Qualcosa – Chiara Gamberale

Titolo: Qualcosa
Autore: Gamberale Chiara
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Longanesi
Genere: Fiaba
Pagine: 192
Prezzo: 16.00

I Ragazzini Abbastanza, che l’avevano sempre evitata, ora erano tutti lì a darle chi un abbraccio, chi una carezza, una biglia fosforescente, un invito a giocare insieme a rubabandiera, presto. Ma lei non li vedeva nemmeno. Si sentiva troppo abbandonata. Troppo sola. Troppo bucata nel cuore. Così, nel bel mezzo della cerimonia, quando il Re prese la parola per ringraziare il suo popolo, Qualcosa di Troppo ne approfittò. E fuggì via, con le sue gambe troppo veloci, via, via da tutta quella gente che era sì tantissima, ma anche pochissima e inutile e cattiva, se là in mezzo sua madre non c’era. (pag.34)

In un regno molto lontano viveva felice un Re e la sua splendida moglie. I due, dopo qualche anno di matrimonio, hanno una bambina talmente esuberante da meritare il nome di Qualcosa di Troppo. Ed è davvero così. Non riesce a stare ferma, corre, salta, ride e piange con molta intensità. Ma alla morte dell’amata madre, la piccola principessa si ritroverà con il cuore a pezzi. Anestetizzati i propri sentimenti la giovane Qualcosa di Troppo si imbatterà in una serie di pittoreschi personaggi che le cambieranno completamente la vita.

Spesso il modo migliore per parlare di qualcosa è farlo utilizzando parole semplici. E cosa ci può essere di più candido di una fiaba per raccontare i grandi temi della vita?

Chiara Gamberale racconta, con delicatezza e molta profondità, le vicende legate ad una giovane principessa che si ritrova a percorrere la più grande delle avventure, la vita.

Qualcosa di Troppo non è solo il nome della giovane protagonista che si impone nella storia con grande vitalità, ma è un invito dell’autrice a fermarci e riflettere poiché al giorno d’oggi, siamo sempre alla ricerca di “qualcosa” che possa riempire il nostro “cuore bucato” (un “buco troppo buco” come dice la Gamberale) e nel nostro ossessivo sforzo di riuscirci cerchiamo di colmare il vuoto con “Troppo”.

Uno splendido romanzo di formazione, ricco di metafore che fanno sorridere e riflettere allo stesso tempo.

Vivamente consigliato.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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