L’innocenza di Tommasina – Caterina Emili

Titolo: L'innocenza di Tommasina
Autore: Emili Caterina
Casa Editrice: E/O Editore
Genere: Romanzo
Pagine: 138
Prezzo: 14,00

Il calore e i profumi del Sud Italia nel libro L’innocenza di Tommasina di Caterina Emili, nell’edizione E/O, è una lettura che avvolge e tiene incollati fino all’ultima pagina. L’autrice prende per mano il lettore e lo accompagna nel Salento, terra bellissima, e qui tratteggia con imbarazzante bravura la società.

Il libro racconta una tortuosa vicenda che affascina. Violenze e vendette personali generano una lettura che si incunea tra il giallo e il noir con risvolti di commedia. Un’indagine su un suicidio (o forse presunto omicidio) porta allo scoperto una verità sepolta di cui l’intero paese in realtà era a conoscenza. Tommasina, giovane donna pugliese, viene trovata impiccata. Una zia della ragazza, Cesara, palesa forti dubbi e incarica Vittore “una vita precaria e inconsistente, leggera e provvisoria”di risolvere il mistero. L’uomo che ha origini umbre e un passato misterioso ora si trascina in una nuova vita pugliese e con il suo furgone si sposta per l’Italia a vendere i prodotti di questa terra. Anche Tommasina aveva lasciato il suo paese in Puglia, prima per Torino dove ha studiato da infermiera e poi per Perugia dove ha vissuto per un periodo. Così Vittore, che gira la penisola, potrebbe riuscire a completare un puzzle che ha ancora alcune tessere da ricomporre.

L’intrigo è semplice, la trama è ben delineata, e l’opera ci regala uno spaccato di vita schietto e genuino, ci si sente a casa nel piccolo paesino di Ceglie e i personaggi sono così autentici che assumono la connotazione di nostri famigliari. Non si dimenticano facilmente. Pochi frammenti ricostruiscono la personalità di Tommasina “con gli occhi bassi, cresciuta senza madre, con un padre sempre ubriaco”, ragazza timida e studiosa, dalla corporatura minuta e dalle smisurate poppe, era partita per il nord Italia per diplomarsi infermiera; tornata a Ceglie in preda alla depressione, in seguito all’omicidio di un’amica, si è impiccata nella casa della zia. La scelta estrema di una donna ferita da lettere anonime e dai pettegolezzi del paesino di provincia dove è nata. E non si può dimenticare Cesara, questa zia “gigantessa messapica” le cui più grandi passioni sono il turpiloquio e la cucina. La donna ci consegna ricette dal sapore antico vestite dal dialetto salentino musicale e colorito. E proprio un punto di forza di quest’opera è l’inserimento dialettale, non sempre di facile comprensione, ma con note di traduzione a fondo pagina, che permettono al lettore di godere dell’autenticità popolare dei protagonisti. E altre voci del sud sono Maria, la moglie del miglior amico di Vittore,  e la silenziosa Lena, la sua donna che in passato fu la migliore amica di Tommasina. Tutte donne depositarie di segreti inconfessabili, incomprensibili nei loro silenzi e negli sguardi, figure popolari femminili dalle tinte forti e dal carattere deciso.

Ne L’innocenza di Tommasina succede di tutto: la violenza, la solitudine, il buio… e al di sopra di ogni cosa lo sguardo acuto di Caterina Emili riesce a tratteggiare in forma piacevole e accattivante – anche se in maniera brusca e volgare – lo scenario di un paese della Valle d’Itria. Ad infittire il mistero le vite di Mario, del Professore e del Taranta, le voci maschili della Puglia che l’autrice ha affiancato a Vittore. Tutti frequentatori abituali del bar (tassativamente uomini) con le loro chiacchiere e la loro abitudine ad attraversare la piazza su una linea immaginaria, su e giù come i pesci rossi.

Un romanzo insolito che appassiona, un’atmosfera affascinante che rivisita il Sud mostrandone i lati oscuri. L’innocenza di Tommasina  è un libro davvero consigliato.

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