Salone del libro – A un anno dalla scomparsa, il ricordo di Antonio Tabucchi

A una anno dalla sua scomparsa, Antonio Tabucchi è ancora molto presente al Salone del Libro, prima di tutto grazie ai suoi libri, e poi grazie a Paolo Di Paolo e Andrea Bajani, quest’ultimo autore di Mi riconosci, un libro che ricorda l’autore di Sostiene Pereira. «Antonio era uno scrittore che raccontava di fantasmi – ha spiegato Bajani –. Dopo la sua scomparsa, il suo viso e la sua voce hanno inondato librerie e radio, era come se la sua personalità fosse esplosa. Leggere i suoi libri è come farsi cambiare la disposizione dei mobili in casa e scoprire che stanno meglio come dice lui».

Ricordare uno scrittore così è impossibile senza farsi venire le lacrime agli occhi o provare un briciolo di emozione, per questo, forse, sembra che Tabucchi non se ne sia mai andato, ma faccia parte di noi. Lo ha ricordato Paolo Di Paolo: «Uno scrittore abita in quella parte di noi che è immutabile. Così come un pittore, ci ha dato una parte immateriale al pari della luce di una tela dipinta». Tabucchi raccontava anche in punto di morte, quando dettò l’ ultimo racconto a suo figlio. Era il suo modo di affrontare l’oscurità della morte. E, del resto, non abbiamo un po’ tutti paura del buio? «Quel che succede nel buio noi non lo sappiamo – ha chiuso Bajani – e dentro il raccontare di Tabucchi c’era più che altro il gesto di proporre storie davanti alla notte».

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