Nuvole corsare – AA.VV.

Titolo: Nuvole corsare
Autore: AA. VV.
Casa Editrice: Caffèorchidea editore
Genere: Racconti
Traduttore: a cura di Francesco Borrasso e Giuseppe Girimonti Greco
Pagine: 225
Prezzo: € 16,00

Pier Paolo Pasolini oggi continua a essere presente con le idee corsare, con la sua scrittura poetica, narrativa e cinematografica.

La sua opera ha influenzato e condizionato almeno due generazioni di scrittori che sono venute dopo la sua tragica morte.

Si dovrebbe tornare spesso a Pasolini e soprattutto non dimenticare mai il suo sacrificio e il suo ruolo di uomo e di scrittore che, senza aver paura di dare scandalo, ha suonato  l’allarme (come solo i veri intellettuali sanno fare) con le sue parole libere e dirette.

Alla grandezza di Pasolini guarda Nuvole corsare, un progetto editoriale firmato Caffèorchidea, curato da Francesco Borrasso e Giuseppe Girimonti Greco

Quindici scrittori italiani incontrano l’autore de Le ceneri di Gramsci in altrettanti racconti.

Partendo dalla «narratività primaria», caratteristica fondamentale dell’opera di Pasolini, che ha fatto di lui (come giustamente scriveva Tullio De Mauro) un critico dei linguaggi, gli autori che hanno aderito al progetto di Nuvole corsare lo hanno incontrato, inventando un racconto in cui lo scrittore è sempre presente.

Ogni autore, a modo suo e evitando l’agiografia, ha portato nella sua storia Pasolini, scrittore, polemista, regista, poeta, ma soprattutto il narratore profetico e apocalittico dell’ultimo periodo.

«L’aspetto dell’opera pasoliniana – scrive Paolo Lago nella postfazione – che è stato prevalentemente recepito dagli autori di questa raccolta è quello legato alla dimensione performativa dello della provocazione e dello scandalo, all’esposizione del corpo (suo e dei suoi personaggi) all’aspetto più profetico e apocalittico della sua opera».

Diego Bertelli, Giorgio Biferali, Angelo Di Liberto, Ilaria Gaspari, Simone Innocenti, Elena Giorgiana Mirabelli, Jacopo Narros, Serena Penni, Gilda Policastro, Ivano Porpora, Fabio Rocchi, Enzo Sinigaglia, Piero Sorrentino, Giorgia Tribuiani, Alessandro Zaccuri.

Questi sono i nomi dei quindici scrittori che attraverso l’arte del racconto si sono cimentati con l’influenza che oggi ha ancora sulla letteratura la grandezza eretica e corsara di Pasolini.

Stili diversi, angolazioni inaspettate, in comune il grande fiume di parole pasoliniano con cui non si dovrebbe mai smettere di fare i conti.

Nuvole corsare è prima di tutto un omaggio alla narratività primaria, esigenza forte e sentita nella scrittura di Pier Paolo Pasolini, ma è anche l’invito a guardare ancora con gli occhi aperti all’ attualità del suo pensiero.

«Io penso che scandalizzare sia un diritto, essere scandalizzati un piacere. Chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato è un moralista, il cosiddetto moralista». Queste sono le parole che Pasolini dice in un’intervista dopo l’uscita di Salò o le 120 giornate di Sodoma che Diego Bertelli riporta nel racconto intitolato La farsa, testo che apre Nuvole corsare.

Nei quindici racconti Pier Paolo Pasolini c’è sempre, a volte come personaggio, altre come presenza evocata.

Il Pasolini che troveremo in Nuvole corsare è soprattutto l’uomo che sente addosso la vocazione della parresia (dire sempre la verità, essere schietti, parlare sempre apertamente con libertà, esprimersi con franchezza il coraggio di non tacere niente senza temere l’ipocrisia dei moralisti e dei benpensanti) e soprattutto lo scrittore corsaro che pensa e agisce per essere soprattutto testimone dello scandalo.

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