Salone del libro 2014 – Lansdale riceve il Premio Mondello Autore Straniero da Ammaniti

Sala Gialla gremita domenica 11 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino per l’assegnazione del Premio Autore Straniero del prestigioso Premio Letterario Internazionale Mondello, che quest’anno spegne la sua quarantesima candelina. L’atteso ed acclamato vincitore è stato l’eclettico e pluripremiato scrittore di origini texane, J. Lansdale. Unico giudice monocratico che, come è nello spirito del Premio, da allievo virtuale sceglie il suo maestro ideale, lo scrittore Niccolò Ammaniti.

Straordinaria la motivazione data dallo scrittore che ha definito Lansdale “un autore che sguscia come un polipo tra le maglie ed i generi e semplicemente racconta con la necessità di un bambino e la saggezza di chi ama la letteratura e sa che alla fine è fatta solo di storie” e che con il suo caratteristico linguaggio figurato ci ha raccontato l’incontro letterario con il suo “maestro”. Ha proseguito:  “quando ho letto anni fa La Notte del drive-in di J. Lansdale, avevo idee chiare e sbagliate sulla letteratura. Gli scrittori nella mia mente abitavano in uno zoo imprigionati in tanti recinti. C’era il recinto dei giallisti, quello degli autori di fantascienza, quello dei romanzi rosa e così via, poi in questo meraviglioso zoo c’erano scrittori con la “s” maiuscola che si potevano muovere con più disinvoltura e in spazi più larghi, Dostoevskij, Bassani … e tutti gli altri, ma anche loro avevano una fastidiosa etichetta sulla fronte che diceva “maestro”. Poi ho scoperto che c’era questo strano essere completamente folle e imprevedibile che saltava da un recinto all’altro ed era impossibile capire di che razza fosse, quello era J. Lansdale”.

Tra maestro e allievo è poi iniziata una densa conversazione che ha messo in scena tutta la stima nutrita da Ammaniti verso colui che ha cambiato la sua visione di scrittore ed è stato creatore di veri e propri capolavori, perché “un libro diventa un capolavoro quando tagliato su di te ed in grado di cambiarti”. Lansdale è andato alle origini del suo essere scrittore, ha raccontato la sua storia: “All’inizio ero ignorante, non sapevo cosa leggere e leggevo tutto quello che mi capitava, in particolare fumetti. I fumetti sono una grande opera letteraria, ho incominciato proprio da lì. Sono cresciuto influenzato dalla mitologia classica, dalle leggende texane, leggendo Marc Twain e Jack London e guardando film di serie b, dopo tutto questo non potevo essere niente altro che uno scrittore”. Il Texas, una terra di raccontastorie dove si parla usando metafore e similitudini, ma anche segnata profondamente dal razzismo è stato per Lansdale il terreno fertile in cui coltivare un connaturato talento. Il Texas è, in effetti, il motivo conduttore e l’elemento costante della sua vastissima e variegata produzione letteraria, da questa melma nascono tutti i suoi personaggi e con uno stile assolutamente non convenzionale Lansdale punta il dito sul razzismo, senza mai fare una predica.

La sua è una libera, istintiva e spontanea abilità creativa e a chi sostiene che scrivere sia difficile, lui risponde “hai mai scavato un buco, hai mai dovuto tenere a bada un mulo infuriato? Se hai fatto questo ti assicuro che scrivere è molto meglio”. Lansadale questo lo ha fatto: ha scavato pozzi, ha lavorato in una fattoria ed in una fabbrica, ha fatto il buttafuori e il bidello e ha sempre scritto. Si definisce un “menzognero pagato” e con estrema schiettezza ringrazia il pubblico per consentire che la scrittura sia il suo lavoro.

Di Lansddale è appena stata pubblicata in Italia una raccolta di racconti e verrà presto presentato al Festival di Cannes il film Cold in July, del quale è sceneggiatore. Poco vale se la sceneggiatura venga definita da Lansdale una scrittura minore, una sorta di artigianale scrittura giocattolo, non può non sorprenderci il suo eclettismo: scrittore di romanzi e racconti di ogni genere, fumettista, scrittore per stampa, web e cinema, forse l’unico scrittore pulp esistente e forse anche noi, come magistralmente suggeritoci da Ammaniti, incominciamo a vedere questo strano imprevedibile essere di razza imprecisata che salta con infinita naturalezza da un recinto all’altro del suo zoo.

Grande incontro e grande colpo per il Premio Mondello che, come ricordato dal Presidente della Fondazione Sicilia, Giovanni Puglisi, quest’anno ha da poco decretato i vincitori del Premio Opera Italiana (Irene Chias con Esercizi di sevizia e seduzione edito da Mondadori, Giorgio Falco con La Gemella H per Einaudi Stile Libero e Francesco Pecoraro con La vita in tempo di pace per Ponte alle Grazie, finito anche nella dozzina dello Strega) tutti e tre scelti da un Comitato di Selezione composto dai critici Giancarlo Alfano, Salvatore Ferlita e Filippo La Porta e che competeranno ora per il Supermondello, che verrà assegnato a novembre a Palermo.

Il Premio Mondello Critica è andato a Enrico Testa per “L’italiano nascosto” (Einaudi), mentre il Premio Speciale “40 anni di Mondello” se l’è aggiudicato Gipi con unastoria (Coconino Press-Fandango), anch’egli nella dozzina dello Strega e già protagonista di una profonda discussione. Da assegnare, sempre nella serata finale a Palermo, anche il Mondello Giovani, votato da una giuria di 130 studenti siciliani. Non ci resta che dire “lunga vita al Premio”!

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