Ma forse un dio – Alberto Cavanna

Titolo: Ma forse un dio
Autore: Cavanna Alberto
Casa Editrice: Cairo publishing
Genere: Romanzo
Pagine: 252
Prezzo: 14,00

Alberto Cavanna, scrittore ligure che vive e lavora nella bassa Val di Vara,  è autore per Cairo del romanzo Ma forse un dio. La sua storia, di speranza, racconta la vita travagliata di due giovani nel periodo dell’Era Fascista.

I protagonisti, Ettore Sbarra e Anna Della Seta, sono due giovani molto distanti fra loro e l’autore racconta le rispettive storie alternando le vicende dell’uno e dell’altra. La narrazione è ambientata nel tragico periodo storico dell’Italia del fascismo e delle leggi razziali. A raccontarcelo le voci popolari e anche dialettali di famiglie comuni. La Lunigiana e la città di La Spezia il luogo dove crescono. Ettore è figlio di contadini analfabeti, quarto di sette figli, avviato dal padre al lavoro della terra e dell’allevamento. 1933, anno undicesimo dell’Era Fascista: Ettore è un giovane Balilla. Scoppiata la guerra il ragazzo si arruola nella Milizia con l’unico desiderio di andare a combattere, lasciare i campi, vincere e finalmente trovare la propria strada. Anna è figlia di ebrei emiliani trasferiti in La Spezia perché il padre trova un lavoro nelle fabbriche di armi. La ragazza vive la perdita della dignità della sua gente e deve fare i conti con le leggi razziali. Le due figure sembrano vivere situazioni così diverse eppure i loro destini si sfiorano un attimo dopo l’8 settembre, ma gli eventi li allontanano: Ettore entra nella Decima Mas e Anna è deportata ad Auschwitz. Cavanna avvicenda ora i fatti di Ettore ora la vita di Anna e i due destini scorrono paralleli senza mai incontrarsi. Ma forse un Dio è un libro che risulta anch’esso idealmente diviso in due parti: la prima mette in evidenza i due contesti sociali e familiari, la seconda si addentra in profondità nel loro vissuto e traccia una linea che si capisce porterà i due giovani ad un punto d’incontro.

Nel 1946, ormai  passati i momenti più tragici della guerra, le vite di Ettore e Anna si toccano di nuovo nel porto di La Spezia, entrambi con un passato da dimenticare e il desiderio di andare lontano da tutto quello che li aveva segnati. Nessuno dei due vuole ricordare gli orrori vissuti, né lui che ne è stato autore né lei vittima. Lasciando il loro mondo, i ricordi e il passato alle spalle fanno una scelta precisa, solo così potranno dimenticare il Male. E proprio il dolore che hanno provato sarà il loro antidoto. Questa è la parte più coinvolgente del romanzo. La lettura, pur di una storia drammatica, scorre veloce e il lettore capisce che le vite dei due giovani dovranno prima o poi incontrarsi e attende con ansia questo momento.

Exodus è il nome dato all’operazione che porterà verso un nuovo inizio i sopravvissuti alla follia nazista. La città ligure di La Spezia, passata alla storia con il nome di Porta di Sion, fu il centro nevralgico di questa impresa. Ettore e Anna da lì iniziarono il loro viaggio di speranza.

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