Pietra è il mio nome – Lorenzo Beccati

Titolo: Pietra è il mio nome
Autore: Beccati Lorenzo
Casa Editrice: Nord edizioni
Genere: Romanzo storico- thriler
Pagine: 312
Prezzo: 14.90 €

L’autore, meglio conosciuto come autore televisivo, si cimenta in questo giallo storico mostrandosi originale e per certi versi innovativo sia nella creazione della trama sia nel tratteggiare la figura del protagonista. Le vicende si svolgono a Genova durante i festeggiamenti del Carnevale, un momento non solo di festa, ma di vera follia, in cui tutto diventa lecito e le gerarchie sociali vengono ribaltate.

Siamo agli inizi del diciassettesimo secolo in una città piena di contrasti dove il commercio fa incontrare gente di razze diverse. Tuttavia questo intrecciarsi di popoli d’ogni dove scatena sentimenti di paura e odio verso lo straniero.

La protagonista di questo romanzo è una reietta, a cui tutti chiedono aiuto, molto temuta e di cui tutti hanno paura. Petra, questo è il suo vero nome, è un’ orfana che dopo aver vissuto alcuni anni terribili in un convento per bambine abbandonate viene adottata da una famiglia genovese. Dopo l’assassinio dei suoi genitori,vive poveramente con la nonna, unica parente rimasta, procurandosi da vivere come rabdomante. Petra finge di avere poteri magici e fa credere ai suoi clienti di riuscire a trovare, con la sua bacchetta, quello che la gente ha perso che si tratti di oggetti preziosi o di persone. Così si ritrova coinvolta nelle indagini riguardanti una serie di delitti il cui l’autore lascia come firma un bastoncino da rabdomante. Petra in realtà non ha alcun potere magico, tutto quello che scopre è frutto della sua attenzione, del suo ascoltare ogni cosa, del percepire e dare importanza ad ogni minimo dettaglio. Questa giovane detective, in una società in cui la donna era considerata inferiore, risolve ogni mistero usando intelligenza e deduzione come una piccola Miss Marple del passato.Il nome della nostra eroina è stato scelto con cura dall’autore: Pietra, come il sasso è duro il carattere della protagonista, che non si spezza nonostante venga disprezzata da tutti, ma pietra è anche lo strumento usato dal serial killer con cui dovrà aspramente lottare.

L’autore descrive in maniera egregia le contraddizioni di una città come Genova, nodo commerciale di scambi fra l’Oriente e l’Europa e luogo di piccole botteghe per la fabbricazione del vetro e moderne stamperie, ma al tempo città in cui la superstizione e la paura della magia erano ben presenti.

Ho trovato interessante il fatto che mai nessuno chiami la protagonista con il suo nome: spesso Pietra viene chiamata Tunisina, in riferimento al luogo dove ha passato la sua infanzia, o peggio ancora strega per i suoi presunti poteri. Con sapienza Beccati riesce a far immergere il lettore in un mondo in continua trasformazione, proteso verso un futuro di commerci e piccole botteghe proto-industriali, ma intriso ancora di venature medievali. Pagina emblematica di questo richiamo al passato è quella in cui l’autore sembra ricordare le novelle del Boccaccio in cui si ridicolizzava la credenza ed il commercio della false reliquie. “Con un sorriso, rammenta che in una chiesa di Genova si venera la coda dell’asino su cui Gesù ha fatto il suo ingresso a Gerusalemme. Però un altro asino, con cui il Figlio di Dio ha compiuto il medesimo viaggio, è custodito in una chiesa di Vicenza ed è completo di coda…….. . Se le schegge della Santa Croce fossero tutte autentiche, farebbero un cumulo più alto dello stesso monte del teschio, il Golgota” (pag 81).

 

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