#piulibri13 I dati Nielsen sul mercato del libro

I piccoli e medi editori perdono meno dei grandi in termini di fatturato, “salvati” dai libri per ragazzi. Il canale in cui pesano di più è l’online. La conferma viene dall’indagine Nielsen, presentata giovedì 5 dicembre a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria a Roma – che fotografa il mercato del libro (venduto, a prezzo di copertina) nei canali trade (librerie, online, grande distribuzione) sino a fine ottobre e, nello specifico, indaga il segmento della piccola e media editoria, utilizzando il campione omogeneo di circa 400 editori espositori di Più libri più liberi. Peggiora l’andamento del mercato complessivo del libro. A fine ottobre si registra un -6,5% a valore (circa 65milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2012 nei canali trade). E’ un – 13,8% rispetto al 2011 (circa 151milioni di euro in meno). E’ però solo un -2,1% a copie. Se poi dal mercato escludiamo la grande distribuzione i dati cambiano, con una perdita a valore leggermente inferiore (-6%) e un calo a copie decisamente più alto (-4,2%). 
Anche per il 2013, maggio si conferma come l’unico mese positivo nell’arco dell’anno. 

I libri per bambini consolidano la crescita, segno più per la fiction. Si accentua il peso dei libri per ragazzi, che arrivano a coprire il 14,6% (era il 13,3% nel 2012) delle vendite. Perde qualcosa la fiction straniera (che copre il 25%, era il 25,4% nello stesso periodo del 2012), cresce quella italiana (raggiunge il 14,1%, era il 13,8% nel 2012) così come riprende quota la saggistica (la cosiddetta non fiction generale, oggi 17,3%, era al 17,1% nel 2012). In calo la non fiction pratica (guide, libri per il tempo libero, libri di cucina, famiglia e benessere che passa dal 16 al 15,1%) e la non fiction specialistica. I piccoli editori perdono tanto a copie, ma meno a valore. Infatti, oggi la piccola editoria copre tra l’8 e il 9% del mercato del libro. Perde, confermando anche il trend generale, più dei grandi editori a copie, meno a valore: dai dati, da cui si è esclusa la grande distribuzione, che tratta solo marginalmente la produzione dei piccoli editori, si evince che i piccoli perdono – 6,2% a copie e un -5,3% a valore. Il motivo sarebbe rappresentato dai prezzi dei piccoli editori, i quali risultano in media più alti di quelli dell’anno scorso. E non è un caso che diminuisca il peso dei tascabili negli assortimenti. 
Si è registrato un boom dei libri per bambini e una crescita per la saggisticaMeno 30% (circa) per la fiction italiana. Cresce tanto il segmento bambini per i piccoli editori. E raggiunge il 24,1% delle copie vendute: uno su quattro delle copie di libri venduti dai piccoli editori sono libri per bambini. A valore la percentuale si abbassa al 18,3% ma resta un dato molto significativo: i ragazzi crescono a copie del 7,7% rispetto al 2012, del 13,5% a valore. Segno più anche per la saggistica (con un +0,4% a valore). Tutti gli altri generi registrano cali anche molto importanti: -28% la fiction italiana, -14,6% quella straniera, – 5,7% la fiction pratica, – 3,5% quella specialistica. 
Il canale più significativo per i piccoli è la libreria online. È la libreria online (al netto di Amazon) il canale su cui i piccoli e medi editori hanno il maggior peso (con esclusione della grande distribuzione). Pesano per l’11,9% sulle librerie online, “solo” per il 9,9% su quelle indipendenti e per il 7,4% su quelle di catena. 
“Purtroppo – ha spiegato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo – anche questi dati mantengono quel trend negativo cominciato da alcuni anni. Esistono tuttavia situazioni particolari su cui occorre riflettere: lo spostamento verso l’online delle vendite dei piccoli editori potrebbe essere dovuto non solo da una maggiore familiarizzazione del pubblico alle vendite sul web ma anchee questo sarebbe in prospettiva molto pericolosoda un minore assortimento nelle librerie della produzione dei piccoli. Contrastante è anche ciò che riguarda i valori dei libri per bambini: è estremamente significativo che questo particolare mercato continui a essere in controtendenza rispetto a quello generale. E’ da studiare allora quella che sembrerebbe una disaffezione nei confronti del libro da parte dei genitori”

Fonte: AIE, Associazione Italiana Editori

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