Salone del Libro- SCRIPTA VOLANT? L’ITALIANO DAL MEDIOEVO AL MEDIAEVO

Venerdì 9 maggio 2014 presso il Salone del Libro di Torino è stata presentata Storia dell’italiano, quest’opera di Storia della lingua italiana, curata da Giuseppe Antonelli, Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin. L’opera, composta da tre volumi: l’italiano letterario, l’italiano d’uso e l’italiano poetico, è stata presentata in modo chiaro ed esilarante dagli scrittori Stefano Bartezzaghi, Tiziano Scarpa, Enrico Testa coordinati da Stefano Salis (giornalista del Domenicale del Sole 24 Ore).

Dai tre volumi emerge che la nostra lingua è spesso utilizzata in vari modi, ad esempio sia da un punto di vista letterario che come lingua d’uso, in molti paesi, invece ciò non avviene in quanto vi è un grande uso dei dialetti anche in ambiti formali, del resto, il capitolo sui volgarizzamenti ci fa capire cos’è successo alla nostra lingua quando si è scontrata con i dialetti.

L’opera è rivolta a tutti, si presta ad una lettura ad ogni livello, sia accademico (vi sono più di 30 contributi di studiosi illustri) sia per la semplice curiosità di un neofita. Ma non si tratta di una storia letteraria in senso classico, non è in ordine cronologico ma è un grande buffet pieno di meravigliose citazioni, di spunti trasversali.

Tiziano Scarpa legge alcuni brani in modo spiritoso ed irruento, facendo risuonare la bellezza della nostra lingua.

Analizzando il volume sull’italiano dell’uso (la lingua parlata) Stefano Bartezzaghi racconta un divertente episodio di errata interpretazione della lingua orale: “uno studente, durante un esame universitario, parlando di un critico di cinema neorealista afferma che egli fu un grande esponente dell’informatica, confondendo la parola PC (Personal Computer) con PCI (Partito Comunista Italiano).

Inoltre gli autori spiegano che l’italiano non sta per forza peggiorando, come potremmo pensare, forse le persone hanno sempre scritto in questo modo, ma oggi si produce molta più lingua scritta grazie ai social network e a internet, “il vero problema- proseguono gli autori- è che oggi il nostro paese ha moltissimi semicolti: sono italofoni, mentre solo cinquant’anni fa erano dialettofoni, giovani, scolarizzati, che non hanno la percezione della loro carenza espressiva”.

Per poter descrivere la nostra lingua, non è possibile prescindere dalla sua storia, infatti, tutti e tre i curatori sono storici della lingua. Quest’opera ci racconta la bellezza della nostra lingua, partendo dai manoscritti della scuola siciliana e arrivando fino all’italiano delle chat, consigliamo la lettura a chiunque senta il desiderio ed il piacere di entrare nei meandri della nostra lingua, per conoscerla o per apprezzarne la sua bellezza.

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