Premio Cesare Pavese: nel fine settimana le premiazioni

Il Premio Letterario Cesare Pavese festeggia trent’anni di storia con quattro grandi autori della letteratura e del giornalismo italiano. Gli scrittori Claudio Magris con “Itaca e oltre “(Garzanti, 2012) e Sebastiano Vassalli per la sua intera opera narrativa, il giornalista Beppe Severgnini con “Italiani di domani “(Rizzoli, 2012) e il poeta Guido Zavanone con “Tempo nuovo “(De Ferrari, 2013) sono i vincitori della trentesima edizione del Premio (sezione opere edite).

Il riconoscimento, nato a Santo Stefano Belbo, luogo di nascita di Pavese, per rendere omaggio all’autore del romanzo “La luna e i falò”, viene assegnato ogni anno a scrittori e intellettuali che meglio abbiano saputo trasmettere il legame con il territorio, il valore dell’impegno civile o fornire punti di vista stimolanti su tematiche attuali o storiche.

Claudio Magris ritirerà il Premio di Narrativa per Itaca e oltre (Garzanti, 2012), «composto di saggi brevi, che per la loro fascinazione narrativa – spiega la motivazione – funzionano come un romanzo dai forti echi diaristici, sviluppa il tema del difficile e conflittuale viaggio che l’uomo di frontiera compie fuori e dentro di sé, la cui meta è la ricerca dell’approdo – Itaca appunto – ma anche l’apertura verso l’oltre, verso altri orizzonti, anche culturali».

A Beppe Severgnini andrà il Premio di Saggistica per Italiani di domani ” (Rizzoli, 2012): «libro vivace, ironico che affronta con leggerezza, quella leggerezza di cui parlava Italo Calvino, argomenti impegnativi e stimolanti non solo per i giovani. Offre, infatti, strumenti capaci di orientare il lettore in questo tempo sbandato; è una sorta di vademecum per chi vuole essere artefice del proprio destino».

Sebastiano Vassalli riceverà il Premio della Giuria per tutta la sua opera: una sorta di Premio alla carriera «come riconoscimento dello straordinario lavoro di ricerca e del suo contributo alla storia della Letteratura» con grandi romanzi come L’oro del mondo (1987), La chimera (1990), Marco e Mattio (1992), Il Cigno (1993), Cuore di pietra (1996) e il recente Comprare il sole (2012), pubblicati da Einaudi. «Grande importanza assume nei suoi lavori la forte dimensione territoriale, come consapevolezza che la ricerca delle radici può illuminare il presente e renderlo comprensibile».

A Guido Zavanone sarà consegnato il Premio di Poesia per Tempo nuovo (De Ferrari, 2013), raccolta poetica in cui il tempo viene visto come la fine dell’esistenza e analizzato nella sua incertezza e fragilità di fronte al divino, e in cui «una nuova tensione antropologica percorre i versi che dicono la provvisorietà dell’essere e il non senso di una ricerca ove incompiuto il principio / va chiamando la fine, / buia e vuota la fine / grida e invoca il principio; / in un gemito solo / il principio e la fine / cercano ancora / il nulla di prima».

Sarà premiata anche la studentessa giapponese Marie Kokubo per la tesi di dottorato di ricerca in Italianistica, discussa nel 2012 all’Università di Bologna Alma Mater Studiorum (Facoltà di Lettere e Filosofia) e la Tokyo University of Foreign Studies, dal titolo Pavese tra letteratura e cinema: nuove prospettive sul mito americano.

Gli autori ricevono il premio domenica 1 settembre alle ore 10 a Santo Stefano Belbo (Cn) presso la Casa Natale dello scrittore, dove ha sede il Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale che organizza il Premio. Sarà un’occasione per conoscere da vicino gli autori, le loro opere vincitrici e il loro rapporto con Pavese, in un incontro coordinato dal professore Luigi Gatti, presidente del Premio, e dalla professoressa Giovanna Romanelli, presidente della giuria.

La sera precedente la premiazione, sabato 31 agosto, il Premio organizza una veglia letteraria pavesiana a partire dalle ore 21, sempre alla Casa Natale.

Una sezione del Premio Pavese è inoltre dedicata alle opere inedite, i cui autori saranno premiati sabato 31 agosto alle ore 17 , sempre alla Casa Natale di Pavese. Per questa sezione i vincitori sono: Anna Cestaro di Gavardo (Brescia) per “Sentiero 501″ (Narrativa); Marco Righetti di Roma per “Hai visto l’edera?” (Poesia); RosaMaria Nicassio di Adelfia (Bari) per “Residui” (Poesia – Premio Giovani); Marino Boaglio di Pinerolo (Torino) per “Dalla dimensione del mito agli spazi del quotidiano. Pavese e la figura dell’eremita” ed Eddi Vencia di Piane Crati (Cosenza) per “Il dovere di leggere” (Saggistica, ex aequo); Gian Antonio Bertalmia di Carmagnola (To) per “Rivè a la fin ëd la neuit” (Narrativa piemontese); Renato Morelli di Acqui Terme (Alessandria) per “La piòsa ’d la me giuventù” (Poesia piemontese); André Pradalier per “La Fouille” (Narrativa francese – Medici scrittori in lingua francese); Sharon Deslignieres per “Petite musique” (Poesia francese – Medici scrittori in lingua francese).

