Nella Tana del Serpente- Michele Navarra

Titolo: Nella Tana del Serpente
Autore: michele navarra
Data di pubbl.: 2021
Casa Editrice: Fazi editore
Genere: legal thriller, thriller
Pagine: 300
Prezzo: 16.00

Roma è una città caotica e multiculturale con un passato ingombrante e un presente incerto che oscilla tra la luce e l’ombra. Questa strana dicotomia si ritrova anche in alcuni suoi quartieri più poveri, come quello di Corviale. Un grosso palazzone, costruito con le migliori intenzioni per ridare dignità alla classe popolare e finito per ospitare al suo interno non sempre persone oneste.

Elia Desideri vive a Corviale da molto tempo. Credeva in quell’opera, credeva nella sua città e nella vita prima che il destino beffardo gli sottraesse ogni cosa. Ora si ritrova da solo a crescere due figli difficili mentre la città e il suo quartiere diventano sempre meno familiari e sempre più popolati da stranieri, come i Bayazid suoi vicini di casa e di negozio che, secondo Elia, con la loro presenza rovinano il decoro del quartiere e aumentano il degrado e la criminalità.

Un giorno le grandi tensioni tra Desideri e Bayazid trovano il loro culmine in un litigio tra Nadir e Saverio. Quando il secondo ha la peggio nella rissa, Desideri decide che è ora di finirla con quella storia. Poco dopo, Nadir viene trovato morto.

Tutto fa presupporre che Elia Desideri sia riuscito nel suo intento di annegare nel sangue l’onta subita. Ma lui si dichiara estraneo ai fatti.

Alessandro Gordiani, avvocato difensore chiamato a tutelare Elia Desideri, non è propriamente convinto dell’iinocenza del suo cliente ma nemmeno della sua colpevolezza. Il processo si avvicina e Gordiani dovrà riuscire a dimostrare l’innocenza del suo cliente proprio mentre una cupa ondata di violenza si appresta a manifestarsi per il quartiere di Corviale.

Quando ho terminato “Nella Tana del Serpente” c’era qualcosa di poco chiaro in me. Non avevo capito il libro? Navarra è un maestro del giallo, mi ha fatto ballare alla ricerca del colpevole per tutte le pagine e solo nel finale è riuscito a dirmi “ci hai provato. Il vero colpevole è qualcun altro” e io ho apprezzato questo suo “tenermi sulle spine”, questo coinvolgermi con passione nella storia, ma cosa non riuscivo a inquadrare di questo thriller?

Mi sono posto e riposto questa domanda più volte. E tutte le volte mi tornava alla mente, per qualche strana ragione, l’immagine del filosofo Socrate.

Come Socrate aveva questo grande impulso a cercare la verità e a spingere i suoi discepoli/lettori a cercare dentro di sé le risposte, così Navarra riesce a stimolare in noi delle domande interessanti, mascherandole con una storia perfettamente ben scritta (vi basta leggere per giudicare se sbaglio).

Andando oltre l’indagine per omicidio, Navarra ci spinge a riflettere su cosa sia la verità, su cosa sia l’innocenza e quanto queste due idee siano fragili e labili. Ogni storia, sembra dirci Navarra, ha più facce e più aspetti ed è facile puntare il dito e cercare un colpevole da mettere sulla graticola dietro l’onda del furor di popolo, sempre alla ricerca di un colpevole da stigmatizzare. Rimane più difficile rimanere umani e riuscire a crescere, prendersi delle responsabilità e non cercare scuse di comodo “fuori” quando il male è “dentro”, facendo quasi un biblico richiamo al detto “non togliere la pagliuzza nell’occhio altrui quando nel tuo hai una trave”.

Come gli antichi pedagogisti scrivevano romanzi per presentare il loro pensiero, così Navarra (che è estremamente pedagogico oltre che fine letterato) con uno stile incalzante e vibrante maschera un pensiero estremamente umano e profondo dietro la sua storia.

Splendidi sono stati anche i richiami letterari presenti. Navarra, forse inconsapevolmente, rivisita la storia di Romeo e Giulietta in una chiave più cupa e gotica, ricca di sangue e passione, intensa e ripresentata in modo eccellente.

Non si riesce a smettere di leggere i libri di Michele Navarra. Sono spunto continuo di bellezza e di riflessione e in ogni pagina l’autore si dimostra un fine conoscitore dell’animo umano e delle sue contraddizioni.

Una lettura intensamente piacevole che sento di consigliare anche a insegnanti e ragazzi perchè attraverso le pagine di questo romanzo si possono trovare molti spunti (mai banali) per riflessioni estremamente didattiche. Il tutto presentato in modo estremamente piacevole.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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