Lo specchio del male – Davide Simon Mazzoli

Titolo: Lo specchio del male
Autore: Mazzoli Davide Simon
Data di pubbl.: 2012
Casa Editrice: TRE60
Genere: Giallo & Thriller
Pagine: 416
Prezzo: 9.90
INTERVISTA ALL'AUTORE

TRE60, il nuovo marchio del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, esordisce con un thriller psicologico particolare, diverso. Mazzoli adotta uno stile di scrittura innovativo, realizzato attraverso frasi molto corte e variazioni di posizione, grandezza e tipologia del testo utilizzato,  in grado di creare una coinvolgente e, inizialmente spiazzante, esperienza visiva e di lettura. La descrizione del pensiero e del contrapposto agire del protagonista sono spettacolari, ricavate attraverso un linguaggio diretto e ostentatamente volgare. Il personaggio principale è Orazio De Curtis, scrittore di grande fama giunta grazie ad un libro capolavoro narrante le vicende di sé stesso, cioè quelle di un uomo rimasto coinvolto in un grave incidente d’auto e scampato alla morte per miracolo. E per saldare il suo debito con essa ci ha rimesso due dita, un occhio e una gamba, ora malferma. Dopo essersi ripreso dovrà continuare la sua carriera di scrittore, incontrando parecchie difficoltà. Inoltre un suo poco innocente passatempo lo catapulterà in un incubo che, con il passare delle pagine, diverrà di dimensioni ingestibili, arrivando nel finale a sconvolgere sia lui che il lettore.

“Tutti abbiamo un mostro dentro di noi, e solamente gli stupidi hanno la sconsideratezza di lasciarlo girare libero per il mondo.”

A mio parere l’autore, oltre a creare una storia intrigante dal ritmo incalzante nel finale e coinvolgente grazie al tipo di scrittura che adotta, sfrutta il suo personaggio per attaccare la società moderna, creando una figura perfetta per lo scopo: uno scrittore irriverente senza peli sulla lingua.

”E invece no! Andiamo su Marte a cercare gli alieni, creiamo la vita nei laboratori, costruiamo computer in grado di pensare, ma non sappiamo ancora riconoscere noi stessi come un unico gruppo omogeneo. Siamo nel duemila ma ancora parliamo di noi, dei negri, dei froci e di altre mille categorie sociali. Ogni giorno creiamo nuovi ostacoli comunicativi e solidi limiti culturali. Limiti che non ci permettono di progredire, limiti che ci tengono qui, incatenati in questa realtà grigia e indefinita.”

In sostanza un libro che all’inizio lascia stupiti e perplessi, che si impara pian piano a conoscere e apprezzare arrivando quasi a porre, nella parte centrale, la storia in secondo piano, storia che si riprenderà prepotentemente la scena e l’attenzione del lettore, portandolo ad una conclusione che in un modo o nell’altro lo farà riflettere.

“In questo mondo che invento nel silenzio svanisco”

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