Novità in uscita dal 18 al 24 ottobre

NARRATIVA

 

Nel regno dei ghiacci_Sovra.inddNel regno dei ghiacci di Hampton Sides
Corbaccio

Gli ultimi decenni del diciannovesimo secolo sono stati il periodo d’oro delle esplorazioni polari e del Polo Nord in particolare. Nessuno sapeva cosa ci fosse all’interno della fortezza di ghiaccio lambita dai mari del Nord, anche le leggende si sprecavano… Chiunque avesse piantato per primo la bandiera della propria nazione sul punto più settentrionale della Terra, avrebbe sicuramente ricevuto gloria e onori imperituri.
James Gordon Bennett, l’eccentrico e ricchissimo proprietario del New York Herald, aveva appena inviato Stanley in Africa per ritrovare il dottor Livingstone, ed era ansioso di bissare il successo ottenuto: così finanziò una spedizione alla volta del Polo Nord capitanata dal giovane ufficiale George Washington De Long, che aveva ottenuto una certa notorietà per un’operazione di soccorso lungo le coste della Groenlandia.
De Long avrebbe dovuto condurre un equipaggio di trentadue uomini nelle acque artiche ancora inesplorate.
L’8 luglio 1879 la Jeannette salpò da San Francisco in mezzo alla folla osannante.
La nave effettivamente navigò in mari ignoti, ma ben presto si trovò intrappolata nel pack. Lo scafo venne seriamente danneggiato e l’equipaggio fu costretto ad abbandonare la Jeannette che, nel giro di un’ora da quando l’ultimo marinaio era sceso, affondò nelle profondità dell’oceano. Gli uomini a questo punto si trovavano mille miglia a nord della Siberia con approvvigionamenti solo per pochi giorni. E così incominciò la loro lunga marcia sui ghiacci senza fine. Un gelido inferno nell’angolo più sperduto del pianeta. Affrontarono tempeste di neve, orsi polari, labirinti di iceberg, così come la fame e il rischio di impazzire, persi com’erano nel whiteout, senza collegamenti, senza mappe, dotati solo della loro tenacia e del loro coraggio.
Attraverso una scrittura avvincente e colpi di scena degni di un thriller, Nel regno dei ghiacci ci conduce nel cuore di un’avventura eroica e incredibile nei luoghi più dimenticati della Terra.

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Tram 83 di Fiston di Mwanza MujilaMwanza Mujila_Tram_cover_web
Nottetempo

Il Tram 83 è il giardino delle delizie e l’allucinato epicentro della“Città-Paese”, capitale di un imprecisato ma riconoscibile stato africano: prostitute di ogni età, musicisti scalcagnati, turisti a scopo di lucro, minatori alcolizzati e faccendieri carichi di soldi sporchi, stranieri in cerca di fortuna e locali in cerca di un diversivo alla miseria si incrociano e rimescolano nel bar a luci rosse piú fornito – di bevande, divertimento e carne di cane – della città. È la frontiera africana, niente regole e l’imperativo categorico della sopravvivenza per tutti. Requiem, infaticabile maestro di traffici, e Lucien, scrittore spiantato e idealista in arrivo dall’Entroterra, si rivedono dopo molti anni. Coinvolto negli affari loschi di Requiem, Lucien incontra un eccentrico editore e si avventura in un’impresa letteraria dagli esiti dubbi, in mezzo al carnevale esplosivo e disperato del Tram 83, dove le smanie e i gesti sono sfrenati come la corsa all’oro che ha messo a soqquadro il paese, e il vuoto è dietro l’angolo: “Questo è il Nuovo Mondo, ognuno per sé e la merda per tutti Tram 83 è una rapsodia. La sua frenesia e il suo ritmo hanno la dismisura delle guerre africane”. Libération

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downloadLa grande battaglia musicale di Carlo Boccadoro
Marcos y Marcos

