L’uomo del treno – Fabrizio Altieri

Titolo: L'uomo del treno
Autore: Fabrizio Altieri
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: Battello a vapore
Genere: Romanzo per ragazzi
Pagine: 303
Prezzo: 15,00 euro

I ragazzi sono i principali destinatari della Giornata della Memoria: a loro sono indirizzate iniziative e azioni volte a non dimenticare e a far sì che una tragedia di questa portata non possa più ripetersi. Ben vengano quindi nuovi testi, con storie raccontate oggi, ma ambientate in quel passato doloroso, soprattutto se scritte con passione e autenticità. E’ ciò che accade con il romanzo di Fabrizio Altieri, che si sviluppa attorno a un gruppo di operai, persone semplici che nella loro quotidiana routine vedono passare sempre più spesso strani convogli. Piano piano cominciano a comprendere che questi treni non portano prigionieri, ma persone comuni, donne e bambini e se ne chiedono il motivo. Il treno è uno dei simboli più forti della Shoah: erano le vie ferrate a trasportare il tragico destino di vite stipate su carri bestiame. E questi uomini se ne accorgono vedendo gli occhi che guardano fuori dalle feritoie, occhi che non hanno età, ma solo sgomento e dolore e soprattutto vedono lei, scappata da un vagone:

“Avrà avuto cinque anni. Io ero il più vicino e la vidi bene, aveva scarpe e un vestito rosa. Era vestita come se fosse un giorno di festa. Però era sporca come se avesse giocato nel fango tutto il giorno. Poi notai quella stella gialla appiccicata sul vestito (…). I tedeschi si accorsero di cosa era successo, arrivò di corsa un soldato e puntò il mitra sulla madre e sulla bambina urlando qualcosa.  Non avevo mai visto puntare il mitra su una bambina di cinque anni. Che male poteva fare a un soldato con il mitra una bambina con il vestito rosa? (pag.48)”

L’Orso è il titolare di una falegnameria in cui lavora Giuliana, una giovane contabile. Inspiegabilmente le chiede di fare delle foto a quei treni e lei obbedisce, non senza incuriosirsi, anche perché i conti non quadrano: c’è qualcosa di strano che riguarda la fornitura del legname. Viene quindi a scoprire che il datore di lavoro con i suoi operai vuole costruire un finto vagone da sostituire a uno del treno che transiterà prossimamente per poter liberarne delle persone.

Il piano viene attuato, ma sul vagone recuperato trovano solo Andrea, un uomo che non voleva essere salvato, perché cercava di raggiungere la sua famiglia deportata dal Ghetto di Roma. Ha sempre con sé una misteriosa valigia, che fa nascere dubbi e sospetti…

Intano lo scambio del vagone non è passato inosservato e la storia si complica intrecciando sempre di più le vicende dei protagonisti. La trama è coinvolgente e ben scritta, certamente adatta ai giovani lettori, ma molto piacevole anche per gli adulti. La speranza è che per loro non rimanga solo una vicenda appassionante, ma ne possano cogliere ed approfondire gli aspetti storici e umani. Troveranno infatti spunti nelle note dell’autore, che fanno riferimento alla storia vera da cui è nata l’ispirazione per questo libro.

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Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

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