Quello che non c’è scritto – Rafael Reig

Titolo: quello che non c’è scritto

Autore: Rafael Reig

Editrice: Marcos y Marcos

Traduzione: F.Conte – C.Tarolo

Genere: romanzo

Numero di pagine: 316

Anno di pubblicazione: 2013

Prezzo: 17.oo E.

L’inizio è la normalità. La normalità di una famiglia dove i genitori sono separati. La normalità del padre che, nel fine settimana, cerca di riconquistare il suo rapporto con il figlio.”Stava aspettando che Carlos venisse a prendere il figlio, poi sarebbe andata al lavoro. A sette anni di distanza Carmen non ricordava più come fossero arrivati a quel punto, fino alla sentenza di divorzio, le misure cautelari e il divieto del padre di vedere il figlio da solo” (pag 13).

Carlos ha a disposizione solo due giorni per far capire al figlio i suoi sentimenti e il suo amore. Per questo fine settimana ha programmato un’uscita particolare: porterà il figlio Jorge in montagna, faranno un’escursione insieme, circondati dalla natura selvaggia alla ricerca del rapporto perduto. Ma forse non è l’obiettivo di Carlos, infatti i suoi progetti vanno ben oltre la riconquista di Jorge: vuole dargli una lezione di vita, quasi una punizione, perché Jorge si è allontanato troppo facilmente da lui ascoltando solo le menzogne della madre. Oppure vuole punire l’ex moglie e per farlo usa la cosa che a lei è più cara: il figlio. Quello che Jorge pensa del padre si capisce fin dalle prime pagine: non solo non ha fiducia in lui, addirittura lo teme, ha paura che possa fargli del male. “Sgomento. Non lo abbandonava. A quasi quindici anni, Jorge aveva già perduto la speranza, ma gli restava ancora lo sgomento. Suo padre non sarebbe cambiato, non c’era verso; e in sua presenza, Jorge si sentiva impaurito, con il cuore in gola, e nemmeno a questo vedeva rimedio” (pag 29).  

Nel frattempo Carmen, rimasta a casa sola, legge un manoscritto che volutamente l’ex marito le ha fatto trovare. Si tratta della bozza del nuovo romanzo di Carlos, un noir violento, crudo, che la spaventa per i continui riferimenti alla loro vita passata, a quando erano sposati. “Interruppe la lettura un po’ a disagio, con la sensazione che ciò che stava leggendo avesse una tagliola sepolta sotto il fogliame di parole” (pag 67). È così che Carmen dentro quel libro vede una minaccia e il pensiero che il figlio sia solo con il padre la terrorizza, la spaventa.”Sotto quelle frasi che narravano una violenza immaginaria, c’era un pericolo autentico una trappola da cui non si sarebbe liberata se ci fosse cascata dentro” (pag 67). Carmen non ha idea di dove si trovino padre e figlio, i cellulari non suonano, Jorge non si fa sentire. L’unica cosa che Carmen può fare è leggere e cercare di capire come può aiutare il figlio.

Il romanzo scorre veloce, la tensione aumenta e l’autore riesce a far vivere i suoi personaggi e a far scaturire da ognuno un sentimento diverso. È così che il lettore, pagina dopo pagina, percepisce rancore, rabbia, paura e disperazione. Sensazioni che Rafael Reig è in grado di rendere reali, tangibili. Il titolo Quello che non c’è scritto si addice perfettamente al romanzo, inducendo ad aspettarsi altri colpi di scena. La fine, difficile da accettare, è un ulteriore colpo di scena e lascia un po’ di amarezza poiché ai personaggi descritti è facile affezionarsi.

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