Se questi sono gli uomini – Riccardo Iacona

Titolo: Se questi sono gli uomini
Autore: Riccardo Iacona
Editore: Chiarelettere
Prezzo: 13,90 euro
Pagine: 257 pagine
Anno pubblicazione: 2012

80 è il numero di donne che sono state uccise in Italia da gennaio a luglio: un numero destinato a crescere nei prossimi mesi, che ci dice che ne viene uccisa una ogni 3 giorni! Donne uccise da mariti, compagni, fidanzati o ex per motivi che non sappiamo, per gelosia o cattiveria. Quello che sappiamo è che non si tratta di pazzia o follia, ma sono tutti assassini lucidi che nella maggior parte dei casi hanno premeditato l’omicidio pianificando giorno, luogo e modalità. “Nel 30% dei 479 casi che abbiamo studiato è stata chiesta dagli avvocati la perizia psichiatrica per gli uomini assassini. Ebbene, di questi solo il 2% è stato ritenuto dai giudici non imputabile, perché l’uomo era, come si dice nel gergo tecnico, incapace di intendere e volere; gli altri sono tutti stati giudicati come persone che sapevano quello che stavano facendo, e nella maggior parte dei casi è stata riconosciuta la premeditazione”.  Nulla li ferma o rallenta: quando scatta la furia assassina non ci sono denunce che tengano. Se hanno deciso che la loro donna deve essere punita, la puniscono. Sì, la loro donna ed è di questo che si tratta: la donna è nelle mani dell’uomo e in nessun modo può allontanarsi, emanciparsi o rendersi indipendente. Se lo fa le  costa la vita. È un’analisi che inorridisce, raccontata attraverso le parole dei parenti delle vittime; un’analisi precisa, attenta, da Enna a Milano, che coinvolge persone culturalmente diverse: è l’analisi di un’Italia che è di fronte ad un’emergenza nazionale di cui nessuno parla, forse per paura, forse perché è più facile parlare di spread o crisi economica. Oppure potrebbe essere la crisi economica a incentivare tutto questo come propone una collega dell’autore “non sarà la crisi? Guarda che la gente è fuori di testa, senza lavoro, non ci mette niente a perdere il controllo”.

Se si analizzano i dati Istat si capisce che la crisi non c’entra: nel 2006 le donne ammazzate erano 101 e la crisi era ancora lontana. Nel 2007 la cifra sale a 107, 118 nel 2008 quando la crisi si affaccia per la prima volta in Italia. “Sono troppo pochi e troppo generici i numeri per tenere un parallelo tra avanzamento della crisi e donne uccise. Però è interessante notare che in Spagna, nonostante la crisi, la statistica annua non è aumentata, anzi è diminuita al minimo storico, con 61 vittime nel 2011 contro le nostre 137”.

Allora perché il numero di donne uccise continua a crescere in Italia nonostante la nuova legge sullo stalking,voluta dall’allora ministro Carfagna, dovrebbe tutelarle?

Nei confronti delle donne in Italia c’è una violenza endemica così diffusa e così importante nei numeri che scavalca il confine delle case, delle singole coppie, per diventare un tratto della nostra cultura”. “L’Italia” continua Iacona, “è il paese dove il 30% delle donne ha subito violenza, e i numeri si declinano in milioni. Così come centinaia di migliaia sono le case prigione sparse in Italia, nelle campagne, nei paesi, nelle grandi città e di cui ci accorgiamo solo quando viene uccisa una donna”.

Ma di fronte a tutto questo c’è chi lotta per la tutela delle donne, per il loro riscatto sociale, per proteggerle ed aiutarle ad andare avanti. Sul nostro territorio si trovano sparsi centri d’aiuto per le vittime della violenza psicologica e fisica da parte di uomini. Il grosso problema è che questi centri sono ancora troppo pochi, non ricevono soldi o incentivi da parte dello stato e nonostante la buona volontà di chi ci lavora poco possono fare di fronte a questi numeri.

Leggi anche la nostra intervista a Riccardo Iacona

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