Quel prodigio di Harriet Hume- Rebecca West

Titolo: Quel prodigio di Harriet Hume
Autore: Rebecca West
Data di pubbl.: 2020
Casa Editrice: Fazi editore
Genere: Romanzo rosa
Traduttore: Francesca Frigerio
Pagine: 262
Prezzo: 18

Si dice che quando ami una persona con molta intensità sei in grado di leggere ogni suo gesto fino nel profondo e di capire le sue intenzioni e i suoi pensieri meglio della persona stessa. Per molti questo è solo un modo di dire, ma non per Harriet Hume. Lei, una giovane musicista inglese di umili origini, ha un dono particolare: riuscire a leggere nella mente.

Ma non di tutti. Ma solo di Arnold Condorex. Arnold, uno dei numerosi spasimanti con cui Harriet trascorre le sue giornate, è la sola persona su cui la ragazza riesce ad esercitare questo suo buffo dono. E non è una metafora. Harriet può “sentire” alla perfezione i pensieri di Arnold, capire le sue intenzioni e anticiparlo su alcune cose. Un dono bislacco forse che però permette ad Harriet di diventare una sorta di “grillo parlante”, una coscienza attiva che può aiutare Arnold a riflettere sulle sue decisioni e sui suoi comportamenti trasformando questo romanzo in una storia d’amore davvero diversa.

Nulla è cambiato da quando sulla fine del 1200, Dante Alighieri dipingeva la donna come strumento della grazia divina, unica possibilità per l’uomo di conoscere la redenzione. La letteratura si è evoluta, ha camminato molto durante i secoli ma il messaggio di fondo è rimasto lo stesso: l’uomo si nobilita davvero solo grazie all’amore più puro e riesce a superare le proprie difficoltà e le proprie meschinità solo grazie all’aiuto di una donna.

È questo il caso di Harriet Hume. Lei è in possesso di uno straordinario dono, quello di leggere la mente di uno dei suoi amanti e di sapere in anticipo cosa lui pensa e cosa ha fatto o vuole fare riuscendo a redarguirlo e a farlo riflettere sulle sue piccolezze e sulle sue meschinità.

La storia non è ambientata in uno spazio limitato di tempo ma copre un lungo periodo. Anche il dono di Harriet non spunta all’improvviso. Come per la conoscenza, il potere sovrannaturale di Harriet nasce e si manifesta poco per volta nel corso della sua vita e della vita di Arnold fornendo da spunto per delle riflessioni davvero interessanti.

Una lettura insolita ma piacevole che è stata in grado di colpirmi e di affascinarmi.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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