A Notina la musica è sempre nell’aria.
Esce dalle finestre della scuola, dove i bambini battono le mani sui banchi e pestano i piedi per terra al segnale del maestro Gong; si alza dai giardini pubblici, dove gli Urletti si trovano a cantare; riempie la piazza ogni domenica con la banda del maestro Bacchettafrolla.
Gli abitanti di Notina hanno la musica in testa.
Clarone corre più veloce della pioggia, perché al momento giusto deve essere là, con il suo cannoncino, a far partire l’arcobaleno. A casa, per riposare, suona il clarinetto basso, intrecciando duetti con l’ottavino di suo figlio Pirulì.
Il giudice Registro sembra serio e taciturno, ma la sera, in tribunale, quando tutti sono andati via, riempie ciotoline di cibo per i suoi amici gatti, tira fuori la chitarra e si lancia in un rock scatenato.
Viola sogna di suonare il contrabbasso, si fa le collane con le note e progetta una casetta da concerto sull’albero insieme a Pirulì.
A Notina la musica mette tutti d’accordo.
Una notte, però, spuntano strani manifesti sui muri di tutte le case.
Il maestro Leon de Trombòn, con un’orchestra grandissima, vuol sfidare la banda del maestro Bacchettafrolla!
Tutta Notina ne parla.
Il gran giorno della battaglia musicale Leon de Trombòn entra in piazza con più di cento musicisti, come un generale alla testa del suo esercito.
La grande sfida sta per cominciare, ma… dove sono finiti Bacchettafrolla e la sua banda?
Shhh! Dall’alto si sente un ronzio sempre più forte.
È la banda di Bacchettafrolla che scende dal cielo con tanti paracadute e un’arma segreta.
Come finirà la grande battaglia musicale?

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E senza piangere di Pier Luigi CelliE senza piangere_Sovra.indd
TEA

«Scompaio qualche giorno», dice il professor Brandi alla moglie. «Devo fare qualcosa.»
Comincia così il nuovo romanzo di Pier Luigi Celli, con il professor Brandi, docente universitario amato dagli studenti e odiato dai colleghi, che si allontana misteriosamente da casa. Impegni, un po’ di riposo, forse un progetto a lungo meditato, non si sa. Il senato accademico però si agita, vuole vederci chiaro, e mette sulle orme di Brandi due individui non proprio limpidi. Le cose si complicano quando uno di questi figuri scompare a sua volta. Quando, oltre agli scomparsi, si aggiunge anche un morto, l’arrivo del commissario Guglielmi è inevitabile… L’indagine che ne segue si abbatterà sull’università come una tempesta, destinata a mettere a nudo misteri, connivenze e complicità troppo a lungo celate.

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3172242Racconti triestini di Giorgio Pressburger
Marsilio

Alcune raccolte di racconti, pur parlando apparentemente di storie individuali, nel loro insieme mirano a rappresentare un luogo, una città. Così per esempio Gente di Dublino di James Joyce, o le Cinque storie ferraresi di Giorgio Bassani. Questi luoghi a loro volta sono una metafora dell’umanità, se non dell’Universo intero. Il racconto non è un genere minore, anzi. Alcuni dei libri più belli della storia della letteratura sono cresciuti proprio sul terreno del racconto. Soltanto la moda e l’editoria degli ultimi decenni hanno respinto questo genere nel reclusorio delle opere minori, se non proprio di poco valore, anche se nella nostra tradizione ci sono esempi altissimi, tra quelli di maggior rilievo della Storia della letteratura. Che cosa desidera fare Pressburger con questi suoi racconti? La città di Trieste in sé è già stata consacrata da tempo come luogo letterario, è nota per questo – si può dire – in tutto il mondo. Quindi, con il suo inserirsi nella tradizione letteraria di Trieste, probabilmente l’autore intende dichiarare una tendenza e l’accettazione di una regola che rifiuta il ruolo di intrattenimento a costo zero. Rivendica invece quello che fino a non molto tempo fa pareva un requisito necessario: un valore diverso da quello del puro divertimento, che oggi invece pare essere l’unico elemento indispensabile. Il mondo qui rappresentato vuole scuotere il lettore dal suo torpore di indifferenza verso gli altri, mostrare quello per cui Trieste rimane ancora un posto dalla cui sofferenza e disposizione alla conciliazione con l’esistenza c’è ancora da imparare.

