Novità in uscita nella settimana dal 5 al 10 Marzo 2012

ROMANZI

1844, la giovane Lily Wilson, una delle numerose figlie di una povera vedova di Newcastle, trova lavoro a Londra presso la famiglia della poetessa Elizabeth Barrett, di cui diventa la cameriera personale. Nella casa di Wimpole Street ogni cosa sottostà al controllo dispotico di Mr. Barrett, che proibisce alle figlie persino di sposarsi. Elizabeth, donna psicologicamente fragile – dipendente dall’uso di oppiacei – e fisicamente molto cagionevole – affetta da tubercolosi – non più giovanissi­ma, vive quasi sempre reclusa nella sua stanza, ma Lily viene da subito attratta dalla sua voglia di vivere nonostante tutto, dalla sua intelligenza e, specialmente, dalla forza e dalla profondità della sua poesia e delle emozioni che questa le procura. Nasce una grande confidenza tra le due donne e Lily, a conoscenza della corrispondenza fra Elizabeth e Robert Browning, già affermato poeta, sarà testimone dell’amore nato tra i due, complice del loro matrimonio segreto, celebrato in una chiesa vuota, e della loro fuga clandestina fino all’arrivo a Firenze.  Nonostante le sue umili origini, vivrà in un ambiente alto borghese, visiterà Londra e Parigi, ap­prezzerà le poesie di Robert e di Elizabeth dimenticando quasi la sua personale solitudine. La poetessa dal canto suo troverà in Lily non solo una governante e un’infermiera, ma anche una dama di compagnia, una confidente che le è vicina in ogni crisi: dal lutto per la perdita di due bambini, alla gioia della nascita dell’unico figlio Pen, dal trionfo letterario ai giorni difficili, in cui non è nemmeno in grado di alzarsi dal letto. Lily per lei ci sarà sempre, una presenza indispen­sabile, anche se sottopagata. Ma la sua vita prenderà una piega drammatica quando è costretta dai Browning ad affidare a sua sorella in Inghilterra il figlio avuto dal matrimonio con un italiano – anche lui cameriere a casa Browning. Si aspetterà ingenuamente la stessa lealtà e affetto che lei invece dimostrerà a Elizabeth fino alla morte di quest’ultima avvenuta a Firenze nel 1961. Solo allora lascerà Robert Browning e il figlio Pen, mantenendo però ottimi rapporti con loro.

“Lo sguardo di Lily” di Margaret Forster. Dal 6 marzo in libreria. La Tartaruga editore.

 

Columbia County, 1956. Swan ha solo undici anni, ma non ha paura di niente. Non ha paura di dire quello che pensa, non ha paura di azzuffarsi coi suoi fratelli, non ha paura delle bugie. Ma soprattutto non ha paura di fare quello che le è proibito. Anzi, lo adora. Quando una sera d’estate decide di sgusciare fuori di casa, non immagina di certo che nel bosco si nasconda l’incontro che le cambierà per sempre la vita. Lui è Blade, un bambino tutto pelle e ossa, dall’aria timida e smarrita, gli occhi neri e fieri. E’ il figlio di Ras Ballenger, un allevatore di cavalli, un uomo oscuro e violento, temuto da tutto il paese. Per Blade quella ragazzina è la sua unica via di salvezza. Ha bisogno di lei per fuggire da quell’uomo che è costretto a chiamare padre. Swan decide di aiutarlo e di nasconderlo. Perché al contrario di tutti gli abitanti del paese, lei non teme Ras. L’unico posto sicuro è la grande fattoria di famiglia, vicino al negozio del nonno, la drogheria che non chiude mai e vende di tutto. Ma non sarà facile. Non solo perché la sua famiglia è stata appena sconvolta dalla tragedia, ma anche perché troppi sono gli occhi attenti e curiosi, da nonna Calla, all’enigmatico zio Toy. Ma Swan non vuole lasciare andare la piccola mano di Blade, ed è determinata a tenere il segreto. Un segreto che sancirà un’amicizia forte e tenera ma estremamente pericolosa. Perché forse, in quell’estate in cui finalmente sono fioriti i papaveri, tutto l’amore del mondo non potrebbe essere sufficiente a fermare la terribile vendetta di un essere animato dal male.

“Una mano piena di nuvole” di Jenny Wingfield. Dall’8 marzo in libreria. Garzanti editore.

