>Nel nome del tuo sangue – Jacques Expert

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Longanesi editore
Prezzo di copertina: 16,00 €

La fascia che avvolge il romanzo riporta la seguente scritta: 


“Il romanzo che ha suscitato grande scalpore in Francia”

E uno si chiede, un romanzo… scalpore? mah… sarà un’altra delle trovate pubblicitarie adottate per vendere di più! 
Ora che ho finito di leggerlo, posso perfettamente capire il senso di quelle parole, e non solo… le sottoscrivo pienamente! 
Questo infatti non è un romanzo come gli altri… è un romanzo che scuote! 

Siamo in Francia, una sera un manager rientra a casa dal lavoro, dopo aver bevuto qualche bicchierino di troppo con gli amici e, in preda agli effetti dell’alcool, stenta quasi a rendersi conto che la sua macchina urta qualcosa… una bicicletta rossa guidata da un bambino. Sicuro di ciò che sta facendo, l’autista dell’auto decide di non fermarsi e proseguire, come se nulla fosse accaduto, verso la sua abitazione. Verrà presto a scoprire che la vittima dell’incidente è  morta ed è il figlio di un dipendente della sua azienda. 

Romanzo narrato da più punti di vista: Jean Pierre, Christine, moglie dell’autista, Antonio, padre del bambino, e Sylvia, la madre. Ognuno attraverso i suoi occhi ci rende partecipi dei ragionamenti, delle scelte, dei pensieri, dei sentimenti e degli stati d’animo che prova: la codardia di un uomo che investe un bambino e fugge, l’isteria di una donna che sospetta e sopporta fino al limite, il dolore di un padre e di una madre che cercano nella vendetta l’unica consolazione causata dal dolore della perdita peggiore che si possa provare.

“Stasera ucciderò l’assassino di mio figlio” 

La cosa che probabilmente scuote e sensibilizza di più è il susseguirsi dei pensieri di un “pirata della strada” convinto di aver fatto la scelta giusta nel darsi alla fuga:

“Ho fatto la cosa giusta. Sono contento di non essermi fermato dopo l’incidente. 
Se l’avessi fatto a quest’ora non sarei di sicuro tranquillo nel mio letto.” 

Questo romanzo fa davvero scalpore e soprattutto… fa riflettere!




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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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