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Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà di Luis Sepùlvedastoria-cane-bambino-fedelta
Guanda

Luis Sepúlveda, lo scrittore dell’impegno politico e civile, ha trovato attraverso la scrittura delle sue favole un modo per trasmettere ad un vasto pubblico, che va dai bambini agli adulti, i valori a lui cari da sempre: l’amicizia, l’impegno politico e civile, il rispetto per gli uomini e per la natura, la fedeltà, e ha scelto come protagonisti delle sue favole gli animali che lui ama moltissimo, nel solco di una tradizione letteraria che va da Esopo a La Fontaine.
Dopo i grandi successi di Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico e Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza esce il 22 ottobre la nuova favola “Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà”.
In questa nuova favola Sepúlveda ci porta nella sua terra, il sud del Cile, e racconta la storia di un cane legato da una amicizia profonda a un bambino che appartiene agli indios mapuche, da cui lui stesso discende È dura per un cane lupo vivere alla catena, nel rimpianto della felice libertà conosciuta da cucciolo e nella nostalgia per tutto quel che ha perduto. Uomini spregevoli lo hanno separato dal suo compagno Aukamañ, il bambino indio che è stato per lui come un fratello. Per un cane cresciuto insieme ai mapuche, la Gente della Terra, è odioso il comportamento di chi non rispetta la natura e tutte le sue creature. Ora la sua missione – quella che gli hanno assegnato gli uomini del branco – è dare la caccia a un misterioso fuggitivo, che si nasconde al di là del fiume. Dove lo porterà la caccia? Il destino è scritto nel nome, e questo cane ha un nome importante, che significa fedeltà: alla vita che non si può mai tradire e anche ai legami d’affetto che il tempo non può spezzare.

 

suoraLa verità della suora storta di Andrea Vitali
Garzanti

Santo Sisto ha la manualità e la fantasia giuste del meccanico di rango. Da ragazzo ha riparato perfino una Peugeot 403 senza fare una piega, lasciando a bocca aperta il Sactòn, il suo capo officina che i diesel manco li conosceva. Però adesso fa il tassista. Si è comprato una Millenove e aspetta i clienti alla stazione ferroviaria di Bellano. Pochi. Arrivano da Sondrio o da Lecco e Milano, e vanno in visita all’ospedale o su al cimitero. Oggi gli è capitato un fattaccio. Una donna è arrivata dopopranzo, poco prima che dalla radiolina che tiene in macchina partisse la sigla di Tutto il calcio minuto per minuto. Non che fosse importante: ultima giornata; campionato 1970 già bell’e andato al Cagliari, però… Gli ha chiesto di essere portata al cimitero, che non sa nemmeno dov’è. Ma poi, arrivati là, il Sisto si è accorto che la donna era morta. Proprio lì, sul sedile posteriore della Millenove, macchiandolo pure di urina. Un guaio mica da ridere. Da tirare in ballo il maresciallo Pezzati. Anche perché la donna è senza borsetta e non si riesce a capire chi sia, né chi stesse cercando al cimitero di Bellano in quel pomeriggio di fine aprile.

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USA coast to coast di Mauro Buffausa coast to coast cop_buffa
Ediciclo

Un viaggio attraverso gli Stati Uniti, da New York a San Francisco in greyhound. Sulle corriere che da un secolo collegano le città americane salgono e scendono i passeggeri, diretti verso le metropoli o nei piccoli centri sparsi come puntini nel continente. Mauro Buffa si immerge nell’America che le riviste patinate e le serie TV non raccontano, quella dei greyhound dove viaggia la gente comune, dove molti hanno una storia da raccontare rivelando uno spaccato originale della realtà americana di oggi. Dalla East Coast, alle paludi della Louisiana, attraverso il deserto del Mojave, fino alla verde California. E ancora le città: Pittsburgh, Chicago, New Orleans, El Paso, Las Vegas e Los Angeles, seguendo le tracce dei romanzi di Steinbeck e Kerouac, della musica country e rock che hanno raccontato questo grande paese. Un libro che è un viaggio on the road. Una colonna sonora.

