L’inverno si era sbagliato – Louisa Young

Titolo: L'inverno si era sbagliato
Autore: Young Louisa
Casa Editrice: Garzanti editore
Genere: Narrativa
Pagine: 380
Prezzo: 18,60

 

 
Andò nell’ufficio accanto per compilare i moduli. Nome, indirizzo, parenti più stretti, data di nascita, altezzo e peso, occhi capelli carnagione. Paga: metà a mamma e papà. Reggimento: non ne aveva idea… Lunghezza della ferma: un anno o durata della guerra. Durata della guerra, naturalmente. Non voleva passare un anno intero sotto le armi”.

Doveva essere una guerra-lampo, doveva servire a dimostrare di essere un uomo e rendere orgogliosa Nadine, e magari convincere una volta per tutte anche la famiglia di lei che poteva meritarla: ma l’inverno si era sbagliato, e Riley Purefoy non lo sapeva e se ne accorse troppo tardi, quando ormai per lui la quotidianità aveva assunto l’aspetto del sangue mescolato al fango delle trincee.
Può una storia d’amore raccontare la Storia con la “s” maiuscola? “L’inverno si era sbagliato” di Louisa Young sembra dimostrare di sì, anzi azzarda di più: prova a raccontare la Storia attraverso tante storie d’amore. L’amore dei soldati spediti nelle trincee della Grande Guerra per le fidanzate o le mogli rimaste a casa; l’amore delle giovani donne coraggiose che scelsero di impegnarsi in prima linea come infermiere per aiutare i feriti di guerra; l’amore ritrovato per la vita di chi ha visto la morte in faccia, di chi ha attraversato l’inferno e ne è uscito forse sano in corpo ma devastato nell’anima.

Riley è un giovane studente d’arte, a cui la vita ha regalato Nadine, bella, indomita e purtroppo per Riley di rango elevato. Si conoscono da bambini in cima ad un castano nei giardini di Kensington a Londra poco prima del Natale del 1907, e diventano grandi insieme frequentando le lezioni di disegno di Sir Alfred, mentre in loro accresce ogni giorno il piacere di godere della reciproca compagnia: ma nel 1914 arriva la Grande Guerra, e all’improvviso non c’è più tempo per dipingere, per ridere insieme di qualcosa che sanno solo loro, per sognare. C’è tempo solo per sparare sul nemico e pensare a riportare a casa la pelle.
Mentre per chi è rimasto a casa il tempo della guerra scorre in modo diverso, tra le notizie dei giornali e le conversazioni da salotto, e la necessità di aggrapparsi a qualcosa che mitighi l’attesa di chi è partito al fronte e non si sa se e quando tornerà: Julia si aggrappa al suo violoncello, che accorda tutte le mattine dopo aver sprimacciato tutti i cuscini di casa ed aver indossato il suo abito più elegante, sicura che a Peter farà piacere trovare della musica ad accoglierlo al suo ritorno. E quando diventa chiaro che la guerra-lampo sarà invece un conflitto lungo e interminabile, si abbandona con tutta se stessa alla missione di mantenersi bella e giovane per suo marito, smarrendosi così in un labirinto di interventi chirurgici e trattamenti estetici estremi.
Infine c’è Rose, sorella di Julia, impegnata sin dall’inizio della guerra come infermiera per combattere le ferite da granata insieme ai suoi fantasmi personali: non essendo dotata di particolare bellezza per lei non è previsto nessun matrimonio, ma a Rose va bene così, e si dedica anima e corpo a sostenere i soldati in convalescenza dopo averli visti subire interventi chirurgici innovativi per ridare loro pezzi di corpo strappati via dalle granate. 

Tre donne incredibili nella loro tenacia, legate da un filo invisibile che le riunisce sotto lo stesso tetto la vigilia di Natale del 1918, in uno splendido ultimo capitolo che ricongiunge col mondo i protagonisti, mentre il silenzio cala, finalmente, sui campi di battaglia.

La citazione:

Bisogna avere coraggio per affrontare i grandi problemi, pazienza per i piccoli e quando hai fatto il tuo dovere dormi beato e sta’ su col morale…”
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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, giornalista pubblicista, da sempre grande lettrice: a sei anni prima ancora di andare a scuola grazie alla nonna sapevo già leggere e scrivere, a 8 anni ho scritto il mio primo racconto su un mago che perde il suo libro di incantesimi. Spero un giorno di vedere sugli scaffali il mio libro, nel frattempo cerco di imparare dagli altri il più possibile e spero di consigliare i nostri lettori condividendo con loro le mie sensazioni.

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