Ricordo di Roberto Denti alla fiera del libro per ragazzi di Bologna

La figura di Roberto Denti non è solo un ricordo alla fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna. La prima edizione senza un maestro quale è stato, e continua ad essere, parla comunque di lui. E non solo nel momento promosso alla fiera dalla Libreria dei Ragazzi che fondò nel 1972 a Milano con la moglie Gianna Vitali, durante il quale di lui si è parlato. La fiera di Bologna parla di Roberto Denti in ogni angolo, ogni passo, ogni momento, perché è come se lo si vedesse passare e fermarsi a parlare con tutti; è come se lo si riuscisse a sentire ancora, ad ascoltare la sincerità, la schiettezza e la profondità delle sue parole.

Al Caffè degli Illustratori, a Bologna, l’hanno ricordato davanti a un pubblico composto da scrittori, illustratori, editori, librai e bibliotecari, a unire tutte le categorie che hanno accesso alla fiera, e che chiede anche la traduzione in lingua inglese di quanto viene detto, segno tangibile che di Roberto Denti si parla a livello internazionale. Accanto alla moglie Gianna, che ringrazia per l’affetto “che sento intorno a me vero e sincero e mi commuove”, Anna Parola, della Libreria dei Ragazzi di Torino, Gabriella Zammataro, promotrice della festa del libro di Zafferana Etnea, Comune che a Denti attribuì nel 2008 la cittadinanza onoraria, e le autrici Carla Poesio e Giusi Quarenghi. Quest’ultima con un intervento semplice e toccante al tempo stesso, elenca i “motivi per ringraziarlo” che ricordano in tanti passaggi i titoli dei libri di Roberto Denti. Dal grazie “per come si è impegnato a crescere” a quelli per aver “dato dell’Oca a Cappuccetto Rosso” e per aver detto sul Principe Azzurro quelle “due o tre cose” che sapeva solo lui, fino al grazie perché “aveva sempre una storia”, perché “tra noi due il silenzio non sapevamo cosa fosse”, perché “ha detto che i bambini leggono, se li lasciamo leggere”, perché ha dato una “lista di cose imperdibili” come la luna, i delfini, i gatti, gli orchi, gli incantesimi, gli animali magici, perché “non aveva paura né di chi né di che”, “per la sua Resistenza”, perché “la parola uomo l’ha conquistata”.

E il pensiero va alla sua generosità “di voce, penna, azione”, come ricorda Carla Poesio, alla sua “grandissima attenzione” e al suo “saper ascoltare” senza tenere le distanze, sottolineate da Gabriella Zammataro, al suo essere un “narratore” e aver sempre “qualcosa da dirti”, come dice Anna Parola.

Bologna, come tutto il mondo che è dei libri per ragazzi, parla di Roberto Denti in ogni angolo, anche quando non parla. Lo vede in ogni dove, accompagnato da quei momenti per ringraziarlo che ha elencato Giusi Quarenghi. E aggiunge, ha “solo una cosa” di cui non lo ringrazia, ma che gli chiede: “Lo vorrei ancora qui non per un giorno, ma per una vita”.

Prendete racconti per bambini e ragazzi, unitevi romanzi gialli, shakerate ed ecco che salto fuori io: letteratura per ragazzi e thriller sono passioni che mi accompagnano da sempre, insieme comunque alla condivisione del decalogo di Daniel Pennac con i suoi dieci imprescrittibili diritti del lettore. Che prevedono anche quello di “leggere qualsiasi cosa”, pur avendo una spiccata passione per quanto enunciato in apertura di presentazione. Pensando in ogni caso che nelle pagine, non sempre, ma in molti, moltissimi casi, uno scrittore ci sta donando qualcosa di profondamente suo: non per forza un ricordo, ma anche solo un modo di esprimersi, un ritmo narrativo, e ogni volta una creazione. E dunque una forza che va almeno conosciuta. Se poi questa forza avvolge fin da piccoli e aiuta a diventare lettori, oppure dissemina le pagine di indizi che trascinano chi legge in un’inchiesta al cardiopalma… allora conoscerla mi piace ancora di più.

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