Ogni giorno come il primo giorno – Giorgia Penzo

Titolo: Ogni giorno come il primo giorno
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Nord editore
Genere: narrativa contemporanea
Pagine: 558
Prezzo: 16,90 €

Petra non aveva mai scritto un diario in vita sua. Eppure, quando all’ospedale l’infermiera le procura una vecchia agenda, le parole scorrono sulla pagina bianca come un fiume in piena. Un diario per ricominciare a vivere, l’occasione per raccontare, ogni giorno, la sua vita senza la sorella.

Petra e Cloe erano molto diverse: ribelle ed insicura Petra, solare, allegra e amata da tutti Cloe; eppure, a discapito di tante differenze, le due sorelle erano unite da un legame d’amore sincero e profondo, e Cloe era sempre la prima a sostenere ed incoraggiare Petra. Anche in quell’occasione, quando Petra fresca di patente ha portato Cloe e il padre a fare un giro sulla decappottabile, Cloe era entusiasta del brevetto conseguito dalla sorella. Una gita che si prospettava spensierata sarà invece l’inizio di un calvario che distruggerà la famiglia di Petra, cambiando per sempre la sua vita.

Ora che è rimasta sola, Petra promette alla sorella che ce la farà, rimedierà ai suoi errori, vivrà anche per lei, s’impegnerà a non gettare via le sue giornate, anche se resistere a tutti quelli che ti rinfacciano di aver causato l’ incidente d’auto che ha portato alla morte di Cloe è una prova durissima, ed è ancor più difficile è il dover convivere con il senso di colpa divorante.

Petra intraprende un duro percorso di rinascita, e sulla strada incontra Dario, un ragazzo più grande che la aiuta con la matematica, rivelandosi anche capace di mostrarle nuove prospettive di vita. Affascinante ed enigmatico, Dario entra giorno dopo giorno a fare parte sempre di più della vita di Petra, anche se nasconde un lato oscuro che metterà in discussione la sicurezza che la ragazza sta faticosamente costruendo…

Tuttavia, Petra ha molta più forza e coraggio di quanto pensava, e dimostra che Cloe non sbagliava nell’ammirarla e sostenerla con entusiasmo.  I problemi a scuola, il difficile rapporto con i genitori, la scoperta dell’amore, le paure,  i successi, le sconfitte: Petra affronta tutto quello che la vita le mette dinnanzi, vivendo fino in fondo ogni giorno come se fosse il primo.

« Che posso fare, Morte? »
« Per fare? »
« Per andare avanti. »
« Te l’ho detto, vivere. »
« E che significa? »
« Significa resistere alla tentazione di arrendersi. » (p. 15)

Una bella storia di rinascita e riscoperta di se stessi destinata ad un pubblico giovane, un romanzo capace di dare coraggio e mostrare come la vita sia in grado di offrire delle seconde opportunità, se si ha la forza di guardare avanti. Un viaggio profondo, intenso, ricco di emozioni che insegna a guardarsi dentro e a riscoprire la voglia di vivere.

 “Ho scoperto una cosa inestimabile in questo viaggio durato un anno intero, cioè che ognuno di noi nasce con un destino: salvare una persona, almeno una. E’ l’unico dettaglio già scritto della nostra esistenza ed è un compito inconscio. A volte non ce ne rendiamo nemmeno conto. Non sappiamo calcolare quanto sia determinante essere lì in quel momento per qualcuno, non ne capiamo l’importanza. Quel qualcuno, però , non ci scorderà mai. Non dimenticherà che lo abbiamo afferrato, aspettato, ascoltato” (p. 356).

 Ogni giorno come il primo giorno racconta un percorso emotivo e psicologico, prima che fisico, e riesce a dimostrare che si può proporre ai più giovani un testo ricco e capace di scaldare il cuore senza scadere nella banalità o nelle riflessioni troppo difficili. Non è facile infatti scrivere un libro che parli di condizioni giovanili difficili, di bullismo, di problemi di alcol e droga, addirittura di morte: non  è facile scriverlo senza scadere nei luoghi comuni o nel sentimentalismo. Ma Giorgia Penzo ci ha messo attenzione, poesia, sentimento: ogni parola è stata accuratamente scelta, e percepiamo l’anima dell’autrice in queste pagine. Forse è per questo che questa storia ci parla, ci illumina, ci ricorda i nostri demoni passati e presenti e ci ricorda ancora una volta quanto sia importante tornare ad amare la nostra vita.

“Eppure è da tanto che non mi sentivo così.  Quello che provo va oltre la leggerezza, oltre la certezza di aver fatto qualcosa di giusto. Lo scrivo sul foglio senza calcare, come se fosse un brusio tra i calcinacci, perché non oso contarci troppo. Sono felice.” (p. 105)

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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