Milano o Torino per il prossimo Salone del Libro?

Milan o Juventus? Duomo o Mole Antonelliana? Palazzo Reale di Milano o quello di Torino? Secondo voi una città vale l’altra? Scherzi a parte, il dibattito di questi giorni vira su un fulcro ben preciso, e Milano e Torino ne sono le protagoniste assolute. Il dubbio riguarda la prossima edizione del salone del libro, che storicamente viene ospitato dal capoluogo Piemontese, ma che quest’anni ha ricevuto una interessante proposta dalla sempre più attiva Fiera Milano, che ormai, in ambito culturale si sta creando un ampio portfolio. Già sul pezzo con  Miart, la fiera di arte contemporanea, ed il Salone del Mobile, iniziare un 2017 con un trofeo del calibro del Salone del libro non sarebbe male. Ma per ora le opinioni sono contrastanti, e di chiaro non c’è nulla: gli editori si dichiarano disponibili a considerare qualsiasi offerta, mente i vertici politici rimangono fermi e tassativi rispetto alle loro posizioni: «nonostante le recenti problematiche finanziarie il Salone non ha mai registrato difficoltà nel numero dei visitatori e nella soddisfazione della grande maggioranza degli editori presenti», commenta Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo. Un nuovo Salone a Milano, quindi,  non è nemmeno da considerare ma propensi lo sono,  «a ogni suggerimento che abbia il fine di rendere ancora più forte, conosciuto e internazionale» la fiera già esistente.

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