Libri e nuove fruizioni. La webserie “Patologia: libraio”

IMG_5096[1]La serata Book to the Future si conclude con un momento importante questo venerdì di Salone del Libro: la presentazione della webserie ‘’Patologia:libraio’’. Tutta incentrata sulla figura dei due librai protagonisti Luca (Stefano Vona Bianchini) e Matteo (Franco Valeriano Solfiti) e sul mondo del libro è stata realizzata dal celebre regista Duccio Forzano e scritta insieme a Stefano Sgambati e Valentina Stangherlin, ospiti del convegno insieme a Iacopo Gori, Roberto Casati e Sebastiano Pucciarelli.
L’idea della web-fiction è nata durante la realizzazione del programma Tv #Ioleggoperché andato in onda il 23 aprile su Rai3, ideato per la Giornata Mondiale del Libro; insieme a Pietro Galeotti si è deciso di inserire in questo show anche la webserie ritenendo che la tv debba aprirsi al web, nuova frontiera della comunicazione.
‘’La tv ormai è piccolissima difronte ai contenuti web’’ ci dice lo stesso regista televisivo Duccio Forzano.
Il progetto ‘’Patologia:libraio’’ è stato sostenuto da AIE, associazione italiana editori, e infine ha trovato l’importantissimo supporto de Il Corriere della Sera che ha lanciato online le quattro puntate, tutti episodi autoconclusivi ma mai definitivamente chiusi nella speranza che la serie possa continuare ad essere supportata.
Le quattro puntate sono state girate tutte in un solo giorno in una piccola libreria attraverso strumenti tecnici alquanto semplici: ‘’Ho registrato con tre macchine fotografiche e tre cavalletti, tutti potrebbero oggi giare un film grazie alla tecnologia’’ , ci dice Duccio Forzano, “è stato un grande lavoro di team, ogni decisione è sempre stata aperta ed è questo che ha reso possibile la forte espressività della narrazione stessa.”
In diretta Skype da Parigi è intervenuto anche Roberto Casati, esperto di nuove fruizioni della comunicazione, afferma come oggi siano presenti numerosissimi canali per la lettura e che bisognerebbe sincronizzarli tutti verso questo obiettivo; ad oggi i social network hanno in molti casi sostituito il passatempo della lettura, e per arginare questo sarebbero necessari alcuni attori, primi tra tutti le famiglie, le scuole ma non da meno anche la televisione, che potrebbe aiutare a un uso educativo dei nuovi media.
Abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda di approfondimento a Duccio Forzato.

  • Nella webserie che hai realizzato si parla molto di libri, non a caso la serie è stata lanciata sul sito de Il Corriere della Sera proprio il 23 aprile, Giornata Mondiale del Libro in collaborazione con la trasmissione andata in onda su Rai3 #Ioleggoperché; lei pensa che la tv di oggi potrebbe lavorare di più in questo senso?

    Sì, sicuramente la televisione potrebbe fare di più. Purtroppo poi si è sempre legati a delle dinamiche che ben conosciamo: gli ascolti, gli sponsor e tutto ciò che riguarda il mondo del mercato. Nonostante questo il servizio pubblico dovrebbe “fregarsene”; ad esempio il caso Rai3 ha dimostrato che si può fare un bel passo in avanti, con il programma #Ioleggoperché, che anche se nel suo piccolo, ha fatto vedere che il libro in televisione può funzionare.

 

  • Nella webserie vengono citati dei libri che appartengono sia alla narrativa classica, uno fra tutti Emma Bovary di Gustave Flaubert, ma non mancano anche opere contemporanee come “Il giorno in più” di Fabio Volo. Questi inserti letterari seguono una linea ben precisa, un progetto?

    Nella scrittura della webserie sono stati inseriti appositamente; purtroppo con quattro episodi di piccola durata non si ha avuto molto modo di ampliare questo discorso, abbiamo dovuto presentare soprattutto i personaggi per poi svilupparmi nella narrazione, e rispondere alle esigenze del sito che vuole delle storie giustamente autoconclusive. Sono stati tanti i paletti che ci hanno portato a scrivere in un certo modo. Se la webserie proseguirà ci saranno altri libri, altri fantasmi letterari come quelli che in queste puntate realizzate ci hanno fatto ricordare come Tolstoj, Dostoevskij e altri.

  • Se è stato innovativo parlare di libri in una fiction, lo è stato ancora di più farlo attraverso una webserie; come ha reagito il pubblico difronte a questo tipo di narrazione?

    Per i riscontri che abbiamo avuto il pubblico ha reagito molto positivamente. Anche chi probabilmente non legge molto si è divertito. Non abbiamo i dati esatti delle visualizzazioni, però per i feedback ricevuti sono stati molto positivi.

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Margot Masci è originaria di Assisi, 21 anni, studentessa di Linguaggi dei Media presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Gli Amanti dei Libri permette di esprimere la mia passione per la lettura, stando al centro delle novità editoriali.

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