L’editoriale del direttore

L’EDITORIALE

Nonostante il Salone del Libro di Torino non sia ancora terminato, noi proviamo a sbilanciarci: anche l’edizione 2014 ci sembra abbia fatto centro. Tante persone stanno affollando i padiglioni del Lingotto, tante famiglie con i bambini e anche tanti giovani e adolescenti. Ci sembra insomma che la formula chimica del Salone, ben studiata anche quest’anno dal direttore Ernesto Ferrero, abbia funzionato. I dati delle vendite sono ancora parziali ma sembra che siano ottimi. Al di là del numero dei libri venduti, ci piace questo Salone perché incoraggiante per il mondo della cultura e letterario.

L’aria che si respira tra i padiglioni è bella, c’è fermento. Si curiosa tra gli stand, si vanno a seguire gli eventi, si parla con gli autori che si possono incontrare liberamente tra gli stand. Un amante dei libri non può non venire a fare un salto a Torino. Si dice che l’importanza del Salone è direttamente proporzionale al numero di esponenti politici presenti; non siamo d’accordo perché, pur essendo consapevoli dell’importanza della politica, siamo altrettanto convinti che il vero asse portante del Salone siano i lettori. E in questa edizione 2014 ne abbiamo visti tanti, di tutte le età. Abbiamo visto anche, accanto ai colossi dell’editoria, le piccole case editrici, tra cui quelle ospitate nello stand dell’Incubatore, di cui siamo con piacere media partner. Anche le nuove case editrici sono un segno di incoraggiamento, per guardare al futuro dei libri con ottimismo.

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