A tu per tu con… Lorenzo Beccati

Abbiamo intervistato Lorenzo Beccati in occasione della presentazione alla fiera del Libro di Torino del suo ultimo libro “Pietra è il mio nome”.  Il romanzo è un noir ambientato nella Genova del Seicento ed ha come protagonista una giovane donna Pietra,  ai margini della società e disprezzata da tutti, che indaga su una serie di delitti per dimostrarne la propria estraneità.

L’ambientazione scelta per il suo romanzo è particolare, Genova sembra proiettata verso un futuro industriale, ma la mentalità dei suoi abitanti sembra ancora  legata ad un Medioevo superstizioso, c’è forse un legame con la nostra società dove la tecnologia sembra essere la protagonista, ma la gente continua a rivolgersi a pseudo maghi e guaritori?

La nostra società è simile, per certi versi, a quella descritta nel mio libro. Infatti in Italia abbiamo visto proliferare maghi come Vanna Marchi, queste persone si sono diffuse da noi per un desiderio di guadagno facile e per una forma di credulità pari a quella di molti secoli addietro. La tecnologia non può  fare nulla contro il senso del magico. Un esempio dei nostri giorni è quello di persone che credono che il sale “magico” acquistato dalla maga, qualora si sciolga, sia un segnale di una possibile vincita al lotto.

Qual è stata la sua motivazione nel creare una “detective ante litteram”? Una giovane donna odiata e temuta, ma a cui tutti, perfino i religiosi,  si rivolgono per ritrovare oggetti e persone scomparse?

L’ idea m’è venuta  dalla considerazione che all’epoca non c’erano rabdomanti donne. Inoltre la legge della rabdomanzia prevedeva che le donne usassero la bacchetta all’incontrario, perché secondo le norme  del tempo “non avevano le stesse qualità intellettive dell’uomo”. Anche oggi le donne devono nascondere la loro intelligenza o, in genere, le proprie capacità, questo avviene  sia sui luoghi di lavoro che sia in casa qualora essa guadagni più del proprio coniuge.

Ho trovato interessante il suo accenno al traffico delle reliquie (“Se le schegge della Santa Croce fossero tutte autentiche, farebbero un cumulo più alto dello stesso monte del teschio, il Golgota”). Con questo ironico omaggio al Boccaccio voleva forse suggerire al lettore quanto, sebbene fossero passati secoli con guerre  riforme religiose, una certa vecchia mentalità fosse ancora dura da scalfire?

Credo che ancora oggi poco sia cambiato nella sostanza. La gente non lo sa, ma un certo culto della personalità e delle reliquie è ancora molto diffuso. Parliamo della presenza, ancora oggi, di nove prepuzi di Gesù Cristo, di un mercato certificato delle lenzuola usate dal Signore durante la sua vita,  delle schegge della croce di Cristo che spuntano ogni dove, del latte della Madonna. A Genova molti venerano il “mandillo” – fazzoletto miracoloso –  in cui sarebbe rimasto impresso il volto del Signore. In questi anni abbiamo un mercato  sempre crescente relativo alle reliquie di Giovanni Paolo II recentemente santificato.

La sua abilità , in questo romanzo, è stata quella di mischiare abilmente una trama noir con una struttura storica condita da precise informazioni di carattere socio economico. Nello scrivere questo romanzo s’è sentito più romanziere o più storico?

Quando ho deciso di scrivere un romanzo storico ho capito che servivano tre registri diversi, ognuno con le proprie peculiarità. Il saggio che contiene molte informazioni storiche, ma precise ed accurate; la trama gialla con i classici indizi e il costante tentativo di sviare il lettore durante la sua lettura ; ed il classico romanzo dove abbiamo dei personaggi, che col tempo crescono di spessore,   che vanno descritti in ogni loro aspetto ed in relazione con la realtà storica e sociale in cui vivono.

Petra non ha poteri, in realtà la sua abilità consiste in una grande attenzione ai dettagli, quanto ancora oggi le persone “svantaggiate” devono lottare per vivere una vita normale?

Le persone svantaggiate devono lottare, come la protagonista del romanzo, una lotta impari per sopravvivere nella nostra società. I problemi che mi vengono in mente sono le difficoltà economiche ed i disagi sociali di chi ha difficoltà motorie per la cronica mancanza di barriere architettoniche. Un fatto di questi ultimi giorni è la scomparsa di duecento donne in Nigeria che probabilmente verranno vendute come schiave. Inoltre  per tornare al nostro paese penso  al problema delle quote rose, in politica e nel mondo del lavoro, sono ancora  considerate una concessione e non come qualcosa di normale.

Quando le autorità cercano di incastrare Petra per i delitti dandole poi lo spunto per indagare, vediamo che, in quel contesti storico, una donna intelligente era il bersaglio perfetto. Se dovesse ambientare un suo romanzo nella Genova di oggi chi sarebbe il suo protagonista?

Sarebbe sempre una perseguitata, una reietta,  una donna sola che arriva da un paese povero con un barcone di fortuna. Una persona che lascia alle spalle, gli affetti, le proprie radici, la sua terra per trovare, almeno spera, una vita migliore. Quando arriva l’immigrata deve lottare per   trovare tutto: dalla casa, al lavoro senza nessuno che possa aiutarla. La sua sarà una vera sfida, avrà sempre la paura di essere aggredita da teppisti razzisti o arrestata dalle autorità in quanto clandestina.

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