Mia madre mi ha abortita quando avevo 56 anni – Giorgio Mameli

Titolo: Mia madre mi ha abortita quando avevo 56 anni
Autore: Giorgio Mameli
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Giraldi Editore
Genere: Narrativa
Pagine: 176
Prezzo: 12 €

La mamma è sempre la mamma, dice un antico adagio, ma nel romanzo di Mameli, la figura più dolce e paradisiaca dell’Universo viene dipinta come una strega. Non sono rari i casi del genere, ne leggiamo un po’ ovunque, ma sostenere tutto ciò per 176 pagine diventa davvero impensabile. Eppure, in questo romanzo tutt’altro che scontato, l’autore è riuscito a creare una storia tesa sulla quale il lettore lotta per mantenersi in equilibrio. È come leggere un libro di Thomas Bernhard, gigante della letteratura mondiale, che attraverso i suoi versi infiniti riesce sempre a legare il lettore tra assurda crudeltà e ironia. Ironia come via di fuga, questo fa Mameli.

La trama è molto semplice. Isa è una madre-mostro che racconta alla figlia, Ella, tutta la storia della sua vita e, soprattutto, le rivela anche dei particolari scabrosi, ossia, essere una figlia odiata, non voluta, partorita contro la sua volontà e di cui non vedeva l’ora di sbarazzarsi. Una confessione cruenta, ricca di elementi raccapriccianti, che viene proferita mentre Ella è in un letto di ospedale, in coma. Ad ascoltare queste parole un medico, che incarna il ruolo del narratore, e il quale racconta tutto a un collega.

Non c’è pietà nelle parole di Isa, ma solo livore e dannazione. Sua figlia sarebbe stata colpevole di averle rovinato la vita. Lei, che aveva fatto di tutto per fuggire da un piccolo paese di provincia per godere a pieno delle mille opportunità che poteva offrire Milano. Lei, che aveva sposato un uomo solo per andar via da una società antica e gretta. Lei, che voleva solo vivere di un piacere edonistico. Tutti i suoi piani sono stati sconvolti a soli ventiquattro anni con l’arrivo della figlia. Ed eccoci a Ella. Mai il nome di un personaggio è stato così azzeccato, visto che richiama la terza persona singolare femminile con cui indichiamo qualcosa di avulso dalla nostra coscienza. Ella vegeta nel suo coma; sembra assente, eppure, reagisce a modo suo. Deve sorbirsi una rivelazione crudele, molesta, con particolari che faranno arrabbiare il lettore.

Non è facile scrivere un libro del genere, si può facilmente cadere nel grottesco, si rischia di scandalizzare banalmente il lettore. Pertanto, un plauso va sicuramente a Mameli che ha saputo intavolare un romanzo interessante, forte e mai scontato.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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