 

Milano, anni Settanta. Viola e Margherita sono bambine e la loro è un’infanzia fatta di risate, piccole paure e mille giochi inventati insieme per non vedere le lacrime della mamma e le assenze del papà. Giocano alle «parrucchiere magiche», costruiscono la loro «casa di Lego» e pensando che la porteranno ovunque. Sono gli anni della Vanoni, di Guccini e delle feste dell’Unità. Le due sorelle sono cresciute e si sono allontanate, divise dalle troppe vicende della vita. Finché, dopo undici anni di silenzio, Viola, la più giovane, ritorna. E chiede a Margherita di passare un finesettimana al mare, soltanto loro due. Per raccontarle il segreto che l’ha tenuta così a lungo lontana… Il romanzo della Bortolotti ricostruisce con il suo dialogo a una voce i tratti tipici di tre generazioni, colte in diverse età della vita e del costume italiani. La lingua della scrittrice è ben governata, elegante, essenziale e lascia scorrere tra le parole il fiume tortuoso dei sentimenti, dell’amore, della dedizione e dell’amarezza.

“E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti. Dal 6 marzo in libreria. Sperling & Kupfer editore.

“Avevo un presagio, che qualcosa doveva succedere. E qualcosa è successo, signor Van Gogh.”

1881, Gheel, anche conosciuto come “il paese dei matti”. Teresa Senzasogni non è pazza, ma come tale è stata registrata per poter godere, come è uso in quel villaggio fiammingo, dell’ospitalità della famiglia Vanheim. Un giorno avrà una dote e sposerà il suo Icarus, che le racconta le ingiustizie del mondo. Ma poi arriva un nuovo ospite, un vagabondo rosso di capelli, schivo, rude, gli occhi accesi da una febbre sconosciuta, e Teresa sembra riconoscere in lui un destino incompiuto: diventerà un pittore – lei lo sa, lei lo sente –, troverà nei colori una strada universale. Quando la “profezia” si avvera sono passati una decina d’anni e molto è accaduto, a Teresa e a Vincent van Gogh. Teresa scrive al caro signor Van Gogh perché si ricordi, perché la aiuti a mettere ordine nel disordine, speranza nella disperazione, amore nel disamore e colore nel grigio. Lui, in verità, è l’unico vero amore di tutta la sua vita. E come tutti gli amori è pieno di luce e di futuro. Il romanzo di Giovanni Montanaro è una lunga lettera – dolcissima, appassionata, semplice.  Che si trasforma in una storia di anime in gabbia, di sentimenti che vogliono lasciare il segno e di un bisogno di libertà grande quanto l’immaginazione che lo contiene.

“Teresa mi ha commosso. Le succedono le cose più sconvolgenti: la chiaroveggenza, la persecuzione, la metamorfosi. E le succede Van Gogh.” Tiziano Scarpa

“Tutti i colori del mondo” di Giovanni Montanaro. Dal 7 marzo in libreria. Feltrinelli.

Questo è un viaggio dentro il mistero che unisce, come un filo rosso, tutti i personaggi dei racconti che lo compongono. C’è un’origine che li accomuna e li rende simili: essi hanno vissuto il loro tempo dissimulando i propri sentimenti. Chi vorrà leggere queste storie resterà spiazzato ma non indifferente, poiché mettono a nudo la complessità della nostra anima, sempre più compromessa dalla vicinanza con il peccato e le sorprese carnali. Ti dico che non ho sognato è l’opera che non t’aspetti. È quasi un’esperienza di vita e quindi più di un semplice libro. E, sia per le storie che racconta e per come le racconta, sfiora il senso compiuto di un romanzo, senza essere tale.

“Ti dico che non ho sognato” di Pistillo. Dal 7 marzo in libreria. Bietti editore.

Alle soglie dei trent’anni, Michelle Benamou può considerarsi una donna realizzata: ha un lavoro stimolante, un bell’appartamento a Manhattan e un fidanzato sexy con cui dividerlo. Certo, in Marocco, terra d’origine della sua famiglia, sarebbe considerata una vecchia zitella, ma per fortuna lei vive nella modernissima New York, quindi ha potuto ignorare il tradizionale richiamo del muezzin al matrimonio. Fino a questo punto, almeno, perché all’improvviso Michelle avverte una sorta di inquietudine, un vuoto ben localizzato sull’anulare della sua mano sinistra, dove una pietra preziosa – magari la pietra preziosa per eccellenza – non sfigurerebbe affatto… Ma quando il fidanzato, davanti alla prospettiva del grande passo, fugge a gambe levate, a Michelle non resta che ricominciare tutto da capo, armandosi di tanta pazienza. Scoprirà così che il grande amore è simile al tanto agognato diamante: ha bisogno di tempo per trasformarsi in qualcosa di veramente prezioso.

