Le radici del cielo – Tullio Avoledo

Titolo: Le radici del cielo
Autore: Avoledo Tullio
Data di pubbl.: 2011
Casa Editrice: Multiplayer editore
Genere: Fantascienza
Pagine: 416
Prezzo: 19

Il libro si  svolge nel mondo creato dall’autore russo Dmitry Glukhovsky che col suo romanzo “Metro 2033″ aveva sviluppato una realtà  dove gli uomini sopravvissuti ad un conflitto atomico si erano abituati a vivere nelle gallerie delle linee delle metropolitane delle varie città. Se l’autore russo aveva proiettato il suo viaggio all’interno della rete metropolitana di Mosca, Avoledo fa viaggiare il suo personaggio principale, un prete della Santa Inquisizione,  nell’Italia post guerra atomica, da Roma a Venezia.

Lo scopo del viaggio risulta duplice per Padre Daniels: trovare il Patriarca di Venezia per eleggere un nuovo Papa e riportare i tesori di Venezia a Roma. Il prete che incarna ancora il senso del bene puro, si dovrà confrontare, senza alcun aiuto,  con una società corrotta e violenta  dove risorgono vecchi culti pagani.  In questo mondo tutto è capovolto, si vive di notte, e si dorme di giorno, gli uomini sono pervasi da un senso di fanatismo e violenza, mentre i mostri sono caratterizzati da inaspettata umanità. La scenografia è quella di un paesaggio spettrale dove emergono le rovine di un mondo distrutto: il bianco della neve che scende incessantemente, il buio di un notte eterna che simboleggia anche l’oscurità in cui è giunto l’uomo ed il rosso del sangue sparso continuamente da chi è ormai privo ormai di compassione. In un mondo senza amore e etica, brillano la fede e la speranza del protagonista che di fronte alla disumanità delle Guardie Svizzere che gli fanno da scorta in questo viaggio, alla brutalità di coloni che praticano il cannibalismo, al ritorno di culti pagani (cfr il redivivo culto di Mitra) cerca di credere nel mondo nuovo che potrà trovare al termine della sua avventura.

L’autore conduce il suo racconto descrivendo con minuzia sia il paesaggio modificato in maniera radicale dal conflitto atomico che la devastazione prodotta nel cuore umano, pronto solo alla violenza, alla rapina ed al sangue. I dialoghi fra i pochi umani sono crudi e diretti, mentre la comunicazione fra il prete e le altre creature avviene spesso telepaticamente ed è caratterizzata da un certo senso poetico e più ci avviciniamo all’incontro con il Patriarca più notiamo il sorgere di un nuovo ottimismo. Nel libro sono presenti precisi flash back che fanno riflettere sulla vita dei protagonisti nel periodo precedente al conflitto e su come le persone reagiscano diversamente alla perdita delle certezze: abbiamo quelli che hanno ancora la speranza in un mondo migliore e quelli che  diventano peggio delle bestie.

 

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