L’ElzeMìro – Legumi legàmi e litòti 12a

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                  A  stomaco vuoto

                                                                                                                                                                                       Da dove vengo, dove andrò a finire, tutte cose superate. Gottfried BennRomanzo di un fenotipo

O Porto,

Il ben concluso orto

Con la torre, l’Atlantico e i forti…              .

Nel gioco definito Biribìssi

(c’è qualcuno chissà che dirà Biribisì)

Tra le figure, le sue metafore, sorti

Non s’indovinano che siano oscure più o meno

Della finta giardiniera… tuttavia sereno

E largo scorre un poema, un’estesa trenodìa

(si consulti per il senso un’enciclopedia)   

Che del dopo attraversa la miopia 

E sfocia, «não pelo incerto rio»,

Mas no Atlàntico frio

Do Porto…

Dopo i fatti di Berlino e ricevuti per mail questi quattordici versi (o dodici più due spuri) Giada annotò con una scrittura forsennata…

[Giada diario (tra parentesi le incerte letture) Data da destinarsi. è del poeta il fine ingabbiare le parole/ per(ciò che) non s’accal(chino) su per una torre di bubbole. taglia le unghie il poeta a piedi poggiati in un’altra stanza. (poeta è) a-perso-nale alter ego del sé stesso (che non lo riguarda) identità sociale. finzione autenticata e perseguita (nel fare si scompare). che non esiste né sussiste. (o io o poeta) metafora persistente. letteratura è soprattutto sanificare da ogni infezione la pagina & den Füller (stilografica, in tedesco di rigore la maiuscola pei nomi, uso eccezionale in Giada n.d.r.).  infetti… voluttà desiderio di piacere. compiacere… la verità non è che… la verità… sono verosimiglianze…  nomi altrui( e a seguire una curiosa filastrocca in un latinorum per così dire intedescato) siste siste flegetontzia styx.ejus ejus adeste mali spiritus. faustus vos zitissime zitat] …

La conclusione, questo protratto vagheggiarsi di una conclusione che ora sta inseguendo il suo ultimo miglio avrebbe potuto non aver luogo, per sfuggire così al destino dei fatterelli di un’esistenza che, a ben guardare, s’accatastano in pile (please don’t read païl); torri di Bubblebobble godimentose del proprio precipitare precìpite senz’altri interventi stranieri alla loro geometrica fragilità; rimarrà da fare una dispersione di ceneri, ceneri di verbi che, per intendersi bene, o sono incarnati o prima d’esserci sono già dove boh; nel caso presente quei dodici o quattordici versi in scala ascendente/discendente; accumulo/dissipazione; appunto. L’idea, l’immagine, il concetto esoterico di morte-accanto, per Carmilla evocato, vortica genio imponente fuori dal lume di Giada; la lingua del genio è tuttavia cuneiforme, ci pare voglia dire qualcosa per segnalare una strada, indovinare la quale per tempo sarebbe interesse di ognuno che cammina cammina per terra, per mare per aria vabbè, così da starsene accuorti che oltre non c’è, vroooroumf si precipita giù, iguazù, salto angel, oceano e tenebre di cuori pluviali. Del danno Colombo avrebbe dovuto accorgersi prima.

Dopo i fatti di Berlino, Giada scrisse a Carmilla nella lingua che prediligeva, per mettersi alla porta di ogni possibile suo appartamento e con caparbietà restarci; si noti adesso sia l’utilizzo improvviso di alcune maiuscole, sia di virgole parsimoniose…

(Lettera di Giada a Carmilla) Almighty dear to my heart, things have to be explained. Think. it may be helpful to you as a sort of explanation of the concept roughed out times ago. to say so, the ONE of DEATH-ASIDE. In my opinion, every literature is a new dead-born. SO, where there is aware literature, and nothing but THE OPUS, every newborn is dead. a walking dead. Dead at work. A Not to Be Red. ( A Not to be Followed) Every single Opus, if one of that sort, is an Unaccomplished, impromptu ohne Ende, the Opus’ fate is to rest unfinished. But MIT einem RESTE. You could easily relate it to the complete Kurosawa’s work. you can observe this kind of DEATHS/Demises/Dyings undoubtedly travelling in every single take of all his movies and resilient around Toshiro Mifune. It seems noticeable to me that there is something which the camera’s eye can see, but the polyester film can not record unless as AURORA. Breeze. (F)Lighty fog and shadows. A Not to Be Sawn. WELL. all those things, THOSE shadow, fog, breeze an’ aurora… Thou charmed Aurora of mine… notice that is death…  come per quei che prigioniero in tenebroso loco, da alcuna finestra ora veda poi sveda saettare fora una tempesta immane e tale, ciò non di meno, ch’il desiderio lo pervada e lo risolva da lì, a fuggire. 

