Lettera a una Chiesa che ha dimenticato Gesù – Ermanno Olmi

Autore: Ermanno Olmi
Titolo: Lettera a una Chiesa che ha dimenticato Gesù
Editore: Piemme
Numero di pagine: 95
Prezzo:  € 12

Chi crede in Dio sa bene che il Creatore ha fatto l’uomo e la donna, ma non le razze. E che neppure ha dato di più ad alcuni per farli ricchi perché con il loro denaro umiliassero i poveri. Così ho deciso di scriverti. Perché in questo tempo bastardo anche tu mi deludi, e mi dispiace. Probabilmente sono mosso più dal sentimento che dalla ragione. Del resto, è il sentimento che presiede ogni ragionamento” (pag. 8).

Ermanno Olmi è un uomo di fede, quella fede autentica e vera che muove i cristiani più autentici e desiderosi di Cristo. E’ proprio con questo spirito che l’autore decide di scrivere una lettera aperta direttamente alla Chiesa, che sembra aver dimenticato non solo il suo ruolo tra gli uomini, ma il vero motivo per cui esiste: Gesù.

“Questo è il tempo in cui non sono più ammessi rinvii, né ambiguità, né accomodamenti provvisori. È venuto il tempo, cara Chiesa della verità, di una testimonianza eroica e di questa eroicità dovrà farsi paladino ciascuno dei tuoi fedeli. Ti sei forse dimenticata di essere la Chiesa del sacrificio della Croce?”

In un periodo che segna profondamente la nostra società, l’autore invita i credenti a fare quel passo in più, a non essere passivi, ma attivi e invita la stessa Chiesa ad abbracciare i bisognosi e non restare nell’immobilismo dei sacri palazzi, fenomeno sul quale si è adagiata. La storia non scorre all’indentro. Olmi è un uomo che desidera la Chiesa vera, evangelica e democratica, una Chiesa di e per gli uomini.

Il passaggio molto toccante è il ricordo dell’amicizia tra l’autore e un sacerdote, don Giacomo,  “perché un prete povero è anche un povero prete”. Un libro pieno di sentimento, una riflessione che è anche una manifestazione di delusione, un invito al miglioramento e a non perdere la fede, quella vera.

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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