School of Baz. Chi trova un amico diventa una star. – Marco Bazzoni

Titolo: School of Baz. Chi trova un amico diventa una star
Autore: Bazzoni Marco
Data di pubbl.: 2011
Casa Editrice: Mondadori
Genere: Bambini e ragazzi
Pagine: 140
Prezzo: 11.90

“Gli umani in questa città sono molto strani, si svegliano tutti alla stessa ora e si danno appuntamento nelle tangenziali e poi quasi in coro dicono un sacco di parole brutte… Boh… Cosa ci troveranno di così divertente?”

C’era una volta Baz. Era un tipo molto strano, con i capelli sparati verso l’alto e quegli occhi spalancati sul mondo. Era scappato da un posto che chiamava “la fabbrica” e un giorno, su un autobus, ha incontrato Alex Lorenzi. E dopo averlo salvato dai terribili controllori, è nata una profonda amicizia. Alex gli ha dato una casa, il Garage N. 27 dove, un mesetto dopo, il ragazzino si allenava nel canto, in preparazione al High School Music Contest, con Baz che faceva partire a manetta le basi musicali; e intanto, alle loro spalle, un uomo vestito con un soprabito grigio li scrutava, e non certo con buone intenzioni…

E fu così che Baz scese dal palco di Colorado Café.
La storia che ci racconta è semplice, come può esserlo la vita di un ragazzino innamorato perso della ragazza più bella della scuola. Il ritmo veloce non ti annoia mai, e tra i dialoghi assolutamente stupendi non poteva mancare il tormentone: Non ti agitare, sennò poi magari sudi, ti viene il mal di gola… E poi muori. E a condire il tutto, qualche piccolo colpo di scena sparso qua e là, messo nei momenti giusti, che vivacizza la lettura e ti invoglia ad andare avanti.
Tra le pagine si può riconoscere facilmente la comicità di Marco Bazzoni, presente il giusto e non esagerata; la vicenda è accompagnata dai disegni di Roberto Ronchi e da schede dettagliate di ogni personaggio.

« Allora? Sembri gasato. Cosa è successo di così importante? »
« Non puoi capire… »
« Eh, se non posso capire allora non dirmelo. »
La testa di Baz si eclissò di nuovo.
« Ma no, è un modo di dire… puoi capire… ma non puoi capire davvero cosa mi è successo! »
« Ma posso capire o non posso capire? »
« Certo che puoi capire, ma finché non te lo racconto non puoi capire! Capito? »
« Diciamo che ti dò fiducia… »

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