Cronaca cronica

  1. Carmilla eredita la casetta di Walther a Berlino. Per espressa volontà di Walt che in un cassetto del suo ufficetto alla Deutsche Oper ha lasciato un lasciotutto a C. Causa assenza di consanguati nessun impiccio legale né contestazioni da parte delle gatte, Lia, Mia, Nila, soddisfatte pare di trasferirsi pro memoria da Giada. La vendita della proprietà al 53 di Weinmeisterhohenweg, svuotata di tutto e ripittata al volo e che col giardino intorno, box e sotterraneo inclusi, in somma delle somme 510 mq., tasse e agenzia, spese legali e accessori pagati, rende  Euro 825.000 a Carmilla che fila al Portogallo – ma per ferrovie ché il volo  tranne il noto Berlino-Parigi detesta; predilige del treno il viaggiare macchinoso, sicuro fino a prova contraria, lento e pensoso ma persistente, un godere consustanziale d’ogni istante, non un oltre passare, trasvolare dissennato; ma è tardi tornare a quel non volere far salti di Carmilla, contrario al tirare a diritto del suo Walt – e dunque alla metà o poco meno degli 825, per 385mila, in 313 rua General Torres, Carmilla compra un attico vista estuario, porto e Oporto (onde i dodici più due versi)
  2. Carmilla torna a Parigi con robba al sole, svànziche in portafoglio e un quanto nel cuore (di inestimabile?). Non riferisce di Oporto a Candian che, peggiorandosi un suo diabete blasé e tenuto in disparte, ed ecco una tra le ragioni delle sue imperfette erezioni, complice brusca un’avversa meteorologia, per accidente si busca una gran polmonite interstiziale; appassisce e si spegne come violetta sul far dell’estate 2019 lasciando i suoi foglietti ad oscillare lievi al triste vento in sul gran story-board del Bucintoro impudico. Pallida come spirocheta, pallido un velo di cipria sul viso, regale in un abito nero regalo di Candian, forma che della sostanza indovinata di sotto avrebbe fatto, farebbe, farà ingolosire chiunque, Giada comunque fosse lì ma non è, e becchini e inservienti del crematorio e qualche bighellone di tombe; calze nere velate, Carmilla sa di saperle indossare, come l’attore offre  il proprio costume allo spettatore, e per l’occasione, calzata i tacchi della modestia attraverserà la strada lei da casa al cancello del Père Lachaise angolo Philippe Auguste, per presenziare alla cremazione; uno sbuffo di fumo osservabile come di consueto a distanza, segnalerà che lo spiritus di Candian svola in excelsis con tutto il tempo appartenuto a lui e a Carmilla; in un dopopranzo deserto, ore 14:30, e con l’urna in una sporta di polipropilene del Carrefour, prenderà il battello per La Villette, di sotto per dentro dei tunnel Lenoir e Bastiglia e via via oltre le chiuse, et brom brom brom petit patapon per lungo  il canale; quindi in una sola volata dust to dust ashes to ashes. Un po’ di quella polvere svolerà controvento addosso a Carmilla.
  3. Carmilla eredita per testamento di nuovo l’app.to del 13, bvd. Ménilmontant. I parenti trevigiani e più che lontani di Candian, informati dal notaio eccetera eccetera , tenteranno un’opposizione ma inconsistente, superflua e inattuale perché l’immobile, messo in vendita il tempo di recitare una vispa teresa, mobili i pochi, ma ricordiamo la bella cucina, le librerie, libri esclusi, scontato del 10% sul prezzo iniziale di 1.300.000, frutterà 1.170.000 euro, al lordo in questo caso di tasse e di spese. Tuttavia Carmilla si troverà tra le dita un’altra porzione di torta, padrona a Oporto, un Kapital da far fruttare e la casa editrice Candian-Lettres & arts pornofines-E.I., impresa individuale, il cui personale lei farà costituire in cooperativa vendendo poi l’impresa a quest’ultima; per i prossimi anni, tanti quanti, Carmilla si vedrà corrisposto l’eguale mensile di uno stipendio, non poco; sì, qualche volta in ritardo poi però… 
  4. Carmilla si trasferisce a Oporto. Per consumare notizie segnaliamo che ben abituata ad adattarsi all’altrui più che al proprio gusto, indefinibile più che cattivo, Carmilla ha avuto il pensiero volatile non di comprare ma di prendere casa in una suite all’Hotel Infante Sagres, cinque stelle, 62, Praça de Lancastre, così per evitare di appartenere a una qual cosa, tuttavia poi… per diversi mesi durante sarà Giada dunque a curare l’arredamento dell’attico secondata da un suo gusto di etrusca, per dir così, di donna con certa, cioè solida sensibilità ereditata benché fusion oramai d’Ikea e Ikebana; saprà scegliere per le tende tra le fantasie le più accurate, per divani e poltrone e cuscini i tessuti dai colori più adatti alla luce, per gli occhi i lumi più attenti a non ferirli; si spenderà molto per rendere impeccabili i bagni (tre) e i dormitori (idem), il padronale culla di ombre e biancherie decorate d’erotiadi da una nota illustratrice italiana; omissione del nome richiesta, il lettore paziente cui non facciamo mancar niente di inutile, indovini; meravigliosa voilà la cucina ma in contrasto con l’uso attuale che vede l’ognuno e l’ognuna farsi da sé principe/ssa della planetaria, le due signorine saranno determinate al rituale poco o abbondante del rastaurante; olé infine da Ombrìa arriveranno mobili antichi e dismessi dalle molte generazioni di Solidèa d’Omettiamo – ormai tardi per entrare nel merito di corone e di allori, precisiamo però che Carmilla, con nessun Sidol è riuscita né prima né ora, né mai riuscirà a levar dalla pelle di Giada la patina di secoli alquanti. Una piccola particolare digressione in questo tour ossessivo merita un locale dotato di finestra a bocca di lupo, la lavanderia, con macchine d’ogni sorta, sì sì, un  tavolo di legno massello da stiro, una cassetta di fili, aghi e bottoni e poi al soffitto una meccanica di corde per stendere; qui nella  stanza dove dei panni si levano le macchie che non hanno, con dedizione segreta le due si dedicano a’ bucati e rammendi; Giada ci ha fatto notare, Siam come Parche, siamo tre ma is missing la terza e non tornerà mai; si vanta Giada della propria abilità con la Singer; le due ricevono molto, sono òhimoi le starlets italiche della rete omofila locale, ma onde evitare che un ospite l’apra, la porta della lavanderia è chiusa con due chiavi – come il quadro di lancio dei nucleari nei sommergibili – e le chiavi sono appese in coppia per nastri di colori consecutivi, rosso per Carmilla, nero per Giada, all’interno di un cassetto in cucina, confuse tra nastri e altre chiavi; stravaganza di cui le due si compiacciono con voluttà contraria a quella di lady Macbeth. MA, Giada a Oporto, domanderà esausto il lettore, fa qualcosa o vive una versione bizzarra de la mantenuta Traviata; ebbene no, fa l’attivista, la voce critica di una rivista d’altramateria, Psyco-theo-rapist; questo lo spelling. Carmilla scrive scrive perché scrive e ormai pubblica; con successo chiederà ansioso il lettore ma sì… se colà così si vuole che sia. Ebbene, a concludere per tempo questo puntualizzare di nessun rilievo letterario e a fermare il treno o il trend narrativo alle due Candide e fortunate viaggiatrici, sorvoliamo sulla loro vita di coppia che in fondo, e a dispetto del mondo e della sorte, (se al riparo da criminali e stupratori comuni o di gruppo lo ignoriamo) è approdata nel porto più ovvio e auspicato e fortunello benché non a tutti comune… è molto infatti per i molti riuscire a godere gli scarti di un vissero felici e contenti. Una semplificazione che niente e nessuno può rendere simpatica…

