Ondina Peteani. La lotta partigiana, la deportazione ad Auschwitz, l’impegno sociale. – Di Gianantonio Anna e Peteani Gianni

Titolo: Ondina Peteani. La lotta partigiana, la deportazione ad Auschwitz, l'impegno sociale: una vita per la libertà
Autore: Di Gianantonio Anna, Peteani Gianni
Casa Editrice: Ugo Mursia
Genere: Olocausto, storico
Pagine: 274
Prezzo: 17

 


Nella giornata dedicata alla Memoria ritengo importante fare la nostra parte “per non dimenticare”.
“Ondina Peteani” è una biografia sentita, toccante. A differenza di molte vittime della deportazione Ondina ha fatto una “scelta di campo”, giovanissima ha avuto il coraggio di battersi per i propri ideali di domocrazia, di emancipazione, di libertà come una Donna con la “D” maiuscola e diciannovenne ha fatto la scelta di essere deportata per difendere ciò in cui credeva.

“Ondina era parte integrante di questo gruppo [giovani partigiani sloveni e italiani]  di persone e già alla fine del 1942, all’età di diciassette anni, sognava di «farsi rapire», di poter andar in montagna con i compagni che aveva conosciuto in fabbrica e con gli studenti antifascisti con cui discuteva in paese. Avrebbe voluto prendere la strada del bosco e iniziare a combattere con le armi fornite da alcuni compagni sloveni”

Attraverso i capitoli del libro ritroviamo diverse testimonianze che delineano un contesto sociale, un background culturale contro i quali Ondina e altre coraggiosissime donne hanno saputo lottare.
Ondina è stata trasferita in diversi Lager, la situazione era così irreale che le pareva “di viverle dall’esterno” ma Ondina ha resistito, Ondina ha saputo sopravvivere estraniandosi da quella condizione disumana.
L’esperienza della deportazione la cambierà profondamente, non sarà mai più la stessa, ma questo non le impedisce di continuare a lottare contro il fascismo, contro quella società in cui le donne erano “oppresse dal maschilismo”.
Fino alla fine dei suoi giorni Ondina ha testimoniato, combattuto e portato avanti quelle idee che hanno portato nella sua vita tradimenti, paure e conflitti personali, le stesse idee che si riassumono nella sua frase “E’ bello vivere liberi”.

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  • inchiostroindelebile

    >Una voce da non dimenticare come quella di altre centinaia di testimoni che hanno vissuto la deportazione nei campi di concentramento e le leggi razziali (come Elisa Springer e Liliana Segre, giusto per citare due voci femminili). Si incontrano tanti libri sul tema, l'importante è far si che non restino solo delle semplici letture magari suggerite dalla data segnata sul calendario…
    Sara Bauducco

  • Gabriella Candela

    >Sono assolutamente d'accordo!

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