Nessuno può portarti un fiore – Pino Cacucci

Titolo: Nessuno può portarti un fiore
Autore: Cacucci Pino
Genere: Raccolta di racconti
Pagine: 205
Prezzo: 14.00 €

 

Il libro si è aggiudicato il Premio Chiara 2012, Premio che valorizza la forma narrativa del racconto breve, privilegiata dallo scrittore luinese Piero Chiara a cui è dedicata l’Associazione Amici di Piero Chiara, ideatrice del Premio di cui sopra.

“Cerco un’ora sola di furibonda anarchia e per quell’ora darei tutti i miei sogni, tutti i miei amori, tutta la mia vita”

Pino Cacucci torna sugli scaffali con una raccolta di racconti, 7 ritratti di 7 personaggi misconosciuti e dimenticati che hanno lasciato il loro segno, 7 ribelli che hanno sempre lottato per i propri ideali e per la libertà propria e degli altri.

Antonieta Rivas Mercado, viso angelico scolpito nella statua del Ángel de la Independencia a Città del Messico, donna di grande cultura e di forti passioni, lavorò molto a sostegno della cultura nel suo paese, il Messico. Sylvia Ageloff, segretaria e amica di Lev Davidovič Bronštejn, meglio conosciuto come Lev Tročkij, ingannata da un amore che voleva solo usarla per arrivare ad uccidere un personaggio scomodo al regime. Edera, bella, forte, contadina “che lingua avevi, Edera. Tutta suo padre, diceva tua madre. Perché intanto il babbo collezionava bastonature dai fascisti.” Sposò la causa della lotta partigiana “Non basta nascondersi” dicevi, “occorre liberarlo questo disgraziato paese”. Finì in carcere e poi davanti alla muraglia della Certosa dove non rinunciò mai alla dignità e guardò in faccia i suoi esecutori. Louis Chabas, detto Lulù, francese di nascita, che combatté nelle Langhe contro la povertà e per la libertà, personaggio amante dei travestimenti che non si piegò mai agli schemi prestabiliti, fossero dettati dalla società o dai ribelli partigiani. Horst Fantazzini, bandito buono, rapinava le banche per sfamare la propria famiglia, fu rinchiuso più volte in carcere, da cui tentò di evadere altrettante volte. La pena da scontare che gli fu inflitta dalla giustizia italiana era più lunga di quella riservata agli assassini, anche l’opinione pubblica a un certo punto si mobilitò per lui ma “solo la morte è riuscita a liberarlo dalla giustizia italiana”. Il ciclista con la pistola, Sante Pollastro, bandito ligure, ricercato, che con la sua banda rubava ai ricchi per dare ai poveri. L’ultimo ritratto è quello di Clément Duval, anarchico francese, teorico della lotta di classe per tentare di cambiare la condizione di schiavitù di operai e lavoratori. Fu imprigionato alle isole della Salute dove le condizioni in cui fu costretto a vivere erano tutt’altro che salutari.

Pagine che parlano di personaggi lontani, ma forse neanche troppo, calate in un oggi in crisi, dalla crisi economica (“se hai una pistola puoi rapinare una banca, ma se hai una banca puoi rapinare tutti” Bill Maher), a quella dei valori, a quella della giustizia. Cacucci, attraverso questi 7 personaggi, ci parla un po’ di noi, di quello che oggi manca, di quello che, oggi come allora, non funziona e andrebbe cambiato. In coda ai racconti un’interessante nota dell’autore sui personaggi.

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