L’ElzeMìro – Naufragio – (séguito de Il silenzio di Certaldo-31 luglio)

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                                                                                                      Edward Hopper – Gas 

 

Qualsiasi opera di un uomo, si tratti di letteratura o musica o pittura o architettura, è sempre un suo ritratto. 

Samuel Butler - 1835-1902

E dopo aver bevuto, bevuto e….già che c’erano….ben mangiato un certo prosciutto irresistibile al carnivoro palato del professore Pappanti, ma non dell’apòcrifo Elzemìro che per lo stesso tempo aveva sgranocchiato una schiacciata marmorea sorseggiando….guardava fuori la tempesta con l’aria di un che si beva le nuvole….i due, promettendosi promesse di a presto improbabili ma nondimeno innocui, biglietti da visita e come macché, Buonanotte, Buonanotte. Passata la burrasca, nonostante le stelle, al professore l’altro non parve congedarsi ma che svanisse, flou. O quanto t’ha bevuto, domandò il Pappanti al Pappanti solitario, senza più sintassi cui rivolgersi in mezzo al buio; Freddo è l’aere ed oscuro, e quieto scorre il Reno1, proclamò…. per ogni evento quotidiano aveva il verso adatto, il mozzicone di qualche opera desueta, lingua non importa, ladro all’occasione….sicché dunque….l’aere era freddo e cristallino ma vino, prosciutto e stelle non avevano estinto anzi pervertito in lui il ricordo dell’aggressione subita….sicché dunque….per salvaguardarsi dal disappunto presente, s’avvolse tutto nel passato remoto; di un tale Zenone….noto, no, to’…. si recitò i versi Chiaro avevano il canto quei poeti Greci,/l’inquieta, l’oracolo Cassandra, i comici./Oggi l’abito è di Aronne e di Mosè,/dirsi e contraddirsi circa un sì, circa un perché; poi, strasciconi su per i gradini di casa trovò una chiusa, Bed tonight and breakfast to delight.

Al mattino, ore 6:30, il professor Pappanti fu svegliato da un alitare draculesco; nessun drago però…. sicché dunque…. spalancata la persiana il professore vide per aria appesa una grande mongolfiera; bassa sugli ulivi, le vigne, i cipressi…. il particulare del paesaggio toscano è la sua vivace monotonia…. il pilota ben in vista nel cestino che manovrava un soffione di fiamme calde dentro il pallone, eccolo l’alito, e l’aeromobile oplà, una termica e fu flou….È l’Ora: e il fine. Lungi mercante, sveglia!/da Austin Texas arriveranno presto a frotte/grulle a dòndondolàrsi in gondole cinesi/di colla e agglomerati plastici, prodotte/da fabbriche di carne e scarti tailandesi…. mormorò il Pappanti, Pascoliano il Zenone2. 

C-cccro, una famiglia di pernici, madre e pernicielli, svola a passeggiare nel prato sotto la finestra, su un muretto, sciallato al sole del mattino un gatto. Ma il professore sta spennellandosi le guance di schiuma Fìgaro, non sente pernici o vede gatto… Cada cual quiere volver/pero, adonde se pueda/nadie lo sabe, por ser/bala perdida.2a. 

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1 Il Pappanti cita a traduce quasi alla lettera due linee della Lorelei di  Heinrich Heine, usato più sotto in forma sostantivata quanto criptica: die Luft ist kühl und es dunkelt/und ruhig fließt der Rhein.

2. Le due quartine precedenti e l’ultima riportate nel testo sono a firma, completa di accenti, di Zenóne Psèudolo, dalla raccolta Àsole,  Tergeste edizioni – Ts 1999. Dell’autore a parte lo pseudonimo di derivazione greco-romana, Pseudulus è commedia di Plauto, non si sa nulla. Vane le ricerche in merito. Quanto al verso: È l’Ora: e il fine. Lungi mercante, sveglia! riproduce punteggiatura e metrica di Pascoli, Alèxandros: Giungemmo è il fine o sacro araldo squilla

2a Vorrebbe ognuno  tornare;/dove  però si possa andare/nessun lo sa, stante/il suo ruolo di proiettile vagante

 

 

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Pasquale D'Ascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu, piccino, come di stringhe e cravatta in carcere, privato dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo non si escluda un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi del soggetto a suo Bell’agio proprio ‘tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali’, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.

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    Musica che si ribella al dominio. E nella parola trionfa, prodromo d’altre vittorie, poiché “Die stillsten Worte sind es, welche den Sturm bringen. Gedanken, die mit Taubenfüssen kommen, lenken die Welt”. (Also sprach Zarathustra II, Die stillste Stunde;’ Le parole più silenziose portano tempesta. Pensieri che avanzano come passi di colomba, guidano il mondo’, Za. II, L’ora senza voce).

    • D’Ascola

      Questa è consacrazione carissimo Alberto aber, Ich weiß es nicht, ob meine Worte können eine Welt lenken – nicht sicher daran – sonst Ich werde das erinnern.

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