OLTRE LA PENNA di… Sara Rattaro

Oggi c’è il sole. Che strano, ho sempre pensato che il mio ultimo giorno sarebbe stato accompagnato da un temporale. Quando sei giovane e pensi alla vita la immagini luminosa ed è per questo che la sua fine non puoi che descriverla con colori scuri e tenebrosi. Poi, però capita che di giornate allegre ce ne siano sempre meno e mentre vieni trascinata in un bosco capisci perfettamente che quel sole sta lì ad indicarti che presto arriverà la fine e questo non è poi così male.
Perché so che oggi è il mio ultimo giorno? Perché me l’hai ripetuto migliaia di volte, perché lo sanno quasi tutti, gli amici, i parenti e le forze dell’ordine. Lo sanno perché l’ultima volta che gli ho parlato mi hanno detto che un occhio nero può capitare e qualcuno ha aggiunto che forse io ti avevo fatto arrabbiare. Lo so perché non ti ho mai visto così determinato, nemmeno quando mi hai presa a calci perché ti avevo contraddetto. Lo so perché ho smesso di vestirmi e truccarmi per evitare di infastidirti e sto attenta ad abbassare lo sguardo ogni volta che un uomo, anche il più improbabile, mi si avvicina. Lo so perché ho fatto la valigia decine di volte per disfarla prima che tu rientrassi perché non sapevo dove andare. Lo so perché me l’hai descritto nei minimi dettagli e ora sembra che tu voglia proprio mantenere la promessa.
Mi lascio trascinare perché sono esausta. Davvero sono sfinita di essere picchiata, insultata, umiliata ma soprattutto sono stufa di essere una donna.
Ma non è stato sempre così, sai? C’è stato un lungo periodo in cui incarnare un essere fragile, sensibile, emozionante e seducente credevo fosse l’esperienza migliore del mondo. E lo era. Ed è proprio lì, in preda all’euforia e alla voglia di scoprire il mondo che ti ho incontrato. E Dio solo sa quando ho desiderato che tu mi notassi e scegliessi me. Ma ora mentre cospargi il mio corpo di benzina e non trovo nemmeno la forza di reagire penso, vigliacca e meschina che non sono altro, che sarebbe stato meglio che tu ne scegliessi un’altra di donna. Poi arriva il caldo, ma non quello del sole che splende sopra di noi impedendomi persino di guardarti negli occhi, e muoio di vergogna.

Sara Rattaro è una scrittrice italiana nata a Genova nel 1975. Dopo il diploma magistrale, consegue una laurea in Scienze Biologiche e una seconda in Scienze della Comunicazione. Nel 2009 esce il suo primo romanzo, “Sulla sedia sbagliata”, per l’editore Mauro Morellini. Nel 2011 passa a Giunti Editore, per cui esce il suo secondo romanzo, “Un uso qualunque di te”.  Nel 2013 l’autrice torna in libreria con “Non volare via”, edito da Garzanti.

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