“I diamanti sono i migliori amici delle donne” di Jessica Jiji. Dall’8 marzo in libreria. Newton Compton.

SAGGI

L’hanno dipinto come un genio, un pensatore, un mago del marketing, ma era anche egocentrico, nevrotico, vendicativo, maleducato. Hanno cercato di spiegarne il carattere e le idee partendo dalla biografia – l’adozione, la Silicon Valley, la scoperta dello zen – ma si è detto poco dei motivi per i quali i suoi prodotti hanno funzionato e quasi nulla di quelli che hanno fatto flop. Partendo da testimonianze, interviste, monografie, documentari e tutta l’immensa mole di materiale che Steve Jobs e chi l’ha conosciuto e ha lavorato con lui ha lasciato in tutti in questi anni, questo libro ricostruisce, con le parole dei protagonisti, pregi e difetti, idee ed eccessi dell’uomo che, morendo, ci ha fatto capire quanto tecnologica sia la nostra epoca. Tra controcultura, computer, amici, avversari, incontri, insulti, discorsi, effetti collaterali e tutti gli altri temi utili a sintetizzare un’avventura umana e imprenditoriale impareggiabile.

“Steve Jobs” di Federico Bona. Dal 6 marzo in libreria. Baldini & Castoldi editore.

 Qualcuno l’ha paragonata a un campo di battaglia. È la maternità delle donne che lavorano e vorrebbero continuare a farlo senza subire stress e umiliazioni anche quando scelgono di mettere al mondo un bambino. Invece, in Italia come in nessun altro paese europeo, lavoro e maternità rischiano di diventare parole inconciliabili. Molte che avevano un rapporto di lavoro fisso, tornando in ufficio o in fabbrica, vengono messe nell’angolo e a volte mobbizzate, per spingerle a dimettersi. La rigidità sugli orari, che al di là della retorica della flessibilità sembra la parola d’ordine delle aziende, provoca scontri drammatici. Lo stesso congedo di maternità più che come un diritto comincia a essere visto come un privilegio, mentre spuntano un’altra volta le vecchie lettere di dimissioni in bianco. Il risultato è nelle cifre. Almeno una giovane mamma su cinque lascia il posto e in molti casi non lo ritroverà.
E’ ancora peggio fra le precarie, le ragazze dei contratti a termine o a progetto, che per non essere mandate via nascondono il pancione come una colpa e spesso rinunciano alla maternità perché non possono contare su uno stipendio stabile né su un posto all’asilo nido, spesso irraggiungibile.
Chiara Valentini racconta per la prima volta nel suo complesso questa realtà dura e preoccupante, dando la parola da una parte all’altra d’Italia a manager e donne delle pulizie, a pubblicitarie e a operatrici dei call center. Ci porta negli uffici dei sindacati e delle poco conosciute Consigliere di Parità, fra le mamme ragazzine di Scampia e le dottoresse precarie della sanità pubblica , dimostrando come la maternità, nell’Italia di oggi, è diventata il punto d’attacco al lavoro delle donne e alla loro parità.
Ma anche fra le mamme lavoratrici qualcosa si muove. Dai siti, dai blog e da nuove associazioni e movimenti chiedono rispetto e diritti, compreso quello della maternità universale. E cominciano a portare in tribunale aziende e amministrazioni pubbliche che le discriminano perché madri.
“O i figli o il lavoro” di Chiara Valentini. Dal 7  febbraio in libreria. Feltrinelli.

