Libro bandito in India. L’autrice “Preoccupata per la libertà di stampa”

L’Italia ha i suoi grattacapi nei confronti dell’india per via della vicenda dei Marò, ma anche il mondo dell’editoria ha i suoi problemi con lo stato asiatico.

Wendy Doniger, scrittrice newyorkese celebre e controversa studiosa dell’induismo, ha pubblicato nel 2010 il saggio The Hindus: An alternative History, ora messo al bando e non più reperibile in nessuna libreria dello stato indiano. Il testo che da una moderna reinterpretazione di testi sacri e tradizioni religiose indù è stato aspramente criticato, l’editore Penguin ha subito pesanti minacce da gruppi fondamentalisti tanto da essere obbligato a ritirarne il commercio.

Il provvedimento della casa editrice britannica è stato il capitolo finale di una querelle giudiziaria nata quattro anni fa in seguito ad una denuncia da parte del gruppo indù Shiksha Bachao Andolan, in cui l’opera veniva accusata di aver violato il codice penale indiano.

La decisione presa ha inevitabilmente fatto partire un domino di reazioni di sdegno da parte di molti autori. La stessa Doniger ha manifestato tutta la sua rabbia e delusione, asserendo di essere profondamente preoccupata per quanto sta accadendo in India di lesivo per la libertà di parola e per il costante peggioramento del clima politico. Di contro Prakash Sharma, portavoce dell’organizzazione estremista Vishva Hindu Parishad (VHP), promotrice di atti terroristici contro letterati e artisti che distorcerebbero l’immagine della religione indù, ha affermato “Combatteremo ogni cattivo esempio, non tralasceremo nulla che contrasti contro i nostri costumi, la nostra religione e la nostra nazione”.

La Penguin dichiara ufficialmente che il ritiro del saggio in tutte le librerie indiane, attraverso un accordo extra-giudiziario, è stato fatto nel rispetto delle leggi indiane e nell’interesse di proteggere i propri lavoratori da ogni possibile minaccia.

Fonte  GDL

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