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SAGGISTICA

 

COP-PPPdef.inddPolemica Politica Potere di Pier Paolo Pasolini
Chiarelettere

Un documento rimasto riservato per quarant’anni, ora finalmente ora finalmente offerto da Cinemazero ai lettori: ecco i testi delle conversazioni registrate nel lungo periodo di amicizia tra il fotografo, regista e giornalista americano-tedesco Gideon Bachmann e Pier Paolo Pasolini, dall’esordio alla regia con Accattone alla sua ultima fatica, Salò o le 120 giornate di Sodoma, un film, secondo Pasolini, “che vuole essere attuale” e che nello stesso tempo è “un mistero, una sacra rappresentazione. Per questo molto enigmatico”. E “guai se fosse capito”.
Trovano posto fra queste pagine i temi fondamentali di tutta l’opera pasoliniana, articolati in progressione cronologica, sotto le tre macrocategorie di Polemica, Politica, Potere, quest’ultimo inteso in senso ampio e lucidamente analizzato nelle sue infinite sfaccettature e nei rapporti con l’arte, la società, la Chiesa e la religione, il linguaggio, la poesia, i film…
Ecco l’Italia degli anni Sessanta e Settanta, lo sviluppo sfrenato e il mancato progresso, la finta libertà dei giovani, vittime inconsapevoli dell’unica ideologia rimasta che tutto corrode: il consumismo.
Sono parole di ieri misurate per l’oggi, che testimoniano nella loro nettezza e icasticità la passione e la tenacia di un uomo che fi no all’ultimo non ha mai rinunciato al suo apostolato di artista, alla forza del pensiero. A volte con rabbia, non senza delusione. Una lezione per tutti.
Le fotografie di Bachmann e della sua compagna Deborah Beer che arricchiscono il testo sono un altro documento essenziale di un percorso fatto di amicizia e costante impegno intellettuale.

 

Lost in traslation di Ella Frances SanderLost-in-translation-web
Marcos y Marcos

Tradurre è un’arte magica, perché ogni parola apre un mondo.
Le parole intraducibili sono potenti grimaldelli: svelano di un popolo certi vizi e certe virtù.
Se i brasiliani hanno una parola per definire la carezza tra i capelli dell’amato, gli svedesi ne hanno una per indicare la terza tazza di caffè; i tedeschi hanno una parola per un groviglio di cavi, ma anche per la piacevole sensazione che si prova stando soli nel bosco.
La pila di libri non letti sul comodino si è meritata un nome in giapponese; la capacità di cogliere da uno sguardo lo stato d’animo altrui ha un nome preciso in coreano.
Viene dal Sudafrica la filosofia comunitaria dell’ubuntu, dall’India la jugaad, l’arte di arrangiarsi con poco.
Ella Sanders ne ha raccolte cinquanta in questo libro, con illustrazioni bellissime che ci ricordano quante volte abbiamo in testa l’idea, la suggestione, ma proprio ci manca la parola.
Regaliamoci dunque queste parole nuove; ci fanno viaggiare, per incantesimo, tra le emozioni del mondo.

http://bit.ly/1OHKItu

 

copDLSDCDietro la scena del crimine di Cristina Brondoni
Las Vegas Edizioni

Si fa presto ad ammazzare un personaggio. Nei libri, nei film e nelle serie TV ci troviamo spesso di fronte a scene del crimine, assassini, morti ammazzati, incidenti, suicidi e infallibili detective che riescono a risolvere i casi più complessi grazie al loro intuito o alla loro intelligenza fuori dal comune. Tutto ciò ci fa pensare che nei casi reali di cronaca nera vengano mandate a indagare persone incompetenti o quantomeno sprovvedute. Analizzando però la fiction con gli occhi esperti di una criminologa, ci si accorge che se certe volte gli scrittori e gli sceneggiatori precorrono metodi e tecniche di indagine, spesso fanno agire i loro personaggi senza tenere conto di cosa succede nella realtà sulla scena del crimine. Perché morire può essere molto semplice, ma scoprire come e perché è una faccenda decisamente più complicata. Con la prefazione di Luciano Garofano.