Ce n’est pas les cas d’un Biribi,

Le poème qu’on écoulait jadis

Tout autour d’un toi, d’un moi, d’un nous,

Médusé par cœur, bien qu’accompli de tout.

Ce n’est pas le cas de s’en foutre, là calfeutrées

Sous tes pas parallèles les feuilles assassinées,

Faut pas ravager les racines et les fougères…

Les Mortes sont éclats du présent… Des passagères…

Le poème qui croise ses droits, et ses mains

Suivant la géométrie, des trains les chemins,

Il déroule son insociable corps à personne…

On reconnaît la métaphysique qui déconne…

Et, vigile, il vient d’accomplir son devoir

D’expirer son souffle au bout d’espoir.

p.s. Indovinello pisello… o icche è un narratore se non chi all’imperfetto o al remoto racconta l’inconsistente. Vengono meno i personaggi in una nebbia d’oro/ Dèi incompresi sono la madre loro.

Muoiono più bambini che bambine – Gottfried Benn, Romanzo del fenotipo

Minha longínqua penumbra – Anonimo, Livro insubsistente

                                                           Fine 

BARTURO 10

 

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Pasquale D'Ascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu, piccino, come di stringhe e cravatta in carcere, privato dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo non si escluda un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi del soggetto a suo Bell’agio proprio ‘tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali’, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.

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