GIALLI, NOIR E THRILLER

Per il giovane avvocato Caspar Leinen è il primo caso, l’occasione per lanciarsi nella professione dei suoi sogni. È stato infatti chiamato come avvocato d’ufficio a difendere Fabrizio Collini che, dopo trentaquattro anni di irreprensibile lavoro alla Mercedes-Benz, appena andato in pensione ha ucciso in una camera d’albergo Hans Mayer, un ricco industriale di 85 anni. Ma quella che sembra un’opportunità di carriera si trasforma molto presto in un incubo per Leinen, che scopre che la vittima è il nonno del suo miglior amico del liceo, a casa del quale trascorreva le vacanze, e che lo ha sempre trattato con affetto. La rivelazione lo mette di fronte a un drammatico caso di coscienza: accettare comunque la causa nonostante il forte coinvolgimento personale? Da parte sua l’imputato, che ha subito ammesso l’omicidio, rifiuta di dire alcunché sul movente e si è chiuso in un ostinato silenzio. Leinen quindi, che ha deciso di accettare il caso, si trova a dover difendere un uomo che non vuole essere difeso. Un compito apparentemente impossibile, ma Leinen, riguardando gli atti, scopre una traccia che conduce a un capitolo terribile della storia tedesca…

“Il caso Collini” di Ferdinand Von Schirach. Dall’8 marzo in libreria. Longanesi editore.

“Un romanzo ad alta tensione che colpisce dritto alla giugulare”
Sembra un maledetto déjà vu: sono passati molti anni dalla cattura di un efferato criminale che torturava sadicamente le sue vittime, ma le tracce dei suoi metodi riappaiono in una serie di nuovi, aberranti omicidi. Nella città scozzese di  Aberdeen il sergente Logan McRae viene chiamato in piena notte: in un magazzino di alimentari è stata fatta una scoperta raccapricciante. In un freezer ci sono membra umane avvolte in carta per alimenti ed è probabile che alcuni pezzi siano già finiti sulle tavole di ignari consumatori. Tra giornalisti e fotografi accorsi sul posto, l’ispettore Insch è fuori di sé. Tutti gli indizi fanno pensare a Ken Wiseman, tornato da poco in libertà dopo vent’anni di carcere. Ma lui è sparito e nonostante gli sforzi la polizia non riesce a scovarlo. La narrazione incalza seguendo le prospettive dei diversi personaggi: i giornalisti a caccia di notizie, gli agenti di polizia e una donna, Heather, rapita insieme al marito Duncan e torturata da un mostro che lei nei suoi deliri chiama “il Macellaio”. Ma all’improvviso Wiseman si fa vivo con un nuovo colpo di scena: ha catturato l’ispettore Insch. Adesso per McRae, l’eroe di Il collezionista di bambini, la posta in gioco è ancora più alta.

“La casa delle anime della morte” di Stuart MacBride. Dall’8 marzo in libreria. Newton Compton.

In un parco alla periferia dell’Avana viene scoperto il cadavere di un giova- ne travestito. Alexis Arayan, strangolato con la cintura di seta della sua vestaglia rossa. Le indagini sull’omicidio vengo- no affidate al tenente Mario Conde che si immerge nell’ambiente ambiguo in cui si svolgeva la vita segreta di Arayan. Per sua fortuna conosce Alberto Mar- qués, vecchio artista omosessuale che ha sofferto sulla propria pelle la stretta del moralismo di stato: la forte personalità e l’ironia raffinata di Alberto dissolvono i pregiudizi del tenente e lo accompagna- no fino alla soluzione del caso.

“Maschere” di Leonardo Padura Fuentes. Dall’8 marzo in libreria. Marco Tropea editore.

 

Il tenente Mario Conde ha deciso di farla finita con la carriera da poli- ziotto, ma il suo nuovo capo non gli ha lasciato molta scelta: le dimissioni saranno accettate solo se collaborerà con la polizia per risolvere, nel giro di tre giorni, un caso scottante. Si tratta di indagare sulla morte misteriosa di un ex funzionario governativo fuggito negli Stati Uniti e da poco rientrato a Cuba. Il disilluso poliziotto si scon- trerà con l’universo della corruzione politica e con il tradimento degli ideali rivoluzionari, negli stessi giorni in cui l’Avana attende con ansia l’abbattersi di un terribile uragano.

“Paesaggio d’autunno” di Leonardo Padura Fuentes. Dall’8 marzo in libreria. Marco Tropea editore.