http://bit.ly/1G96WU0

 

Il vizietto cattocomunista di Massimo Teodori3172233
Marsilio

Si svelano qui le ambiguità di settant’anni di egemonie cattoliche e comuniste che – combinate nel «vizietto cattocomunista» – hanno reso l’Italia una democrazia anomala. Nei grandi Paesi europei l’alternarsi al potere di conservatori e riformatori ha prodotto l’espansione del benessere e delle libertà. In Italia, invece, la sinistra comunista e postcomunista, confluita con i democristiani nel Partito democratico, è rimasta estranea al riformismo socialista di stampo europeo e ha guardato con ostilità alla laicità dello Stato, con effetti negativi sui diritti civili e la giustizia sociale. L’anomalia cattocomunista italiana è destinata a continuare all’infinito? Con il rigore dello storico e lo spirito critico del laico, Massimo Teodori mette in luce l’intreccio perverso tra il conservatorismo burocratico comunista e il rapace «attaccamento alla roba» dei clericali: dalla versione di Palmiro Togliatti, che votando il Concordato pensava di giocare il Vaticano e ne fu giocato, al fatale moralismo di Enrico Berlinguer, attratto dal mondo cattolico, fi no ai postdemocristiani d’oggi, Matteo Renzi e Sergio Mattarella, assurti al massimo potere con il benestare dei postcomunisti. «Se è vero che Renzi ha rimosso le scorie veterocomuniste – scrive Teodori – è altrettanto incontestabile che non ha tagliato i ponti con il cattocomunismo, la vera palla al piede del riformismo italiano insediato al centro del Partito democratico».

http://bit.ly/1PwMeiM

 

Cover_BoscoInteriore.inddIl bosco interiore di Leonardo Caffo
Sonda

Nella crisi in cui siamo immersi – economica, culturale e di valori – finiamo con il sentirci tutti precari e impotenti, desiderosi di fuggire da un tipo di società che ci opprime. Misurarsi con le durezze della «natura» e del «selvatico» sembra un buon viatico per recuperare sé stessi; del resto, romanzi e film ispirati a questa scelta (dal premiato Into the Wild al più recente Wild, ispirato all’esperienza di Cheryl Strayed) riscuotono interesse, accendono dibattiti e coinvolgono lettori e spettatori. Non tutti ricordano che l’ispiratore di questa scelta è stato il filosofo americano H.D. Thoreau che in Walden o la vita nei boschi raccontò i suoi due anni trascorsi in una capanna sulle rive del lago Walden, in Massachusetts. Leonardo Caffo ci mostra che, al di là del mito, Thoreau è assolutamente attuale e carico di suggestioni riguardo al senso della vita, alle relazioni umane, al lavoro, alle forme di partecipazione sociale e politica, al rispetto dell’ambiente. Nelle sue pagine il filosofo americano, già ispiratore del pensiero nonviolento di Gandhi, Martin Luther King e della Beat generation, continua a essere fonte di ispirazione per condurre diversamente le nostre vite.

http://bit.ly/1Px2MqY

 

GIALLI E THRILLER

 

