “leggeri” connotati da una certa dose di ironia, come il brano “High school zombie”, in cui una ragazza sopravvissuta ad un’apocalisse zombie racconta la sua vita nel tentativo di mimetizzarsi tra gli infetti.

Complessivamente alcuni racconti sono più riusciti di altri, in quanto l’esigenza di rimandare sempre a problematiche sociali o a situazioni reali ha allontanato gli autori dall’horror in sé avvicinandoli più al thriller cospirazionista, un genere che riscuote grande favore di pubblico, ma che intriga il lettore piuttosto che inquietarlo.

Insomma, questi racconti non tolgono certo il sonno o risultano particolarmente impressionanti ma, se lo scopo principale della Bietti era quello di far riflettere il lettore sulla società ci è riuscita perfettamente. E forse sono proprio alcune riflessioni che si possono trarre dalla realtà a suscitare più paura del racconto stesso…

 

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