L’ElzeMìro – Disdefunzióni 2

Schermata 2018-12-07 alle 12.49.00

                                                     Keith Jarret (1945) Trieste (1977)  https://www.youtube.com/watch?v=bacOPjkFy3g

                                        2. Christmas night in Trieste

En general il faut se redresser pour être grand: il n’y a qu’a rester comme on est pour être petit*

A negare quale creatura degli abissi sia l’umano…. così sotto un coperchio di pietra l’affondò la chiesa nel suo regno d’incubo…. per i più…. depositati sulla terra avara dal delta del Mekong a Pensacola me la dirà la sacralità della vita…. riparo e redenzione l’arte il resto è randello…. un bell’abito bianco…. degnegné fratellia. Giòis, medico di guardia, baffi zuavi, collarino cervicale per via dell’inchinarsi su letti in agonia, scola il suo terzo bicchiere di vino, inzumba una boccone di pane nell’olio, rumina, Olive greche o nafta turca…. νάφθα naphta nift tema nuf ovvero olio di pietra…. odore terebintaceo pistacia terebinto àrbol trementìno…. A dispetto del suo nome sibillino e del gesto di sperso nella pioggia in Galizia-Spagna, Giòis è geriatra e, Grecista, dice, Un soffietto greco arriva fin qui mica solo boreali bore vichinghe ugruralofìnniche…. guardar‘o mar’adriatico…. garantito lloyd anche a Otranto l’infanta nivasia dolceamarab…. vi arrivano brezzoline ondine di Bisanzio ma mai data l’impressione di mescolarsi al mar grando meditattànto…. a Bisanzio s’intuba per drento due turbinati naso farìngei nella concamerata prefrontàl mar nero….’natomia territorial la geografia…. dall’esofago di Gibraltar allo stomaco dell’Oceano…. isole sargasse…. ma signòra guardi bén che sian fatte di moplènc…. naftolàti policarbonati…. la verità che fa male la sod. Pausa. Non è da morirci Trieste….ma nonostante il suo affannarsi vivace più che città è erre-esseà…. sornione il medico in guardia; è natale, già sfiorisce il sole, Per nostra fortuna anche questo natale è in via di estinzione, sembra voglia concludere il Giòis dando fondo al vino con la sue labbra parlanti, Nel dì della vittoria della città sul redentore…. tutti che partono a’ste ore…. tranne quei che fanno coincidere la loro all’ora della messa…. tranne i vecchi, annoda un altro filo il Giòis, Veda è fabbrica questa, edificio di mattoni rossi ripescato dal naufragio industriale, Di senza terra…. adesso stesso è tutto un riflettere sul dormire sognare forse morire….ronfàr sbrodolàr…. cateteri bavette e peti…. saturazioni in malora…. morir dormir…. male e poi. Letzten Schlucke gluglùk, Giòis si leva, ci fa un cenno, si avvia. C’è una stanza nel sotterraneo…. camera fredda la chiamano ma è morgue…. chi’l francese nol capissi de Maria nòl xe fiòl…. domani due funerali al via. Varca la soglia della camera 218, neon grigio, Guardi qui das Feuerpferdf…. pseudoschizofrenia…. she’s dying. Una vecchia, depositata sulla comoda, defeca e grida, I mostri i mostri. Morisse.

Schermata 2017-05-09 alle 10.57.09

* In generale, per essere grande occorre raddrizzarsi: per essere piccolo non c’è che restare come si è. Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux (1688-1763) – La vie de Marianne.

a forse in luogo di fratelli De Rege, noto duo comico, (1891-1945/48)

cfr. https://www.youtube.com/watch?v=1Gq9vewki14&list=PLgUitarWIO7uFd4tImIR0yyvxbreyqae3

b cfr. di Alberto Savinio, Infanzia di Nivasio dolcemare (1941) Adelphi. Perché Otranto vien detta qui  infanta nivasia dolceamara è inspiegabile. 

c ritornello pubblicitario degli anni sessanta per un famoso comico, Gino Bramieri, https://www.youtube.com/watch?v=wXOY3nSsuag

d cfr.Caterina Caselli (1946) https://www.youtube.com/watch?v=R8XAHNbyWIs

e lezzten scluk tedesco per ultimo sorso.

f ted. fòierpférdt  in Metzengerstein – Edgard Allan Poe, Racconti del terrore – Mondadori classici

 

BA 10

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Pasquale D'Ascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu, piccino, come di stringhe e cravatta in carcere, privato dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo non si escluda un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi del soggetto a suo Bell’agio proprio ‘tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali’, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.

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  • Biuso

    Trieste. Joyce, Giòis. La torsione della parola, significante senza significato. E infatti “perché Otranto vien detta qui infanta nivasia dolceamara è inspiegabile”.

  • D’Ascola

    È del tutto inutile che io commenti la precisione di questo commento. Altro dir non si può. E grazie Alberto. La tua acutezza illumina l’indagine.

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