L’occhio di Dio di Giulio LeoniL occhio di dio_Sovra.indd
Nord

Costantinopoli, inverno del 1605. Due uomini si guardano negli occhi, prima di salutarsi con un inchino. Il patto è sugellato.
Padova, estate del 1605. È la donna più bella e conturbante che abbia mai visto. E la più enigmatica. Come il misterioso congegno di cui è in possesso, giunto dalle Indie occidentali: l’Occhio di Dio. Usato un tempo dagli imperatori Inca per scoprire i traditori nascosti tra i cortigiani, perché in grado d’individuare anche in mezzo a una folla chi porti un’arma sotto le vesti. Per Galileo Galilei il segreto del suo funzionamento, e la donna che lo custodisce, diventeranno un’ossessione.
Palmanova, autunno del 1605. Ne ha sentito magnificare la perfezione geometrica, gli è stata descritta fin nei minimi dettagli, ma nessun disegno o elogio avrebbe potuto preparare Galileo Galilei all’ingresso a Palmanova. Autore di due trattati di architettura militare, Galileo è stato ben lieto di raggiungere il suo amico Sagredo per collaborare alla fortificazione dei bastioni di quella rivoluzionaria città, eretta in difesa del confine orientale della Serenissima.
Ma la sua mente è ancora concentrata su quell’oscuro rompicapo, l’Occhio di Dio. Certo che il suo funzionamento si fondi su un fenomeno di natura magnetica, lo scienziato è convinto altresì che possa essere usato per rilevare la presenza di masse metalliche anche a grande distanza. E vorrebbe dunque replicarlo su scala maggiore, immaginando quale incredibile strumento per la guerra sui mari potrebbe divenire. Forse addirittura l’arma decisiva contro i turchi. Ma quella che per lui è ancora solo una speculazione teorica, per altri è questione di vita o di morte: ogni mossa di Galileo, infatti, è sorvegliata, e dai personaggi più diversi. Perché a Palmanova, in modo apparentemente casuale, si sono dati convegno nobili veneziani e inviati dell’impero ottomano, avventurieri e misteriose figure che si muovono nell’ombra. Tra cui la donna che, per prima, ha lasciato intravedere a Galileo le meraviglie dell’Occhio di Dio…

http://bit.ly/1LoAZDI

 

YOUNG ADULT

 

3746-Sovra.inddInfinity Drake di John McNally
Piemme

Infinity Drake, dodici anni, è appena partito per una vacanza con lo zio, lo scienziato Al Allenby. Lungo il tragitto vengono però prelevati da militari e condotti in un bunker di massima segretezza, dove sono riuniti tutti i più importanti capi di Stato. Un’organizzazione terroristica ha appena liberato una letale arma biologica, un insetto killer, e la sopravvivenza del genere umano è appesa a un filo. L’unica speranza è che lo zio Al riesca a miniaturizzare una task force di soldati scelti. Durante l’operazione però qualcosa va storto, e Infinity si ritrova alto 9 millimetri. Seguirà i tre soldati scelti nella disperata corsa contro il tempo per localizzare la bestia, che al momento è decisamente arrabbiata e molto più grande di loro…

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Edgar e i gatti dell’ombra di Marliese Arold3837-Sovra.indd
Piemme

Londra, 19esimo secolo. Tra banchi di nebbie e carrozze, Mr. Silver, uno spietato stregone metà uomo e metà pantera, terrorizza i gatti della metropoli, trasformando i più incauti in ombre. Solo il piccolo Edgar avrà il coraggio di affrontarlo. Con l’aiuto del suo migliore amico e mentore, il gatto Algernon, e della saggia libraia Leyla, Edgar lotterà con le unghie e con i denti per mettere i bastoni tra le ruote allo stregone.

http://bit.ly/1hInKVQ

 

4838-Sovra.inddLa nostra ultima canzone di S. K. Falls
Piemme

Il più grande desiderio di Saylor è ammalarsi, solo così, pensa, chi le è accanto la noterà e le vorrà bene. Ha la Sindrome di Münchhausen, infatti, e ogni scusa è buona per entrare in contatto con germi e malattie. Così, quando il suo psichiatra le consiglia di andare a fare volontariato per i gruppi di auto-aiuto, accetta con grande entusiasmo: per ammalarsi non c’è niente di meglio che passare del tempo in ospedale. Lì Saylor conosce un gruppo di ragazzi, malati terminali, e inizia a frequentarli. Tutto si basa su un equivoco – loro pensano che anche Saylor sia molto malata – ma lei non ha alcuna intenzione di fargli cambiare idea, perché per la prima volta si sente a suo agio con dei ragazzi della sua età. Tra di loro c’è Drew, un ragazzo bellissimo, un musicista, di cui a poco a poco Saylor si innamora. A separarli c’è quella tremenda bugia, Saylor non ha davvero la sclerosi multipla, ma a unirli c’è una forza potentissima, che li spinge a credere di conoscersi da sempre.

http://bit.ly/1VWpDBa

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