“L’indice dei libri proibiti” in Cina: la censura ideologica che riguarda i testi occidentali

inquisizione-cinese-670x274In Cina non sono nuovi a questo genere di cose, ma la notizia che arriva in questi giorni da Pechino, ci riporta alla memoria momenti storici appartenenti ad oscure epoche del nostro passato.  La censura, non è certamente un’arma nuova per le autorità comuniste Cinesi, questa volta l’obiettivo è l’eliminazione dei valori occidentali. La spaventosa idea, è quella di mettere al bando,  tutti quei testi ritenuti minacciosi dal Celeste impero, terrorizzato da ciò che le giovani menti del loro paese, possono apprendere da certe letture, per il momento ancora presenti in molte università Cinesi. A capo di questa operazione censoria, il ministro dell’istruzione Yuan Guiren, che, in perfetta armonia con la campagna ideologica portata avanti dal presidente Xi Jinping , vede come un pericolo per la cultura e le tradizioni Cinesi, la trasmissione di valori Occidentali. Queste le parole del ministro, durante un simposio davanti ai rettori delle maggiori università di Pechino, riguardo al tema:  «devono essere banditi discorsi di ogni sorta che possano recare imbarazzo e vergogna ai leader del partito e al socialismo» Nel mondo globalizzato in cui noi tutti viviamo, sembra inverosimile che esistono ancora situazioni di persuasione intellettuale di questo tipo, ancor più se parliamo di una Nazione comunque sviluppata e ricca, come la Cina. Il processo di censura, che prevede una redazione di un’indice dei” libri proibiti”, è cominciato un mese fa circa, e, come detto, prevede un rafforzamento negli insegnamenti Marxisti e Socialisti in tutti gli atenei del paese. Questa decisione, non può che essere vista come una contraddizione, poiché di fatto Marx è un’intellettuale Europeo, proveniente da un ambiente e da un’educazione che in teoria dovrebbero stonare con le tradizioni asiatiche. In realtà, come è evidente, la battaglia portata avanti dal governo Cinese è puramente ideologica, non c’entrano nulla le divulgazioni fatte da pensatori occidentali in quanto tali. La cosa che spaventa è che i giovani, ovvero la società di domani, si affezioni a ideologie o forme di governo differenti dal comunismo, più simili quindi alle democrazie Europee o Americane. Questa campagna, spacciata come una lotta per la salvaguardia dell’identità cinese, non è che una farsa, per mantenere ancor più saldi interessi economici nelle mani di pochi. Va ricordato infine, che la diffusione, il confronto e la libera circolazione dei pensieri sono e saranno sempre un arricchimento, la storia ci ha già dimostrato, che con le inquisizioni e coi Torquemada nulla può migliorare,.

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