Per la sezione opere edite Medici scrittori, ricevono il premio: Franco Casadei per “Il bianco delle vele” (Poesia), edito da Edizioni Raffaelli; Lorenzo Bracco per “Anoressia”, edito da Book Sprint, e Barbara Fabbroni per “Solitudine – Il bambino smarrito”, edito da Edizioni Universitarie Romane (ex aequo per Saggistica edita); Gianfranco Brini per “Saluti e baci da Santo Domingo”, edito da Flavius, e Raffaele Cortellessa per “Fare sbocciare un fiore nella notte”, edito da Armando Curcio.

Per la sezione dedicata ai lavori scolastici, il riconoscimento va ad Alberto Perrotta di Sandrà (Verona), per “Cesare Pavese, la luna e i falò, vita attraverso l’opera” (Istituto Tecnico Navale “Venier” di Venezia, classe V).

Sempre nella giornata di sabato saranno consegnate due menzioni: a Fulvia Viola Barbero per “Il tempio della gloria” (Fusta, 2012), libro storico sulla poetessa Diodata Saluzzo che tra fine Settecento e inizio Ottocento ebbe un grande ruolo nella vita culturale del Paese; a Gino Callin Tambosi e Elvio Conighi per i due volumi “L’armata vestita di ghiaccio. 1941-1943″ (Reverdito, 2013), lavoro di ricerca e ricostruzione storica di un periodo complesso con testimonianze diverse, soprattutto di alpini sopravvissuti all’inferno russo, corredato da foto originali e mappe dei luoghi delle battaglie.

La Giuria del Premio Cesare Pavese è presieduta da Giovanna Romanelli (già docente alla Sorbona) ed è composta dal Vicepresidente Adriano Icardi (professore; è stato Senatore, Assessore alla Cultura della Provincia di Alessandria e Sindaco di Acqui Terme), Luigi Gatti (Presidente del Cepam), i professori Ugo Volli e Pier Giuseppe Monateri (docenti all’ Università Torino), Patrizia Valpiani (membro dell’Associazione Medici Scrittori Italiani), Abraham De Voogd (membro dell’Union Mondial Médecins Ecrivains), Giuseppe Rosso (professore e membro della sezione italiana dell’Union Mondial Médecins Ecrivains), Camillo Brero (studioso e divulgatore della lingua piemontese; autore del Vocabolario della lingua piemontese e della Grammatica della lingua piemontese), Luciana Bussetti Calzato (professoressa e scrittrice di racconti).

Il Premio è organizzato e promosso dal Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale, con il contributo della Regione Piemonte e con la collaborazione del Comune di Santo Stefano Belbo, della Fondazione Cesare Pavese, della Provincia di Cuneo e, dal 2009, del Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano e della Fondazioneil Libro, la Musica e la Cultura. Sostengono l’iniziativa le realtà enogastronomiche del territorio: agriturismi, vinerie, panifici, ristoranti, trattorie, osterie e produttori di Santo Stefano Belbo e paesi limitrofi.

Nell’ Albo d’oro del Premio, nel corso delle passate 29 edizioni si ricordano fra i vincitori il critico d’arte Vittorio Sgarbi, la scrittrice Margaret Mazzantini, l’autore Alessandro Baricco, il filologo Luciano Canfora, il romanziere Alessandro Iovinelli (2012); lo scrittore e semiologo Umberto Eco, il giornalista Aldo Cazzullo, il magistrato Armando Spataro, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio e ora Ministro Andrea Riccardi (2011); il giornalista Gad Lerner, l’astrofisica Margherita Hack, la poetessa Maria Luisa Spaziani e il critico e filologo Carlo Ossola (2010); lo scrittore Andrea Camilleri, il priore della Comunità Monastica di Bose Enzo Bianchi e il procuratore capo presso il tribunale di Torino Giancarlo Caselli (2009); il Nobel ungherese Imre Kertész, gli scrittori Alberto Arbasino e Raffaele la Capria, il filosofo Emanuele Severino (2008); il poeta Gianni d’Elia, i giornalisti Gianni Mura e Maurizio Molinari (2007); lo scrittore iracheno Younis Tawfik, lo scrittore Lorenzo Mondo e il poeta Franco Marcoaldi (2006); lo scrittore Alberto Bevilacqua e i giornalisti Gian Antonio Stella e Magdi Allam (2005); lo scrittore e giornalista Franco Matteucci, il saggista algerino Khaled Fouad Allam (2004); il critico Guido Davico Bonino, lo scrittore basco Bernardo Atxaga (2003); lo scrittore Alain Elkann (2002); gli scrittori Antonio Debenedetti e Raffaele Nigro (2001); il giornalista Marcello Sorgi (2000).

Il Premio Cesare Pavese è aperto anche a opere delle arti visive che sappiano esprimere al meglio il tema Luoghi, personaggi e miti pavesiani: Premio di Pittura (24^ edizione), rivolto a lavori realizzati con qualsiasi tecnica esposti alla sede del Cepam dal 4 agosto al 29 settembre, giorno della premiazione; Premio di Scultura (17^ edizione), rivolto a opere realizzate con qualsiasi tecnica, materiale e dimensione che dovranno essere inviate entro il 15 settembre e che rimarranno esposte presso la casa dello scrittore dal 29 settembre al 27 ottobre, giorno della premiazione.

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