Nonno Bach. La musica spiegata ai bambini – Ramin Bahrami

Titolo: Nonno Bach. La musica spiegata ai bambini
Autore: Bahrami Ramin
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Bompiani
Genere: letteratura per ragazzi
Pagine: 118
Prezzo: 10,00

“Tu chi sei?””Io sono Nonno Bach”

“Infatti hai i capelli bianchi, però sono strani” “È una parrucca”.

Questo è l’incipit, una domanda semplice e una risposta curiosa, del volumetto Nonno Bach, la musica spiegata ai bambini dell’autore Ramin Bahrami, edito da Bompiani. Lo scrittore, forse più conosciuto come musicista, vestendo i panni del grande Johann Sebastian Bach “un vecchio di trecento anni, ma ancora pieno di voglia di fare”, intreccia una conversazione con un bambino. Indossa la parrucca con i boccoli e si tramuta in Bach che racconta di sé, con un linguaggio molto semplice e comprensibile, a un nipotino d’oggi.  Del resto, ormai, fra il pianista d’origine persiana e l’iniziatore della musica moderna vi è quasi identificazione totale.

Ramin Bahrami è uno dei più talentuosi pianisti della scena internazionale. Fu costretto giovanissimo a lasciare il suo paese d’origine, l’Iran, per l’avvento del regime dell’Ayatollah e a venire in Italia dove si è diplomato al Conservatorio di Milano, per poi trasferirsi in Germania dove vive tutt’oggi. Per lui Johann Sebastian Bach è da sempre una magnifica ossessione. Ha iniziato a studiarlo da piccolissimo, a Teheran, ed oggi è il più grande interprete e conoscitore del compositore tedesco. Per Bahrami non c’è alcun dubbio: Bach è il musicista più grande di tutti i tempi. E dargli voce vuol dire farlo conoscere a tutti coloro che sono sempre stati intimiditi dalla sua apparenza troppo seria e l’hanno considerato un uomo noioso che scrisse una musica difficile. Lo scopo? Renderlo più umano. Questo libro racconta un’intervista “impossibile” in cui Bahrami/Nonno Bach risponde alle domande che gli rivolge un bambino. L’idea è bellissima e molto poetica: attraverso questo escamotage, dove Bach dal paradiso dei musicisti guarda in giù e vede un mondo che poco gli piace, l’autore svela alcune caratteristiche della personalità del musicista, molti episodi della sua biografia e tanta musica.

Bach amava la vita, il buon vino, le risate, la sua famiglia, ed era curioso ma anche irascibile. I ritratti non gli rendono onore: ce lo mostrano come un pomposo signore molto serio, mentre era un uomo innamorato della vita e delle sue gioie, sempre pronto a godersi buon cibo e buon vino. Bahrami lo racconta cedendogli la parola, dagli inizi della carriera musicale ai grandi amori alle grandi opere, per poi fargli dire la sua sui più illustri colleghi del passato, sugli interpreti più fedeli e più brillanti, sull’importanza di imparare ad ascoltare, sul posto che la musica dovrebbe occupare nella vita di tutti noi. A questo ragazzino ghiotto di conoscenza Bach parla della sua vita, quella di un compositore che fu pienamente dentro il suo tempo, ben informato su tutto quanto gli roteava attorno. E racconta cos’è la musica, quanto sia bella e quale sacrificio richieda, ma “l’esercizio fa il maestro” dice.

Questo libro scritto con una valenza didattica per insegnare ai ragazzini in realtà è adatto a tutti. Il più grande compositore di tutti i tempi viene scomodato per fare il nonno di un’umanità malata. Il bambino è metafora dell’uomo moderno, schiavo del virtuale, incapace di rapportarsi con la bellezza. Bach denuncia i nostri tempi, con le persone che si rifugiano nelle chat, eliminando ogni tipo di contatto. Confessa al bambino che gli fa domande che non è affatto contento di quello che vede perché nel mondo c’è egoismo, odio e calcolo. Quella di cui lui parla e di cui ha paura è una crisi umana dove i giovani sono sempre più soli per via della tecnologia. Sa che esiste Facebook che si diverte a chiamare FaceBach, ma consiglia di non abusarne perché ciò toglie il tempo del dialogare.  L’intento principale è, in ogni caso, far capire che la musica di Bach è un dono. Chi ne ha la capacità può suonarla e chi ha la sfortuna di non saper suonare può comunque ascoltarla. È una musica per tutti, anche per i bambini.

Infine, un messaggio molto attuale lanciato da queste pagine sta nel fatto che nelle sue Suite Bach è riuscito a mettere insieme l’Europa, quando ancora ciascun popolo era gelosissimo del proprio orticello: “L’ allemanda era una danza tedesca, la giga era inglese, la corrente era italiana, la sarabanda veniva dal mondo spagnolo e arabo. Ognuno le interpretava a suo modo, ma erano le stesse musiche, le stesse danze, e le amavano tutti, tedeschi, francesi, italiani. Quando le danzavano e quando le ascoltavano. Era come se esistesse un Parlamento musicale europeo in nome della bellezza”(pag.64). In conclusione “La grande musica è un colloquio, qualcosa che unisce le persone, le fa parlare tra loro”. Musica come metafora di una società ben funzionante. Dunque, benché non abbia mai sbandierato proclami, è stato un vero rivoluzionario. Forse oggi più che mai avremmo bisogno di un Bach…

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