 

FANTASY

Emily ha diciassette anni, è appena rimasta orfana, e parte per Mullaby, il paesino del Nord Carolina dove la madre era nata.
Spera di scoprire laggiù alcuni misteri sulla propria famiglia. Ma la attendono molte sorprese. Arrivata nella casa del nonno, l’intraprendente Emily si accorge ben presto che gli abitanti di Mullaby si guardano bene dall’aiutarla. Anzi, i vecchi conoscenti della madre sembrano volerla evitare, come se il suo nome fosse avvolto da un malefi cio. E mentre Mullaby finge una vita tranquilla, Emily realizza che i misteri e le stranezze sono all’ordine del giorno – stanze dove
la carta da parati cambia a seconda dell’umore di chi la guarda, un uomo gigante “così alto da riuscire a vedere ciò che accadrà domani”, strani fasci di luce che spazzano i cortili a mezzanotte. E una bizzarra vicina, Julia, con le braccia piene di cicatrici, che sforna in continuazione biscotti davanti alla finestra spalancata. Come mai nessuno vuole rammentare gli anni della giovinezza della madre di Emily? E cos’è quella storia d’amore, di cui si parla a mezza voce, che ha spezzato il cuore e la vita di un giovane del paese?
La verità non è quella che Emily si aspettava. Perché in quel paese di curiose stramberie, dove il tempo scorre più lentamente che in ogni altro luogo, la fortuna sorride a chi sa assaporare il lato magico della vita.

“Il giardino dei raggi di Luna” di Sarah Addison Allen. Dal 7 marzo in libreria. Sonzogno editore.

RAGAZZI

brenda black è molto orgogliosa della sua mente logica e razionale. legge libri di anatomia ed è una fan di leonardo da vinci. eppure la sua insopportabile cugina ha il potere di farle perdere la lucidità. all’ennesima provocazione di tiffany, brenda cede alla tentazione, e si vanta di possedere un paio di scarpette autografate da Camilla Freeman, la famosissima prima ballerina dell’Harlem ballet. ovviamente tiffany chiede di vederle. Qual è il problema? Che le scarpette in realtà sono della signorina Debbé, proprietaria della scuola di danza frequentata da brenda. Non resta che impossessarsene…

“S.O.S. Scarpette scomparse” di Whoopi Goldberg. Dal 6 marzo in libreria. Il battello a vapore editore.

Quanti possono vantarsi di custodire un elefante in carne e ossa nel giardino di casa? Be’, per il piccolo Karl e sua sorella Lizzie, ormai, non è poi così diverso dal possedere un gatto o un cagnolino, e Marlene, dal canto suo, è felice di avere due padroncini in gamba come loro.

Le nebbie della guerra, però, si stanno addensando all’orizzonte e presto tutta la famiglia si troverà a dover fuggire da una delle pagine più buie e drammatiche della nostra storia recente. Inizia così un’estenuante lotta contro il freddo, la fame e la paura di essere cat- turati…

Ma niente è impossibile se si rimane insieme. E, so- prattutto, se a vegliare su di te c’è un elefante speciale come Marlene.

“Un elefante in giardino” di Michael Morpugno. Dal 6 marzo in libreria. Il battello a vapore editore.

VARI

In una società dove essere “super” è quasi un dovere, anche a noi mamme – un tempo confinate nel tranquillo perimetro del focolare domestico – tocca apparire come creature quasi perfette. Dobbiamo imparare a essere madri amorevoli e grintose, donne in carriera (o almeno “in corriera” come diceva Lella Costa), amiche sempre presenti e fascinose femmes fatales. Ma come? Il primo consiglio è quello di fare un po’ di pratica come equilibrista. Appendete un filo nel vostro salone e giorno dopo giorno muovete i primi passi fino a lanciarvi in funambolici esercizi che sfidano il vuoto. Dopo avere acquistato un po’ di sicurezza, i mille imprevisti della vostra quotidianità – il capo che chiama mentre vostro figlio si sente male, la tata che vi mollaquando avete programmato un viaggio di lavoro – vi sembreranno un gioco da ragazzi. Il secondo consiglio è quello di trovare il modo per vivere con entusiasmo e brio la meravigliosa esperienza di essere mamma. Partecipate ai laboratori di cucina con le vostre pesti per insegnare loro com’è divertente impastare gli gnocchi, scegliete con cura quali libri leggere prima della nanna, fategli scoprire quanto è bello il mondo intorno a lui. E se, dopo tutto questo, non riuscirete comunque a sentirvi “super” … ricordate che è sufficiente essere Mamma per addormentarvi ogni sera con un bel sorriso.

“101 modi per diventare una supermamma” di Giovanna Canzi. Dall’8 marzo in libreria. Newton Compton.

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